Il cerchio perfetto di Claudia Petrucci

La collana “Il contesto” di Sellerio editore ci porta un nuovo romanzo di originalità indubbia e si riconferma per la qualità delle opere presentate al pubblico.
Si tratta di un testo contemporaneo e attuale che ha come punto di forza una struttura narrativa vorticosa con sfumature distopiche.

Una doppia dimensione temporale

Il racconto si snoda su due piani temporali.
Nel passato, negli anni sessanta, seguiamo le vicende della ristrutturazione di una casa monumentale a Milano, in via Saterna. A commissionare il progetto è una giovane ventenne di nome Lidia che si affida ad un noto architetto. Il progetto è visionario, ogni stanza è fatta a misura della sua padrona.
Tra i due protagonisti sboccia una passione quasi ossessiva che sfocia in una relazione extraconiugale che ha un epilogo drammatico. La storia ambientata nel passato prosegue a ritroso e si alterna con quella ambientata in un futuro distopico. Ritroviamo la stessa casa, ormai abbandonata e pronta a essere rivenduta all’asta. In questo contesto si muove Irene, una curatrice fallimentare di successo che si occupa di vendere proprietà immobiliari di grande valore, spesso tesori dello stato.
Irene si occuperà della vendita della casa situata in via Saturna; durante i preparativi si renderà conto che la casa non è disabitata, lo dimostrano l’assenza di polvere e un mucchio di stoffe lasciato davanti al divano. Al suo interno vive una ragazza che dichiara essere la figlia degli ex proprietari, che racconta una storia di abbandono e povertà affettiva. Anche se nel corso delle pagine si svelerà una verità diversa e più inquietante.

Un romanzo dalle tinte distopiche

Nel futuro distopico in cui la storia si dipana, la catastrofe climatica e la crisi migratoria sono in pieno corso, le strutture di convivenza ormai al collasso. Milano è immersa in una nebbia arancione, il lato Ovest è quasi inaccessibile e l’aria in alcuni momenti della giornata non è respirabile. I giovani sono allo sbaraglio, i monumenti architettonici che hanno fatto la storia hanno perso di valore culturale e simbolico, diventando ritrovo di ragazzi e ragazze ormai consapevoli di un futuro incerto e senza speranza.
Anche le altre città d’Italia non sono risparmiate. Roma è torrida in modo insopportabile e a Venezia restano pochi anni prima che venga letteralmente sommersa. Il divario tra passato e “presente”, tra vecchie generazioni e gioventù, è immenso, ma il lettore non è messo al corrente di tutti i passaggi che hanno portato a questo epilogo drammatico. Da questo punto di vista il romanzo può essere considerato visionario, vista l’attuale situazione che stiamo vivendo non è improbabile che si arrivi ad un futuro del genere.

L’architettura vorticosa de Il cerchio perfetto

La protagonista indiscussa della storia è la casa in via Saturna, una casa che sembra avere vita propria che presenta una struttura quadrata ma ha una pianta circolare; ogni stanza è pervasa da una vibrazione differente e sembra quasi contenere un mistero. E’ testimone di passione, dolore, smarrimento, fragilità e di una relazione distruttiva che fa male a chiunque ne resti invischiato.

Se avrete l’opportunità di recuperare questo libro, vi troverete davanti una storia diversa da qualsiasi cosa abbiate mai letto. Non solo per il contesto descritto sopra, ma perché tratta di tematiche contemporanee con uno stile elegante ed efficace. Ogni pagina è una sorpresa, ma è solo sul finale che tutti i punti vengono messi insieme e assumono la forma di un cerchio perfetto.