Il dubbio di Matsumoto Seicho

Dopo Tokyo Express e Agenzia A, ritorna in Italia Matsumoto Seicho. Adelphi pubblica Il dubbio, giallo uscito nel 1982 che riflette su quanto l’opinione pubblica possa influenzare un caso giudiziario.

Trama

Onnizuka Kamako viene accusata dell’omicidio del marito Shirakawa Fukataro. I due si erano incontrati circa sei mesi prima in un locale di Tokyo dove Onnizuka lavorava come intrattenitrice. La donna ha alle spalle un passato oscuro fatto di avidità e tradimenti e per farsi rispettare ricorre, se necessario, a delle amicizie malavitose.

Poco dopo il matrimonio la donna aveva stipulato delle assicurazioni sulla vita del marito e per questo viene accusata del suo omicidio: un incidente dove la loro auto finisce nelle acque del porto e che porta all’annegamento di Fukataro. Dal principio Onnizuka si professerà innocente, ma saranno pochi gli avvocati disposti ad aiutarla, complice la campagna diffamatoria che la stampa compirà nei suoi confronti.

Un giornalista in particolare, Akitani, entrerà in contatto diretto con le indagini e distorcerà non poche informazioni, creando la figura di una “demonessa”. Tale campagna andrà ad influire notevolmente sul corso delle indagini e sulle testimonianze dirette. Entrerà in scena nella parte finale di questo lungo racconto, un avvocato civilista d’ufficio. Inizialmente si penserà che trattandosi di un avvocato d’ufficio non farà bene il suo lavoro o meglio non metterà il giusto impegno, si scoprirà, invece, che ha notevoli capacità e che riuscirà a far cadere tutti i presunti indizi di colpevolezza, questo perché cerca di guardare agli eventi dal punto di vista della persona coinvolta.

Il giornalista incapace di guardare con obiettività alla situazione e temendo delle ripercussioni, nel caso in cui Onnizuka dovesse essere assolta, ci regalerà un finale aperto a diverse possibili conseguenze.

Il processo per omicidio

Il dubbio potrebbe quasi essere definito come un giallo psicologico dove il lettore viene spinto a patteggiare in processo per l’accusata o per l’opinione pubblica che la ritiene colpevole. Matsumoto Seicho affronta la tematica della giurisprudenza nella valutazione di un accusato di omicidio. Nel corso della storia, precisamente attraverso i colloqui dei diversi personaggi, viene fuori la ricostruzione del caso di cronaca, dalla quale emergono dettagli che mettono in luce le crepe dell’apparato accusatorio.

Una riflessione che mi è sorta spontanea è stata: ma se ci fosse stato un uomo al posto dell’indagata sarebbe stato messa in atto questa campagna che ha compromesso le indagini? Per tutta la storia vengono attribuite caratteristiche alla protagonista come “possente”, “isterica”, viene sottolineato come non sia una donna convenzionale per la società sia esteticamente che di indole, questo spaventa e mette in luce l’ipocrisia e il maschilismo tipico (ahimè) della società giapponese.
Ipocrisia del popolo perché punta il dito contro una donna, la giudica ma non guarda ai propri difetti e ai propri errori.

Il finale è aperto e l’ho apprezzato notevolmente. Perché questo permette al lettore di sentirsi più partecipe della storia e di creare a suo piacimento un proseguimento. Si possono ineffetti presupporre diverse teorie e conseguenze.

Non è certamente un testo senza difetti. Ciò che manca a questo romanzo è la componente emotiva.
Il tutto è narrato con freddezza e razionalità. In alcuni punti del testo l’autore è stato troppo prolisso, elencando dettagli superflui non necessari alla trama in sè.