Il libro di Aisha: racconto autobiografico di una tragedia familiare

Il libro di Aisha dell’autrice messicana Sylvia Aguilar Zèleny è l’ultimo romanzo pubblicato dalla casa editrice Ventanas Edizioni.
Ventanas è una casa editrice indipendente fondata nel 2023 da Laura Putti.
Inizialmente il progetto prevedeva soltanto opere tradotte dallo spagnolo, nello specifico le novità letterarie in America latina, non tralasciando anche classici dimenticati del passato che venivano e vengono riproposti con uno spirito contemporaneo.

Il libro di Aisha tra romanzo e memoir, autobiografia e finzione, si colloca all’interno della collana Palabras, dove si spazia dal romanzo al saggio, fino alla biografia disegnata.

Attualmente la casa editrice si è aperta anche alla pubblicazione di opere italiane e francesi, rispettivamente nelle collane: Parole, dedicata alla non fiction e al giornalismo italiano; Paroles, che si concentra su raffinati autori francesi del secolo scorso, con qualche sorpresa attuale.

Rinunciare alla propria identità

Nunca nadie hizo jamàs buena literatura con historias familiares

Ricardo Piglia

Sylvia ha solo 7 anni quando sua sorella maggiore scompare.
La ricorda come la figlia ribelle, che adorava fumare, leggere, ascoltare musica e che si batteva per i diritti degli studenti, non mancava a nessuna manifestazione studentesca.
Nel 1980, durante un soggiorno in Inghilterra Patricia conosce Sayyib, un ragazzo di origine turca.
L’amore per lui, per i suoi ideali e per il suo credo, la porterà a rinunciare alla propria identità.
Non si chiamerà più Patricia, il suo nuovo nome è Aisha.
Un nome con estremo significato per la religione islamica, in quanto Aisha fu una delle mogli del profeta, che sposatasi all’età di 6 anni e messi da parte i giochi per bambini, si dedicò con tutta se stessa al marito e alla sua religione.

Il testo si apre con l’arrivo di Aisha e di suo marito nell’aeroporto, è il primo incontro con la famiglia di Sylvia.
Il cambiamento è evidente, non solo a livello di vestiario e di atteggiamento, è proprio lo spirito di Patricia a essere scomparso.
La figlia curiosa e piena di vita non esiste più, davanti a loro hanno una donna sottomessa, che non ha più passioni e non può prendere iniziative senza chiedere permesso al marito.

Aisha e suo marito sono pieni di richieste, non si possono ricevere visite da parte di estranei perché è inappropriato, bisogna acquistare dei polli per poterli dissanguare in cortile, e anche le fotografie devono essere tolte di mezzo.
Aisha (Patricia) non vuole più ricordare chi era, è una persona nuova, una donna servizievole e sempre disponibile per suo marito, per assecondare ogni sua richiesta. Il clima familiare in quei giorni è asfissiante, e dopo i silenzi del padre di Sylvia e la confusione della mamma, si arriva allo scontro. Sayyib e Aisha decidono di partire per non fare più ritorno.

Una ferita aperta, un vuoto incolmabile

Aisha (Patricia) non è l’unica ad aver perso la propria identità quel giorno, ma anche Sylvia con il passare degli anni fatica a riconoscersi. Sylvia prende il posto di Patricia all’interno della famiglia, i suoi genitori proiettano su di lei aspettative, desideri, paure e mancanze. La famiglia non sarà più la stessa dopo l’addio di Aisha e così comincerà la ricerca incessante da parte di Sylvia.

Il libro di Aisha non ha, infatti, una struttura regolare, si compone di pensieri, lettere, ritagli di conversazione con i membri della famiglia e con le persone che hanno conosciuto Patricia.
Sylvia vuole cercare di capire le ragioni che hanno spinto sua sorella ad abbandonare i suoi sogni, la sua famiglia, la sua intera vita per un uomo, per una religione. Questo addio non finirà mai di essere una ferita aperta, e diventerà quasi un’ossessione.

La violenza sulle donne e l’estremismo religioso

Al tema dell’identità che è centrale ne Il libro di Aisha, si aggiungono altri due argomenti estremamente degni di riflessione.
In primo luogo il discorso religione, Sylvia con questo testo, non vuole assolutamente screditare la religione islamica, ma piuttosto criticare l’estremismo. Infatti, da come apprenderemo dalle lettere della sorella di Sayyib, la sua famiglia è una eccezione rispetto ad altre famiglie musulmane. Un esempio può essere costituito dal fatto che generalmente quando ci si trova in presenza di donne e bambini, chi porta il velo potrebbe toglierselo, invece nella famiglia di Sayyib anche questo è ritenuto peccaminoso.
Syyib rappresenta l’eccezione, non la regola. E questo Sylvia lo comprenderà anche grazie alle sue ricerche e ai suoi viaggi.

L’altro argomento portante è quello della violenza sulle donne.
Aisha vivrà vari episodi di violenza fisica e psicologica, ma non riuscirà a chiedere aiuto subito.
Subentrano meccanismi di dipendenza affettiva e di vulnerabilità psicologica, tipici e caratteristici di tutte le donne vittime di compagni violenti. Soprattutto quando di mezzo ci sono dei bambini, la situazione diventa ancora più complicata.

Una storia familiare dolorosa

Il libro di Aisha è un testo estremamente doloroso, l’autrice ha raccontato la storia della sua famiglia, inserendo anche degli elementi di finzione. Attraverso le pagine si percepisce tutto il senso di smarrimento di questa famiglia che inaspettatamente si vede portare via una delle colonne portanti. La storia di Patricia è la storia di tante altre donne che sono rimaste affascinate da uomini carismatici e appassionati, ma non tutte hanno avuto la fortuna di fare ritorno.

Una storia intensa, un racconto a più voci, un libro da leggere assolutamente.

Se cercate un libro simile per argomenti, che unisce religione musulmana con sessualità, vi consigliamo Donna proibita di Ali al Muqri.