Il colore viola di Alice Walker

Alice Malsenior Tallulah-Kate Walker è una scrittrice, poetessa e attivista che ha lottato per i diritti civili, per i diritti delle donne afroamericane e omosessuali, temi che emergono con forza nelle sue opere. Con Il colore viola, che ha iniziato a scrivere segretamente all’età di otto anni, ha vinto nel 1983 il Premio Pulitzer per la narrativa e il National Book Award. Il libro è diventato un film nel 1985 e in due musical, nel 2005 e nel 2024.

La trama

La storia è ambientata nel sud degli Stati Uniti durante la prima metà del Ventesimo secolo. A narrarla è Celie, una donna afroamericana, attraverso delle lettere. Racconta la sua vita dolorosa a Dio e a sua sorella Nettie, con la quale si è dovuta separare a un certo punto, quando è stata offerta come sposa di ripiego a Mister…, un vedovo con figli. Da questo momento in poi Celie viene trattata come una sorta di animale da lavoro esposto al mercato.

Nemmeno il matrimonio migliorerà la sua condizione. Infatti, oltre a dover sopportare le fatiche domestiche e il lavoro campi, diventerà vittima dei maltrattamenti fisici e dei numerosi abusi del marito, verbali e sessuali. L’uomo non nutre alcun affetto per la nuova moglie, che viene portata all’altare con uno scopo puramente utilitaristico. Inoltre, non ha alcun scrupolo nel continuare a maltrattarla, arrivando persino a separarla dalla sorella Nettie, della quale non si saprà più nulla.

L’utilizzo della forma epistolare permette di esplorare profondamente le emozioni della protagonista, facendoci avvertire la sua sofferenza. I temi trattati nel Colore viola, infatti, riflettono le preoccupazioni dell’autrice, come il razzismo, la violenza di genere, la sessualità femminile, la religione e Dio. Il rapporto tra Celie, che si considera brutta, ignorante e senza valore, e sua sorella Nettie, bella e intelligente, costituisce il cuore della storia.

Il rapporto di Celie con Dio

Come spesso accade, è proprio l’incontro con una persona speciale a permettere a Celie di crescere, esplorare e scoprire se stessa. In questo caso è Shug Avery, una cantante di blues audace e senza paura del giudizio altrui. Grazie a questo incontro, Celie non solo diventa consapevole di sé come donna, ma inizia anche a comprendere il concetto di Dio. Una volta presa coscienza della propria umanità, che era stata negata in un contesto violento e misero, Celie riesce a sviluppare una spiritualità che per lei è «tutto ciò che esiste, che è esistito o che esisterà. E quando riesci a percepirlo, e a gioire di questa percezione, allora l’hai trovato».

La gente crede che a Dio importi solo che lo si faccia contento. Ma anche un cretino può vedere che invece è lui che cerca sempre di far contenti noi.

Celie assimila così quello che Alice Walker scrive nell’introduzione: Dio è presente anche nei momenti di sofferenza e difficoltà, e le offre «le chiavi necessarie per aprire i luoghi più oscuri e nascosti della nostra prigionia emotiva e spirituale, permettendoci di vivere la liberazione e la pace tanto desiderate». Dio la accompagna nei momenti difficili, come quando deve affrontare la separazione dai figli Adam e Olivia e dalla sorella Nettie. Ma è anche lo stesso Dio che le ha fatto incontrare Shug Avery, che le ha permesso di scoprire e valorizzare i suoi talenti e di superare la sua miseria attraverso l’emancipazione.

Chi sono gli altri?

Tutti i personaggi sono descritti con una tale cura che sembrano reali, ognuno con le proprie caratteristiche, difetti e peculiarità che li rendono credibili. Tra tutti, spicca Sofia, l’antitesi di Celie, una donna che ha imparato a non farsi sopraffare da nessuno. Sofia, infatti, non ha paura di esprimere le proprie opinioni, accettandone le conseguenze.

Se Celie ha interiorizzato la mentalità patriarcale arrivando perfino a condividerla, Sofia invece non ha alcuna intenzione di piegarvisi e di sottostare alle prevaricazioni di nessuno, tantomeno del marito Harpo.

È tutta una vita che devo lottare, io. Dovevo lottare contro mio padre. Dovevo lottare contro i miei fratelli. Contro i miei cugini e i miei zii. Una bambina non è al sicuro in una famiglia di maschi. Ma non avrei mai pensato di dover lottare anche in casa mia. Sbuffa. Io voglio bene a Harpo, dice. Dio sa se gliene voglio. Ma preferirei ammazzarlo che permettergli di picchiarmi. 

Black History Month

Febbraio è il Black History Month, mese di celebrazione dell’importanza delle persone afrodiscendenti nella storia dell’umanità. Si tratta di una ricorrenza diffusa per lo più negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e da relativamente poco tempo in Canada.

La sua nascita risale al 1926, quando il dottor Carter G. Woodson, storico e accademico afroamericano, fondò la “Negro History Week” (Settimana della Storia Nera). L’iniziativa di Woodson mirava a sensibilizzare l’opinione pubblica e gli studenti riguardo l’importanza della storia degli afroamericani, che spesso veniva ignorata o minimizzata nei libri di testo e nei curriculum scolastici.

Woodson scelse la seconda settimana di febbraio per questa celebrazione, perché coincideva con l’anniversario della nascita di due figure storiche importanti per la causa degli afroamericani: Abraham Lincoln, che firmò la Proclamazione di Emancipazione, e Frederick Douglass, ex schiavo e leader dell’abolizionismo.

Nel corso degli anni, la celebrazione si è espansa e nel 1976, durante il bicentenario degli Stati Uniti, il Black History Month è stato ufficialmente esteso a un mese intero.

Perché leggere “Il colore viola” a febbraio

Ecco alcuni dei motivi principali per cui Il colore viola è rilevante in questo contesto:

Rappresentazione della lotta delle donne afroamericane. Il romanzo mette al centro una protagonista, Celie, che deve affrontare violenze e abusi, ma che nel corso della sua crescita trova la propria forza e indipendenza. Questo rende il libro fondamentale nel contesto del Black History Month, in quanto dà voce a una parte della storia afroamericana troppo spesso ignorata o marginalizzata.

Lotta per l’emancipazione. Il libro racconta il percorso di emancipazione di Celie, che da una giovane donna sottomessa diventa una figura di forza, indipendenza e consapevolezza di sé.

Affrontare il razzismo e la discriminazione. Walker esplora con grande sensibilità e realismo le difficoltà quotidiane che le donne afroamericane devono affrontare, inclusi i pregiudizi razziali e le disuguaglianze sociali.

Interconnessione tra cultura, spiritualità e identità. Il libro esplora anche la spiritualità afroamericana e il rapporto con Dio. Si tratta di un tema che è sempre stato centrale nelle esperienze della comunità nera, specialmente nel contesto della schiavitù e delle lotte per la libertà. La spiritualità di Celie diventa un mezzo di liberazione, di autoaccettazione e di riconciliazione con sé stessa e con il mondo.

Conclusioni

In conclusione, Il colore viola di Alice Walker è un’opera fondamentale. Va oltre la semplice narrazione di una donna che lotta per la sua libertà. Attraverso la storia di Celie e Nettie, il romanzo esplora temi universali di sofferenza, resilienza e trasformazione, offrendo uno spunto di riflessione sulla condizione delle donne afroamericane e sull’impatto delle strutture di potere razziali e di genere.

Leggere Il colore viola non significa solo immergersi in una storia potente, ma anche comprendere meglio il cammino di lotta e liberazione che ha segnato la storia delle donne nere e della comunità afroamericana nel suo insieme.