Una società-zoo al microscopio: Il condominio di Ballard

“Senza saperlo, Royal aveva costruito un gigantesco zoo verticale, con centinaia di gabbie accatastate l’una sull’altra. E allora, per cogliere il senso di tutti i fatti avvenuti nei mesi precedenti, bastava capire che quelle creature brillanti ed esotiche avevano imparato ad aprire gli sportelli.”

-Il condominio, J.G. Ballard

Chi è J.G. Ballard

J.G. Ballard (1930 – 2009) è un nome poco noto ai non amanti del genere fantascientifico ed è sicuramente tra i meno nominati quando si parla di distopia. Un vero peccato: oltre ad aver scritto moltissimi romanzi e racconti (in alcuni casi diventati anche film di successo, come nel caso di Crash, portato sul grande schermo da Cronenberg), è un innovatore della letteratura fantascientifica. La maggior parte dei suoi scritti che gravita attorno a questa etichetta mostra gli effetti che la modernità produce sulla mente umana e sulla società. Potremmo proprio dire, infatti, che le storie di Ballard sono degli “episodi” di “Black mirror” ante-litteram.

E “Il condominio” non fa eccezione.

Il condominio: il racconto di una società-zoo

In una Londra di un futuro prossimo all’autore si erge un condominio all’apparenza elegante e costruito secondo le più avanzate tecnologie. Alto quaranta piani, in vetro e cemento, contiene al suo interno non solo abitazioni, ma anche qualsiasi servizio, tale da rendere inutile l’esigenza di uscirvi. I piani sono suddivisi in modo tale che in basso vivano i ceti inferiori e, più in alto, persone sempre più abbienti. Sull‘attico abitano imprenditori e, in generale, coloro i quali possono servirsi dei servizi migliori e governare e manovrare la vita di tutto il condominio.

La vita nel condominio, come è facile immaginare, non è idilliaca e non mancano screzi e dissidi tra i vari condomini, ma il tutto precipita inesorabilmente quando una serie di blackout animano gli odi e le rivalità prima sepolte dietro una facciata di perbenismo. Le situazioni che si scatenano sono sempre più violente, fino a trasformare il condominio in un luogo di guerra, in cui la civiltà sembra essere scomparsa e le persone sono sempre più simili ad animali feroci.

Perché leggerlo

“Il condominio” è una storia sull’isolamento dell’essere umano e del declino dello stesso. E’ la metafora della discesa inesorabile dell’uomo verso il suo stato più ferino e primitivo. Uno stato che è presente in ciascuno di noi, ma che abbiamo imparato a tenere sotto controllo grazie all’uso della ragione e delle convenzioni sociali che abbiamo creato per vivere in società, ma che in particolari circostanze può investirci, gettando alle ortiche tutto quello che, razionalmente, abbiamo imparato.

Ogni nuovo episodio li avvicinava alla meta finale a cui tutto il grattacielo puntava, la costituzione di un regno in cui i loro impulsi più devianti fossero finalmente liberi di manifestarsi, in qualsiasi modo. A quel punto la violenza fisica sarebbe finalmente cessata.

Controverso, allucinante, disturbante: queste sono state le sensazioni che hanno accompagnato la lettura di questo romanzo ormai quasi quattro anni fa. E tutt’ora, quando ci ripenso, mi tornano alla mente alcune scene nitidissime, ma soprattutto la potenza della scrittura di Ballard.