19 Aprile 2024

Il buio oltre la siepe: una storia sempre attuale di ingiustizia

Il buio oltre la siepe è il romanzo pubblicato da Harper Lee nel 1960 negli Stati Uniti. L’anno seguente, ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa e nel 1962 viene pubblicato in Italia. Oggi lo troviamo nell’edizione Feltrinelli. Questo romanzo è stato più volte consigliato dall’ex presidente americano Barack Obama “contro ogni razzismo e discriminazione”. Si tratta infatti di un libro che si può leggere e interpretare su più livelli, ma la giustizia trionfa su ognuno di essi.

I libri che parlano di ingiustizia restano a lungo sotto la pelle dei lettori e ancora di più i personaggi che contro quell’ingiustizia si battono strenuamente.

Il buio oltre la siepe


Tra verità e giustizia

Siamo a Maycomb, Alabama. Jean-Louise “Scout” e Jeremy “Jem” Finch sono due fratelli orfani di madre che vivono con il padre Atticus, di professione avvocato. I due ragazzi passano l’estate a giocare in giardino con il loro amico Dill, ricreando gli scenari dei libri che leggono e nel frattempo tengono d’occhio la tenuta dei Radley, i vicini. Si vocifera infatti che il loro figlio Arthur “Boo” non esca di casa da lungo tempo.

La comunità di Maycomb viene scossa quando Atticus viene chiamato a difendere d’ufficio Tom Robinson, un uomo di colore che viene accusato di violenza di genere. Il caso viene sottoposto a processo e Atticus si batte con ogni suo mezzo per dimostrare l’innocenza dell’imputato. A frapporsi tra la verità e la giustizia c’è però il pregiudizio, quello di una comunità che sceglie la via
facile di puntare il dito contro un uomo che appartiene a una minoranza, senza curarsi di come si sia svolta realmente la vicenda.

“Prima di tutto,” disse, “se riesci ad imparare un trucco semplicissimo, Scout, andrai molto più d’accordo con tutti. Non possiamo mai capire veramente una persona finché non consideriamo le cose dal suo punto di vista…”

“Come?”

“…finché non ci mettiamo nei suoi panni e non andiamo un po’ in giro così.”

Il titolo del romanzo

Spesso, quando un romanzo viene tradotto dall’inglese, la traduzione del titolo si discosta molto dall’originale. È anche il caso di Il buio oltre la siepe, il cui titolo originale è To kill a mockinbird. In entrambe le traduzioni, però, si sottolinea un aspetto molto importante non solo della vicenda narrata, ma del messaggio che questo romanzo si porta dietro.


Il titolo italiano Il buio oltre la siepe fa riferimento a ciò che i bambini protagonisti vedono oltre il giardino di casa loro: la tenuta dei Radley, circondata da una siepe oltre la quale c’è l’ignoto. Una metafora di ciò che non si conosce e nei cui confronti si nutre dubbio e pregiudizio.


L’edizione inglese affonda le radici nella lingua in cui il libro è scritto. L’espressione “to kill a mockinbird” in inglese significa “fare qualcosa di immotivato”, proprio perché il tordo, “mockinbird” appunto, è un volatile innocuo e non avrebbe senso cacciarlo. Ciò ci rimanda al processo imbastito contro un uomo fondamentalmente innocente.

Curiosità

Ritroviamo Scout anche in un ipotetico seguito di Il buio oltre la siepe, ovvero Va’, metti una sentinella, pubblicato nel 2015 sempre da Feltrinelli. Questo avrebbe dovuto essere il primo libro pubblicato da Lee, ma non fu accettato dagli editori che, al contrario, proposero alla scrittrice di rendere la sua protagonista una bambina anziché una giovane donna, per vederne in seguito gli sviluppi letterari.

Pare, inoltre, che Lee scrisse Il buio oltre la siepe poiché spronata dal suo caro amico e scrittore Truman Capote (autore di A sangue freddo e Colazione da Tiffany), che vide in lei delle potenzialità. Si dice che Lee si sia ispirata proprio a lui nel tratteggiare il personaggio di Dill. Per i cinefili: di questo romanzo esiste anche la trasposizione cinematografica, Il buio oltre la siepe del 1962, diretto da Robert Mulligan, con Gregory Peck e Mary Badham.

Perché leggere Il buio oltre la siepe


Il buio oltre la siepe è consigliato a chi ama le storie forti, ricche di insegnamenti e che affondano le radici in fatti realmente accaduti (il romanzo è in parte ispirato alla vicenda degli Scottsboro boys, un gruppo di giovani di colore accusati ingiustamente di stupro in Alabama nel 1931).


Il romanzo è perfetto per chi si è commosso leggendo le storie de Il miglio verde di Stephen King, La sottile linea scura di Joe R. Lansdale e Testimone inconsapevole di Gianrico Carofiglio. Tutte storie che hanno in comune la tematica dell’ingiustizia, di piccole fette di popolazione marginalizzate e di singoli individui che si battono per esse, di bambini che si ritrovano a crescere molto in fretta. Storie non necessariamente vere, ma di fortissimo impatto.