Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro

Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro, premio Nobel per la letteratura nel 2017, ci trasporta nelle lande desolate e nebbiose di Britannia post-arturiana. Pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 2015, è stato pubblicato in Italia da Einaudi nel 2016.

Il gigante sepolto

Pur contenendo elementi indubbiamente fantastici, si tratta primariamente un romanzo il cui fulcro è nei temi del ricordo e della memoria. Quanto sono cruciali i ricordi nel costruire l’identità di una persona? I ricordi fanno o distruggono la felicità di ognuno di noi? Come si collega la memoria al concetto di vendetta? È meglio dimenticare e vivere in pace o mantenere viva la rabbia e non dimenticare?

Queste sono tutte domande che l’autore esplora all’interno de Il gigante sepolto, invitando i lettori a ragionare loro stessi sulla risposta.

La nebbia e il drago

Il libro esplora questi temi attraverso gli occhi di una coppia di anziani britanni, Beatrice e Axl. La coppia ha deciso di lasciare il villaggio in cui vive da una vita, per ricongiungersi con il figlio, che non vedono da anni. Tuttavia, non ricordano chiaramente dove il figlio viva, perché i loro ricordi sono offuscati da una strana nebbia che avvolge l’intera area.

Questa nebbia impedisce loro – così come a tutti gli altri abitanti di quelle zone – di ricordare le cose cruciali così come quelle insignificanti. Tutti si limitano a galleggiare in un limbo senza memorie, cercando di sopravvivere, giorno dopo giorno, senza rendersi conto di quanto stiano dimenticando.

Beatrice e Axl si avventurano in questo viaggio incerto, durante il quale apprendono che la nebbia nasce dal respiro di Querig, un drago che da anni terrorizza quelle terre.

La calma apparente e l’ombra del non detto

Durante la loro traversata incontrano svariati personaggi, che condividono con loro quest’avventura: Ser Galvano, un vecchio cavaliere e nipote di Re Artù, in viaggio per uccidere il suddetto drago; Wistan, un guerriero sassone che sta attraversando la Britannia in una misteriosa missione per conto del suo signore; Edwin, un ragazzino sassone che viaggia con Wistan da quando è stato salvato da lui da un gruppo di orchi.

Restano tuttavia ben poche le risposte che il lettore trova, eppure nell’aria si percepisce che la calma di fondo è solo un’illusione. Axl e Beatrice talvolta riescono a rievocare piccoli frammenti di ricordi passati, fugaci e non contestualizzati. A volte non si tratta nemmeno di ricordi, ma sensazioni che non sanno bene come spiegare, dato che non ricordano cosa le abbia generate. Una sorta di déjà vu: sentimenti di rabbia e solitudine, che non sanno come collocare nella loro apparentemente felice vita insieme.

È solo con la morte del drago che la nebbia può definitivamente diradarsi, e l’incertezza può finalmente abbandonare i cuori di queste persone. Eppure, si tratta devvero di una cosa positiva?

Il ricordo e il conflitto

Il gigante, finora ben sepolto, adesso si risveglia. Non appena sarà desto, perché tra poco lo sarà, i legami di amicizia tra noi saranno esili come i nodi che le fanciulle stringono sugli steli di piccoli fiori.

Il gigante del titolo si fa metafora della verità dimenticata, soppressa nell’inconscio collettivo fino a quel momento. Nuove guerre sono destinate a iniziare nel momento in cui i ricordi saranno di nuovo completi – guerre che affondano le loro radici in vecchi orrori, nelle passate faide tra Britanni e Sassoni, messe in pausa a causa di ricordi perduti, ma ora destinate a riaffiorare.

Il respiro di Querig ha portato, cancellando le memorie, una pace incantata, ma può la pace sopravvivere se il passato non è stato affrontato?

Un bivio si apre di fronte ai personaggi. Da un lato c’è la paura per la guerra imminente: la paura del proprio vicino che, da un giorno all’altro, da alleato diventa un possibile nemico. Dall’altro lato, c’è la consapevolezza che, fino a poco tempo prima, con quel possibile nemico si condividevano il pane, il tempo e le storie. La guerra tornerà a prevalere o la tranquillità in cui le persone hanno vissuto negli ultimi anni le renderà capaci di convivere, nonostante le differenze?

Il romanzo non dà una risposta chiara, quindi il lettore può solo interrogarsi sul modo in cui questo futuro incerto, da lì in poi, potrà svilupparsi.

Le memorie, l’amore e la prova del tempo

Nei primi capitoli del romanzo, si racconta una storia: esiste una misteriosa isola al centro di un lago, dove tutte le persone vivono in solitudine. Tuttavia, raramente, si può fare un’eccezione a questa regola se due persone riescono a provare la forza del loro amore. Un barcaiolo accompagna le persone all’isola, ma prima le interroga riguardo i loro ricordi comuni per giudicare il loro legame.

Una coppia può vantare grandi legami di amore, ma noi barcaioli siamo in grado invece di intuire rabbia, rancore, odio perfino. O una profonda aridità. A volte, la paura della solitudine e nient’altro. Amori duraturi che sfidano il passare degli anni: di quelli ne vediamo raramente. Quando succede siamo più che lieti di traghettare tutte e due gli amanti insieme.

Spesso capita che solo uno dei due venga traghettato dall’altra parte, e l’altra metà della coppia rimanga abbandonata sulla sponda.

Negli ultimi capitoli del romanzo, anche Beatrice e Axl si trovano di fronte a un lago. Ora, una volta riaffiorati tutti i loro ricordi, sanno di doverlo attraversare, perché loro figlio si trova proprio dall’altra parte.

Un senso di inquietudine pervade questi ultimi capitoli, perché noi, come la coppia, non possiamo non ricordare quel racconto. Possiamo fidarci di questo barcaiolo? Il legame fra Beatrice e Axl è indubbiamente forte, ne abbiamo avuto prova nel corso del libro. Tuttavia, ora abbiamo informazioni sul loro passato che prima non sapevamo a causa della nebbia: una passata relazione, un litigio tra Axl e il figlio. Ora scopriamo anche che questo litigio è stato il motivo scatenante della sua partenza e del conseguente allontanamento.

Improvvisamente, un amore così forte e puro sembra fragile: siamo davvero certi che il barcaiolo tornerà?

Ma Iddio saprà riconoscere il passo lento dell’amore di due vecchi uno per l’altro, e comprendere come le ombre scure ne facciano parte.

Beatrice confida al barcaiolo i suoi ricordi più felici e tristi con Axl e si fida delle sue parole, ma Axl resta diffidente. Il libro si conclude a questo punto, con la partenza di Beatrice e Axl ancora a riva, ad attendere il barcaiolo. Il lettore, anche in questo caso, può solo fare delle ipotesi basandosi sulla propria interpretazione del viaggio di questa coppia.

Considerazioni finali

Il gigante sepolto è un libro solido, sia nella scelta dei temi che esplora sia nella scelta dei personaggi e dell’ambientazione.

La scelta di avere una coppia di anziani come protagonisti di un’avventura e farli partire per un lungo viaggio è sicuramente una scelta poco comune, e tuttavia apprezzabile: l’esplorazione di una coppia matura e maturata insieme nel corso degli anni offre certamente un punto di vista innovativo a chi è abituato a libri fantasy in cui l’avventura, il vigore e l’azione sono al centro della narrazione.

L’ambientazione immediatamente post-arturiana offre un ottimo piano per lo sviluppo di questa storia: a metà fra realtà e leggenda, la storia estremamente modesta di un’anziana coppia assume spessore, mescolandosi gentilmente con le gesta dei grandi eroi del ciclo bretone.

Allo stesso tempo, non si tratta di un romanzo facilmente digeribile: è molto lento e introspettivo e allo stesso tempo la scrittura può sembrare un po’ rigida, soprattutto nel modo in cui i personaggi si rivolgono l’un l’altro in modo eccessivamente educato – anche quando stanno per incrociare le spade. Non è necessariamente un aspetto negativo, solo peculiare.

In conclusione, questo libro è consigliabile a chi non ha fretta di ottenere risposte e vuole solo godersi una storia che tocca i tempi passati, esplorando allo stesso tempo i temi del conflitto e della memoria, a livello personale così come a livello nazionale – a oggi tematiche ancora estremamente attuali.