Il cannibale: profitto e disumanizzazione nel mondo del lavoro

Il cannibale, recentemente edito da Carbonio Editore, è il primo romanzo pubblicato in Italia di Tom Hofland. Lo scrittore e podcaster olandese, nato nel 1990, è considerato l’autore più brillante del Paese. Con Il cannibale, suo terzo titolo, ha vinto il BNG Bank Literature Prize 2022.

Il cannibale copertina

Trama

L’Aletta, azienda del settore farmaceutico, si trova nel cuore della Veluwe, una regione boschiva nell’est dell’Olanda. I suoi uffici, affacciati su una sconfinata brughiera, ospitano numerosi dipendenti fidati. Quello che essi ancora non sanno è che la società sta per essere rilevata da un finanziatore svizzero. Lute, responsabile del reparto Vendite e Qualità, lo viene a sapere privatamente da Klara, amministratrice dell’azienda. Lei, però, gli confida anche che l’acquirente vuole sopprimere l’unità di cui è a capo, giudicandola in esubero. Dato che all’Aletta i dipendenti sono protetti da ottimi contratti, per evitare ingenti perdite economiche licenziandoli, Klara affida a Lute un compito decisamente scomodo e sleale: fare in modo che siano i suoi sottoposti a dare volontariamente le dimissioni.

Rifiutare non è un’opzione. Essendo a capo del reparto, infatti, questa è una responsabilità che Lute si deve assumere. Nonostante cerchi di autoconvincersene, però, lo assale una terribile ansia, frutto della paura di incrinare per sempre i rapporti personali con i suoi colleghi. È proprio durante una notte insonne che la fortuna sembra tendergli la mano, facendogli incontrare Reiner, addetto alla selezione del personale. Lute non può farsi sfuggire questa occasione più unica che rara: quell’uomo potrebbe accollarsi l’ingrato onere che lui, dal carattere debole, non sa come gestire. Come per sfogarsi, gli parla quindi del compito che gli è stato affidato. La sua tacita richiesta di aiuto viene accolta seriamente da Reiner, che gli propone un incontro con il suo superiore, un certo Lombard, tessendone le lodi.

Dato il poco tempo a disposizione, inizia così a stretto giro la collaborazione lavorativa tra Lute, Reiner e Lombard. Quest’ultimo è un personaggio particolare e stravagante, molto sicuro di sé e sempre accompagnato da un grosso cane nero. Felice di togliersi dalle spalle questo peso, Lute gli dà carta bianca, fidandosi della sicurezza che emana. D’altronde, il cacciatore di teste gli ha assicurato che molto probabilmente varie persone verranno ricollocate all’interno dell’azienda, quindi la situazione non è così grave. Ben presto, però, l’atmosfera all’interno dell’Aletta cambia, con il manifestarsi di strani e spaventosi eventi…

Il cannibale: la realtà raccontata in modo surreale

L’impressione principale che si ha leggendo Il cannibale, già dal primo capitolo, è quella di essere entrati in una dimensione surreale, quasi onirica. Con il proseguire della narrazione, gli elementi inverosimili aumentano sempre di più, portando il lettore a chiedersi se questo climax raggiungerà o meno un apice. A mettere in risalto il surrealismo dilagante è soprattutto la figura di Lute, che, racchiuso nella sua piccola bolla di sicurezza, non sembra rendersi conto di quanto tutta la situazione sia fuori dall’ordinario. È talmente sollevato che Lombard faccia il lavoro sporco al posto suo, che accetta incondizionatamente qualsiasi cosa lui dica o faccia.

La bravura di Hofland sta proprio nell’usare scene assurde per denunciare un aspetto reale del mondo del lavoro contemporaneo: la costante caccia al guadagno e al risultato, che non guarda in faccia nessuno. Le situazioni narrate sono portate all’estremo, certo, ma lo scenario di fondo è proprio figlio della nostra epoca capitalista.

“Nel sistema le persone devono migliorare per esclusione, non per collaborazione. O almeno devono crederlo! Un imprenditore che induce cento dipendenti ad andarsene con il mobbing per risparmiare sulla buonuscita. Un lavoratore che si ammazza letteralmente di lavoro perché ci sono dieci altri pronti a prendere il suo posto, e lo accetta! In un sistema del genere il male diventa ovvio. […] E le anime stritolate dal sistema? Non sono altro che cibo per cani”.

Pur trattandosi di un tema rilevante, la lettura non risulta mai pesante, grazie allo stile frizzante e scorrevole dell’autore. È molto interessante anche vedere come dettagli apparentemente insignificanti acquistino poi una certa importanza. In quanto a particolari, comunque, non si può certo dire che manchino. Hofland è minuzioso nelle descrizioni – al punto giusto – tanto che leggendo si ha quasi la sensazione di guardare un film d’azione.

Se siete lettori e lettrici dalla fervida immaginazione, allora Il cannibale fa al caso vostro!