Il coraggio di essere donne: Weyward di Emilia Hart

I segreti di famiglia, il potere della natura e sullo sfondo un cottage di compagna. Sono gli ingredienti alla base del romanzo dell’esordiente Emilia Hart che in Weyward (edito in Italia da Fazi editore, pp. 406) racconta l’intreccio di tre donne e della lotta che affrontano per affermare la propria identità.

Titolo: Weyward

Autore: Emilia Hart

Collana: Le strade

Numero di pagine: 406

Una storia, tre epoche

Nel 2019 la trentenne Kate decide di scappare da Londra per fuggire da un uomo violento e raggiungere il Weyward Cottage, una vecchia casa di campagna ereditata da una prozia che nemmeno ricorda. Al sicuro nella dimora, nascosta dietro un giardino incolto in cui svetta un acero secolare, presto Kate capisce che le sue mura nascondono un segreto molto antico.

Nel frattempo nel 1942, con la guerra che infuria, la sedicenne Violet è ostaggio della grande e spaventosa tenuta di famiglia. Il suo animo inquieto la vorrebbe arrampicata sugli alberi e alle prese con gli studi come il fratello ma questi pensieri non sono adatti ad una donna. Inoltre, un terribile tormento non la lascia mai davvero in pace. Poco dopo la sua nascita la madre, infatti, è scomparsa in circostanze che non sono davvero mai state chiarite. L’unico indizio è un medaglione con incisa la lettera W.

Nel lontano 1619 Altha, cresciuta da una madre che le ha trasmesso il suo amore per la natura, viene ingiustamente accusata di stregoneria; rinchiusa nelle segrete di un castello presto dovrà affrontare un processo. Infatti, un contadino del villaggio è stato attaccato dalla propria mandria e ucciso. Così la comunità locale, più unita che mai, scaglia le sue accuse contro Altha. La sua stranezza e il suo essere solitaria la rendono così il perfetto capo espiatorio…

La resilienza femminile che non conosce limiti, nemmeno temporali

Emilia Hart costruisce un solido romanzo il cui intreccio temporale ne costituisce il principale perno e punto di forza. Le storie delle tre protagoniste possono sembrare molto diverse tra loro ma in realtà sono accomunate da un elemento: la difficoltà di essere donna in un mondo un tempo e ancora oggi in gran parte dominato da uomini. Che sia per stregoneria, per aderenza alle buone maniere o per scappare dalla violenza maschile Kate, Violet e Altha ricercano tutte la stessa cosa: essere libere di essere loro stesse e di non essere oppresse dalla società in cui nascono.

Uno stile incalzante per un libro che parla per le donne

All’esordio narrativo, Emilia Hart si distingue per uno stile scorrevole che spinge il lettore a non staccarsi mai dalle pagine. L’idea di costruire tre piani temporali che in qualche modo sono però legati tra di loro mantengono sempre alta l’attenzione, grazie anche alla capacità dell’autrice di muovere sapientemente tutti i fili della storia.

Un romanzo attuale che ancora una volta sbatte in faccia a chi si ritrova a leggerne le pagine il patriarcato e la misoginia, declinati in tutte le epoche dalla caccia alle streghe alla necessità di lasciare la donna al proprio posto (con il solo scopo di trovare marito) fino alla violenza di genere mai così presente come oggi nella nostra società.

E se è vero che le Weyward sono tutte donne forti, è altrettanto vero che la strada da percorrere è ancora lunga e piena di ostacoli.

In merito all’autrice

Emilia Hart, trent’anni, è una scrittrice inglese di origini australiane. Nata a Sydney, ha studiato letteratura inglese e legge all’università del New South Wales prima di lavorare come avvocato a Sydney e a Londra. Ha poi intrapreso la strada della letteratura partecipando al Curtis Brown Creative’s Three Month Online Novel Writing Course. Vive a Londra e Weyward è il suo primo romanzo.

Emilia Hart