Il futuro immaginato da Naomi Alderman

Dopo il successo di Ragazze elettriche, Naomi Alderman torna in libreria con un nuovo romanzo distopicoIl futuro, pubblicato da Feltrinelli editore con la traduzione di Francesca Pe’.

La Terra è in pericolo

Il futuro

Immagina che stia per arrivare la fine del mondo. Salteresti a bordo di un aereo per salvarti mentre il resto dell’umanità collassa sotto la pressione del cambiamento climatico e di una nuova pandemia? Useresti il tuo biglietto d’oro lasciando indietro tutto il resto?

Naomi Alderman ambienta il suo romanzo in un futuro non troppo lontano in cui il pianeta è dominato da tre grandi Big Tech e altrettanti geni della tecnologia. Fantail è il più grande social network globale e si regge sulle interazioni negative, più un post provoca rabbia, più ottiene successo e su queste premesse la società si trova a vivere un periodo non proprio idilliaco. A ciò si aggiunge lo sfruttamento delle risorse naturali fin quasi al limite, l’incertezza governativa e la possibilità di una nuova pandemia.

È per questo che Martha Einkorn convince il suo capo, Lenk Sketlish, ceo di Fantail, a collaborare con le altre due maggiori Big Tech del pianeta per creare un sistema di aree protette, dove tutelare il poco che resta della natura incontaminata. Martha però non è un’assistente qualsiasi; cresciuta in una setta survivalista, sa meglio di chiunque altro l’importanza della natura nell’ecosistema globale. Come lei anche altri personaggi che si alternano nel microcosmo di Alderman e che faranno di tutto pur di ottenere Il futuro migliore.

Non solo distopia

Non posso dire altro della trama per non rovinare il piacere della lettura, ma già da questi accenni è chiaro quali sono i temi e quanto sia intricata la storia che Alderman ha usato per parlare di cambiamento climatico e delle implicazioni sempre più stringenti dell’impiego massiccio della tecnologia e in particolare dei social network. Ma Il futuro è molto più di questo.

Come già in Ragazze elettriche e Disobbedienza, le donne sono le vere protagoniste. Oltre a essere donna una dei ceo delle Tre Big, sono proprio le donne a mettere in moto tutta la macchina narrativa. Donne che operano nell’ombra e a furia di prendere colpi capiscono come invertire una tendenza distruttiva. 

A differenza degli altri due romanzi, però, la rabbia delle protagoniste non è incontenibile e rivolta nello specifico contro l’uomo in particolare, ma piuttosto contro l’essere umano in generale, contro l’egoismo della società futura (e contemporanea). Come a dire che siamo tutti e tutte colpevoli dello stato delle cose e dobbiamo puntare il dito prima di tutto contro noi stessi e noi stesse.

Un romanzo LGBTQ+

La nota super positiva di Il futuro di Naomi Alderman sono senza ombra di dubbio i personaggi, e non perché sono per la maggior parte donne intelligenti, indipendenti e complesse, o almeno non solo. Naomi Alderman ha immaginato un futuro in cui essere LGBTQ+ è la norma e così le relazioni nel suo romanzo sono trattate tutto allo stesso modo. Ci sono casini e fraintendimenti, attrazioni incredibili e amori tragici indipendentemente che sia una relazione eterosessuale o meno. Oltre a ciò, viene fatto a mio parere un uso molto sapiente e sensato di schwa.

Sarebbe stato meglio un film

Nonostante le tante tematiche trattate, o forse proprio per questo, il romanzo risulta a tratti un po’ noioso, soprattutto per il suo insistere su dettagli specifici, tanto da far pensare che potrebbe rendere molto di più in una trasposizione cinematografica, che sia un film o una serie tv, per l’immediatezza della resa di alcune situazioni al limite del surreale.

Da leggere se…

Sei un/una nerd della tecnologia e ti piacciono le trame intricate, se hai a cuore il futuro del pianeta e ti perdi a immaginare cosa succederà al nostro pianeta tra centinaia di anni. Ma anche se vuoi trascorrere qualche ora in compagnia di donne intrepide e di una storia decisamente complessa.