Il dio dello stretto di Vins Gallico

Vins Gallico ritorna in libreria con un nuovo avvincente romanzo che mette in risalto gli oscuri rapporti tra imprenditoria e Mafia, riflettendo sui limiti della giustizia umana. Il Dio dello stretto è ambientato proprio nella terra dell’autore, un luogo avvelenato dai malavitosi, la Calabria.

Autore: Vins Gallico
Editore: Fandango Libri
Data di uscita: 12 Maggio 2023
Numero di pagine: 352

Le premesse

Mimmo Castelli, giovane pubblico ministero di Reggio, si trova ad indagare su due casi, apparentemente diversi, ma con un nesso comune: il mandante. L’uccisione di una donna a Firenze e “un incidente” stradale dove a perdere la vita è Renato Panuccio, un ex pilota di Formula 2, appena uscito di prigione. Mimmo è uomo molto religioso e riflessivo che viene assorbito completamente dal suo lavoro, trascurando sua moglie Miriam, una donna con delle disabilità e suo figlio appena nato.

Un’altra problematica che sembra trascurare lo affligge in prima persona, nei momenti meno opportuni viene colto da dei black out, causati da delle crisi epilettiche. Mentre guida la macchina si ritrova improvvisamente fermo sul ciglio della strada, senza ricordarsi come questo sia avvenuto.

Mimmo si trova a lavorare in un sistema corrotto, dove anche i muri hanno le orecchie e diverse persone, tra cui anche suoi amici, gli impediranno di risolvere i casi. Inconsciamente si farà giustizia da solo.

Il labile confine tra bene e male

Il protagonista di questo romanzo ci viene presentato come un uomo dalla morale indiscutibile, tanto che durante i preparativi del suo matrimonio, indaga sui proprietaria delle varie location pur di non incappare in strutture abusive. Anche se nel corso del romanzo il ritratto dell’uomo perfetto si affievolisce. In diversi punti della storia commetterà errori sciocchi, in cui il lettore si chiederà “c’è o ci fa?” e si lascerà tentare da situazioni scomode.

Un uomo di legge non può commettere degli errori così basilari come raccontare tutte le indagini ai suoi amici, non indagare sui presunti testimoni che si presentano al suo tavolo, lasciare documenti importanti incustoditi. Diciamo che questo protagonista pecca di ingenuità e goffaggine.

Più gli eventi scorrono e più il suo ritratto si distorce, si sfigura, fino ad arrivare all’epilogo insoddisfacente; che lascia non pochi dubbi e questioni irrisolte. Ci si aspetta sicuramente un seguito.

Il focus del romanzo è quello di evidenziare i rapporti tra Stato e Mafia. Se ne è discusso tanto nel corso degli anni, ma si continua a fare finta di niente, mentre i legami si infittiscono.

La Calabria non è solo Mafia

Il romanzo è ambientato nella terra natale dell’autore ovvero la Calabria. Ciò che viene messo in risalto, tramite le brillanti descrizioni, sono i paesaggi e l’architettura. Questo è sicuramente un pregio del testo perché valorizza una terra “avvelenata” che viene ricordata solo per i suoi aspetti più oscuri, anche se nel testo l’autore non manca di menzionare tristi episodi o elementi: come la strada statale “106” una delle più pericolose d’Italia oppure la seconda guerra di ‘Ndrangheta, scoppiata tra il 1985 e il 1991. Il romanzo è ambientato proprio negli anni Novanta.