Da ex studentessa di lingua e cultura giapponese ho avuto l’opportunità di poter ampliare i miei orizzonti letterari leggendo alcuni romanzi che hanno segnato la storia della letteratura nipponica. In particolare tra la fine dell’ 800 e gli inizi del ‘900, con l’avvento dell’urbanizzazione, si è affermato il genere mistery (探偵小説 , tantei shōsetsu): una rivisitazione della detective novel occidentale che ha come vicenda cardine un delitto che verrà poi risolto dall’ingegnoso e acuto detective tramite una serie di indizi.

In questo articolo troverete alcune note biografiche sull’autore del romanzo e una descrizione della trama e delle ambientazioni, per terminare con delle considerazioni personali. Buona lettura!

Yokomizo Seishi, dalla farmacia al romanzo di indagine

Come la “collega” giallista Agatha Christie anche l’autore Yokomizo Seishi, nato nel 1902 a Kobe, non intraprende fin da subito la carriera da scrittore ma lavora come farmacista per proseguire l’attività di famiglia. Il giovane Seishi però custodisce dentro di sé un’indole artistica e pur portando a termine gli studi presso l’università di Osaka inizia a muovere i primi passi nel mondo della letteratura e dell’editoria.

Yokomizo Seishi conosce infatti Edogawa Rampo, uno dei nomi più noti e apprezzati del romanzo mistery giapponese, ed entra a far parte della redazione della rivista Shinseinen, che curava e pubblicava detective stories di autori emergenti. Yokomizo nel 1927 diventa direttore della rivista e negli anni Trenta inizia a pubblicare i suoi primi racconti d’indagine.

Il personaggio che farà la fortuna di Yokomizo Seishi sarà proprio Kōsuke Kindaichi, che compare per la prima volta in Giappone sulla rivista Hōseki nel racconto 本陣殺人事件 ( Honjin satsujin jiken, ovvero l’assassinio dello Honjin). Questo primo romanzo (che è stato pubblicato da Sellerio con il titolo Il detective Kindaichi) sancirà il successo dell’autore, che scriverà più di settanta racconti con protagonista il famoso detective.

Trama

La vicenda si svolge a Okayama nel novembre del 1937. Nella grande residenza degli Ichiyanagi, antica famiglia di possidenti, si stanno svolgendo i preparativi in vista del matrimonio del primogenito Kenzō con la giovane insegnante Katsuko, nipote del ricco commerciante Ginzō. L’ atmosfera di festa risulta tesa: la madre dello sposo, la vedova capofamiglia Itoko, è contraria al matrimonio del figlio con una borghese; una ragazza ricca ma non di alto lignaggio.

La cerimonia si svolge secondo l’antica tradizione, tra canti, cibo, saké e musica tradizionale suonata con l’antico koto di famiglia. Durante i festeggiamenti un uomo dall’aspetto sinistro si introduce nelle cucine: lo sconosciuto ha il volto coperto da una maschera e ha soltanto le prime tre dita della mano destra. Questo consegnerà a un’inserviente un bigliettino indirizzato a Kenzō che riporta la scritta “L’appuntamento sull’isola si concretizzerà tra pochi giorni. Uccidere al buio oppure di sorpresa? Mi sono proposto di farlo in tutti i modi. Tuo mortale nemico a vita”.

Il fatto passa inosservato e al termine dei festeggiamenti i due novelli sposi si dirigono verso la dépendance allestita per loro. Durante la notte scende una leggera neve che ricopre il parco e i tetti delle case, ma l’atmosfera viene scossa da un grido e dal suono agitato del koto provenienti dalla stanza degli sposi. I familiari accorrono per capire cosa sia accaduto, ma trovano la porta della stanza chiusa a chiave e nessuna impronta lasciata sulla neve.

Una volta sfondata la porta il terribile spettacolo: i due sposi sono stati uccisi brutalmente a colpi di katana ed i loro corpi sono riversi sul pavimento in un bagno di sangue. Il mistero si infittisce sempre più, con il ritrovamento di indizi che sembrano non portare a nulla, impronte digitali manomesse e vecchi diari del defunto Kenzō: sarà il giovane e inusuale detective Kōsuke Kindaichi a risolvere questo delitto a stanza chiusa. Da qui in poi lascerò a voi lettori il piacere di scoprire cosa si nasconde dietro questo misterioso fatto!

Considerazioni personali

Ho incontrato Kindaichi un po’ per caso: sfogliando il catalogo di Sellerio sono rimasta colpita dalla copertina del che riporta una stampa di Kawase Hasui, uno dei miei artisti preferiti. In questo caso sono stata felice di aver giudicato il libro dalla copertina: ho trovato infatti una trama ricca ed avvincente, che ha mantenuto alto il mio interesse per tutta la lettura.

Lo stile è simile, soprattutto nella prima parte, a quello di un report di polizia, troviamo infatti degli elenchi di nomi, indizi e addirittura una planimetria illustrata della casa. I personaggi sono molti e con nomi difficili: vi consiglio di prendere nota su una piccola lista da poter consultare durante la lettura, anche io ho fatto così!

Nel testo troverete molti termini di derivazione giapponese, riferiti a oggetti o abiti tradizionali; sono stati elencati tutti quanti in un glossario al termine del libro così potrete conoscere qualcosa in più sulla cultura del Sol Levante!