Il famiglio di Leigh Bardugo: magia e intrighi in Spagna
“Il destino può essere cambiato. Le maledizioni possono essere spezzate”, recita la quarta di copertina de Il famiglio, ultima opera di Leigh Bardugo. A non cambiare in questo romanzo è stata l’autrice che si è rifugiata nel porto sicuro di alcuni tra i topos che l’hanno resa celebre.
Un racconto storico tra realismo magico e storia d’amore
Madrid, XI secolo. La giovane orfana Luzia Cotado lavora come domestica presso la famiglia Ordoño. Solo all’apparenza remissiva e servizievole, nasconde un temperamento audace e una buona dose di ambizione, ma mantiene un basso profilo per nascondere a tutti le sue origini ebraiche e la sua capacità di compiere piccole magie, milagritos. Tuttavia, la padrona di casa scopre il dono di Luzia e decide di obbligarla a usare le sue capacità per intrattenere gli ospiti e tentare di migliorare la posizione sociale degli Ordoño.
Durante uno di questi tristi spettacoli, Luzia attira l’attenzione di Pérez, ex segretario di Re Filippo II, che per riconquistare il favore del Re, decide di indire un torneo per trovare un campione in grado di sconfiggere la regina d’Inghilterra. Luzia viene, quindi, coinvolta in un complicato schema di intrighi politici, imbrogli e tradimenti, dove un unico passo falso può tramutarla da santa a eretica e far emergere i suoi segreti. Ad aiutarla lungo il percorso ci sarà Guillén Santángel, uomo temuto e misterioso, custode di verità pericolose.

Un’ambientazione storica tratteggiata vividamente che rischia di essere relegata a mera scenografia
Con la sua prosa ricca e armoniosa e le sue descrizioni dettagliate, l’autrice riesce efficacemente a creare delle immagini vivide dell’ambientazione storica del romanzo. Anche noi lettori passeggiamo nel mercato di Madrid mangiando empanadilla ripiena di carne di maiale e uvette dolci, beviamo vino di mele cotogne, indossiamo vestiti di seta scintillante bordati di merletto. Il secolo d’oro spagnolo è ben ritratto ma rimane un palcoscenico per una storia d’amore più che per un racconto storico. Le vicende storiche e i personaggi realmente accaduti, infatti, sono appena accennati e la mentalità dell’epoca non viene sempre restituita con fedeltà.
Una trama valida e dei personaggi credibili ma già (ab)usati
Seppur prevedibile in qualche svolta, la trama risulta ben costruita. Il ritmo narrativo non è tra i più rapidi, le vicende a tratti faticano a decollare e nonostante il costante presentimento di un colpo di scena alla pagina successiva, la trama si rivela piuttosto ordinaria, priva di momenti decisivi come quelli presenti nella dilogia “Sei di corvi”. Gli stessi intrighi e complotti politici vengono sfruttati e approfonditi solo in parte.
I personaggi sono ben tratteggiati, anche quelli secondari hanno un impatto sulla storia o sulla crescita della protagonista principale. Come in altri romanzi, Leigh Bardugo mostra di saper sfruttare molto abilmente la tecnica narrativa del flashback. Malgrado ciò, un fan della scrittrice potrà riconoscere dei prototipi, l’eco di altri personaggi venuti prima: l’eroina timida e spaventata all’apparenza insignificante, che nasconde un potere inimmaginabile destinata a grandi eventi, la creatura immortale, tanto feroce quanto irresistibilmente affascinante.
Se lui era una bestia, che fosse una bestia senza gabbia.
Una scelta “facile” e di tendenza
Il famiglio risulta gradevole nel complesso, ben scritto, ma con poco mordente. Promette magie, campioni e prove di torneo, lotta tra oppressi e oppressori, ma che in ultimo non mantiene proprio tutto. Dopo i fantasy young adult ambientati nel Grishaverse, l’autrice ci aveva stupito con Ninth house, primo di una serie urban fantasy, horror, macabro e truculento ma con scene dure in grado di toccare tematiche estremamente delicate. Con Il famiglio sembra quasi che l’autrice abbia voluto “giocare in casa” e tanto trama, personaggi e ambientazioni sembrano quasi esistere in funzione soltanto di una storia d’amore con alcune scene dolcemente tenere e carezzevoli ma non tra le più originali o ben sviluppate.
Appoggiò la testa sul petto di Santàngel. “Conosci qualche vera magia? Qualche magia grandiosa? Di quella delle favole?” Lui le prese la mano, le premette le labbra sulle nocche, poi si posò i loro palmi intrecciati sul cuore. “Solo questa” disse mentre il mattino si avvicinava. “Solo questa.”
I fan dei romanzi storici potrebbero apprezzare di più Hilary Mantel o Philippa Gregory, i fan dei romantasy con personaggi stile Darkling hanno ampie possibilità di scelta per altri dark romance (da A touch of darkness di Scarlett St. Clair a Le ombre tra di noi di Tricia Levenseller).
Ai fan della Bardugo che hanno reagito tiepidamente a quest’ultima uscita, non resta che godersi una rilettura di un suo classico o attendere fiduciosi il prossimo volume nella saga con protagonista Alex Stern.