Il legame tra materiale e immateriale: Body di Nonami Asa

Cinque racconti incentrati su cinque parti del corpo insolite, che mettono in relazione il legame tra materiale e immateriale. Nello specifico come molto spesso l’immagine che abbiamo di noi stessi non corrisponda con quella che gli altri hanno e quanto questo possa generare comportamenti ambigui e autodistruttivi. Nonami Asa ha scritto diversi romanzi di genere mistery in cui spesso la paura non è suscitata da “mostri” o assassini, ma piuttosto da una quotidianità che viene alterata dalla follia e dai lati più oscuri dei suoi personaggi. Questa inquietudine e crescente ambiguità caratterizza proprio i racconti contenuti in Body. Non si possono definire horror ma piuttosto grotteschi.

All’interno dei racconti

Il primo racconto è “L’ombelico”, nel quale vi è un ruolo preponderante della chirurgia estetica.
Una donna sente che il suo matrimonio non prosegue come un tempo e decide di ricorrere a diversi interventi per provare a riconquistare il marito. Senza successo. Il marito non noterà niente di diverso in lei per via dei problemi di lavoro che lo attanagliano.

Si prosegue con un racconto a tinte più weird che è “Il rivolo di sangue“.
Un uomo che cerca l’eccitazione in maniera “pericolosa”, dapprima molestando donne in treno perché prova attrazione per un particolare tipo di ginocchia, successivamente scopre di nutrire piacere nel pungere con un ago e far fuoriuscire il sangue.

Il terzo racconto è “La spirale“, uno scapolo che lotta con la calvizie e assume un farmaco particolare che lo fa diventare impotente. Il protagonista di questa storia sente la pressione sociale di doversi sposare anche se non è completamente innamorato della ragazza che frequenta. La sua calvizie sembrerebbe ostacolare questa sua necessità, nonostante ingigantisca il problema più lui di quanto non lo facciano gli altri, tanto da peggiorarlo.

Si passa a un racconto “Il sedere” dove si accenna alla salute mentale con i Disturbi del comportamento alimentare (DCA). Tra tutte, è la storia più claustrofobica, dove si percepisce il deterioramento psicologico della salute della protagonista, che dopo aver ricevuto un commento sul proprio sedere inizia a mangiare sempre meno, fino a quasi a scomparire.

L’ultimo racconto è quello, forse, più intenso.
Il titolo è “Il mento” e racconta di un giovane arrogante e altezzoso che vede nella boxe una sorta di riscatto personale. Questo particolare punto del corpo (il mento) se riceve un pugno ben assestato, diventa un triangolo che squarcia il velo tra coscienza e incoscienza. Il giovane sarà indirizzato verso questo sport da una strana figura incappucciata che lo salva da diverse situazioni pericolose.

Il cambiamento che porta a un esito negativo

In tutti i racconti si evince la ricerca del conformismo nei tentativi di cambiamento e miglioria del proprio corpo nonché nelle stesse scelte personali dei personaggi. Si seguono i canoni estetici per stare al passo delle mode e non sentirsi troppo “diversi”, si sceglie per lo stesso motivo di sposarsi perché si crede che se si raggiunga una certa età poi sia troppo tardi. Si decide di modificare il proprio ombelico perché non corrisponde alla forma reputata “normale da tutti”.

Il filo conduttore è quello del cambiamento che non porta sempre a degli esiti positivi, anzi.
Come si evince proprio da questi racconti, i personaggi che per motivi diversi tentano di apportare delle modifiche al proprio corpo ricevono sgradevoli sorprese.

Body è una raccolta di racconti molto interessante che non è di impatto immediato.
Una volta terminato di leggere un racconto il significato intrinseco non arriva subito.
Questo potrebbe essere un difetto come può anche non esserlo.
Dipende da cosa si cerca in un testo e quanto abbiate voglia di stare lì a scervellarvi per ricercare un significato adeguato.