Il Giappone premoderno di Orikuchi Shinobu

Evanescente e modernista, Il libro dei morti rappresenta la principale opera di Orikuchi Shinobu. L’autore è stato un noto etnologo, scrittore e accademico, i cui interessi si concentrarono principalmente sulle origini più antiche del folklore nazionale. La sua attività di ricerca, culminata nei monumentali Studi sull’antichità ha profondamente plasmato la visione contemporanea del popolo giapponese sul proprio passato premoderno, influenzandone fortemente l’arte e la letteratura.

Il libro dei morti è stato pubblicato dalla Luni Editrice nella collana Arcipelago Giappone.
La collana è dedicata a testi orientati verso il Giappone moderno e contemporaneo, che vengono proposti in traduzione dalla lingua giapponese originale. Tutte le opere di questa collana sono arricchite da attente e curate postfazioni nonché da un approfondito apparato di note.

Libro dei morti

Un risveglio dal regno dei morti e una ragazza in fuga

Ma veniamo al Libro dei morti. Nel VIII secolo, nel pieno del periodo Nara, nel cuore di una montagna sacra, un morto si risveglia dal proprio sonno. Non ricorda più la sua identità, ma ha impressa nella mente l’immagine del volto di una donna. Ed è proprio questa immagine che, attraverso visioni dolorose e improvvise, gli riporterà alla memoria il ricordo di tutta la sua vita.

Nel frattempo, una giovane aristocratica fugge dalla propria dimora nella capitale, guidata da una forza inspiegabile che la trascina alle porte di un piccolo monastero ai piedi delle montagne.

La trama non si articola in maniera lineare o seguendo la cronologia dei fatti. Ma si scompone invece di diversi fili narrativi che si intrecciano continuamente e che non si svolgono mai nella stessa dimensione temporale.
Man mano che il lettore prosegue con la lettura, ricostruisce gradualmente l’identità del defunto e allo stesso tempo comprende il legame tra i due personaggi.

L’atmosfera all’interno della quale si dipanano gli eventi è avvolta da una dimensione onirica (non per niente lo stesso Orikuchi Shinobu ha ispirato 1Q84 di Murakami Haruki e Il mare della fertilità di Yukio Mishima). La storia viene continuamente risucchiata in un vortice di riti, visioni, leggende, fenomeni naturali, vita di corte e presenze soprannaturali che danno un assaggio del Giappone premoderno.

Un riflesso della vita antica in ottica moderna

Il libro dei morti (1939) è l’unico romanzo che Orikuchi Shinobu diede mai alle stampe.
Il libro inizialmente ottenne la fama immeritata di essere un testo complesso, per molti era addirittura un oscuro esperimento modernista. Furono innumerevoli, infatti, le modifiche che l’autore mise a punto per ottimizzare il testo, rendendo il linguaggio più arcaico e complicandone l’intreccio narrativo.

L’autore è abile nel tratteggiare con precisione pensieri, emozioni, paesaggi di un mondo superato, sepolto da millenni.
All’interno del testo si evince anche la concezione che l’autore aveva della Storia e cioè non una fredda analisi dei fatti accaduti, ma una ricostruzione meno rigorosa ma più sfumata e immaginifica.

L’opera di Orikuchi Shinobu è caratterizzata da una grande complessità, all’interno di un contesto ampio si fonde la conoscenza approfondita delle credenze popolari con la realtà quotidiana, la più sofisticata religiosità con la più alta letteratura.
Si gioca con i contrasti in un’alternanza tra luci e ombre, dove il nuovo sembra prendere il sopravvento sul vecchio.

Una lettura imprescindibile

Già dal titolo si evince come l’autore si sia lontanamente ispirato a Il libro dei morti dell’Antico Egitto e soprattutto alla storia di Iside e Osiride e questo fa comprendere la sua volontà di situare il proprio lavoro in un’ottica più ampia.

Si tratta di un’opera che tutti gli appassionati e interessati alla Storia giapponese non possono evitare di conoscere, perché Orikuchi Shinobu ha prodotto un ritratto vivo e unico dell’epoca, cogliendone tutte le sfumature e rintracciandone le antiche radici.
Il libro dei morti racconta una storia che vuole comunicare un messaggio universale all’intera umanità.