I “ruggenti anni 80” di Generations of love

Tutti i romanzi di formazione sono uguali, ma ogni romanzo è di formazione a modo suo. Conosciamo l’autore di Generations of Love, oltre che per essere il direttore editoriale di Accento edizioni, anche per il famosissimo romanzo tratto da riferimenti autobiografici, La vita di chi resta, edito da Mondadori nel 2023.

Una narrazione nostalgica per conoscersi meglio, a tutte le età 

Immaginate di incontrare un vecchio amico e di rimembrare, davanti a un caffè, i tempi andati, l’infanzia, l’adolescenza, chiedersi che fine abbia fatto un vecchio compagno delle superiori o in che stato sia quella casa che si frequentava insieme a famiglia e amici durante le vacanze.

Generations of love

Generations of love è sì la scelta di raccontarci alcuni sprazzi di vita dell’autore, ma è anche un romanzo universale, in cui ognuno può rivedere dei pezzi di sé. Un racconto che può coprire, appunto, più generazioni: sia coloro che quegli anni ’80 li hanno vissuti, sia chi è nato in seguito ma in questi episodi si rivede.

Ragazzo di provincia lombarda, il giovane Matteo è il narratore degli eventi. Siamo in un’epoca specifica, i magnifici anni ’80 italiani: un’epoca in cui ancora non si vedono in giro i cellulari, non si sa cosa sia Internet, le amicizie si fanno per caso, per interessi comuni, nell’aule di un’università, tramite gli amici di amici. 

La diva che molti italiani sentono parlare in televisione è la super nota e appariscente  Wanna Marchi, che con la sua voce stentorea incita a essere più magri, più in forma, più belli al modico prezzo di 200 mila lire.

“Ci sono quelli che hanno avuto il ‘68, Woodstock, la rivoluzione sessuale, gli anni di piombo, il post-comunismo. La mia generazione ha avuto Wanna Marchi.” 

In radio impazzano i singoli di Boy George, Sabrina Salerno e Franco Battiato, per citare alcuni grandi della musica dell’epoca. Lo stesso titolo del libro deve la sua origine grazie a una canzone di Boy George omonima. 

Leggendo questo libro vi ritroverete a canticchiare o a cercare queste hit che fanno letteralmente da colonna sonora alla lettura.  Rigorosamente in formato analogico – in audiocassetta – come ci ricorda la nuovissima copertina. 

Le tematiche: scoprire sé stessi 

La particolarità di Generations of love è evidente sin dalla sua struttura: è raro, infatti, trovare un libro che al suo interno sia contemporaneamente un romanzo e una raccolta di racconti. 

Perché Generations of love nasce come romanzo e le sue Extensions sono appunto dei racconti che l’autore aggiunge in seguito e che chiama così in omaggio alla madre parrucchiera, come a voler prolungare l’addio a certi personaggi o come a voler aggiungere consistenza a qualcosa che consistente lo era già. Vengono fuori, quindi, altri otto racconti celebrativi di personaggi incontrati, amicizie tradite, periodi liberi da pensieri e preoccupazioni, la transizione verso l’età adulta. 

“Da piccolo non sapevo di essere omosessuale. Sapevo dell’inquietudine, dell’ebbrezza, della curiosità, del tormento, del desiderio, della sensazione. Ma ignoravo che avesse un nome.”

Sia romanzo che racconti, però, sono tutti accomunati da tematiche ricorrenti. 

Prima tra tutte è la scoperta di sé

L’autore, in libri o interviste, non fa mistero della sua omosessualità. In Generations of love, però, ci mette a conoscenza del duro percorso di auto consapevolezza, accettazione e comunicazione alle persone care di chi si è nel profondo, con esiti più o meno felici. 

Troviamo lo struggle generazionale di un figlio che deve trovare il coraggio di comunicare ai genitori di essere gay, la comprensione di una madre che sapeva già tutto e l’incredulità di un padre che crede di aver sbagliato. Le cotte per le persone sbagliate che però segnano l’inizio di un percorso, la scoperta che l’omosessualità all’estero non è mai stata un gran tabù come in Italia, l’incontro fortuito con la persona giusta, i primi passi da compiere insieme. 

Tutto questo senza neanche bisogno di citare troppe volte la parola “omosessuale”, perché gli episodi raccontati da Bianchi sono universali. 

La formazione 

Ritornando all’inizio, Generations of love è un romanzo di formazione prima di ogni cosa. 

Non solo perché conosciamo l’autore da bambino e lo ritroviamo adulto alla fine del libro, ma perché molte sono le lezioni che impara nel corso delle pagine e il lettore insieme a lui.

La scoperta di sé e la convinzione che il termine “diverso” non abbia accezioni negative, il duro scontro con la realtà dei fatti, l’università, i primi lavoretti, l’illusione che le amicizie durino per sempre e siano tutte disinteressate, tradimenti, amori, scorci familiari rendono Generations of love un libro dalla scrittura accessibile ma al contempo profondo nelle riflessioni, che dà  l’impressione di conoscere un po meglio chi sta scrivendo e di volerlo abbracciare una volta letta l’ultima pagina.

Una testimonianza autobiografica per l’autore ma anche per il lettore, un’opera bivalente ricca di insegnamenti e anche di episodi che vi strapperanno una risata. 

La meraviglia delle storie vere. 

“E quindi Lory, perdona il ritardo. Sono passati più di quindici anni, ma come vedi il capitolo l’ho aggiunto. 

Per te, per tutti noi.

Per ricordarci che è successo davvero.”