I poteri delle tenebre: Dracula, il manoscritto ritrovato

La storia di Dracula di Bram Stoker è stata raccontata molte volte, con innumerevoli adattamenti e rivisitazioni. Ma quella che forse è la prima di queste è venuta alla luce solo di recente: la “traduzione” islandese di Dracula del 1901 non è affatto una traduzione, ma una storia completamente diversa!

Makt Myrkranna – come è stata chiamata la traduzione islandese, che si traduce in “I poteri delle tenebre” – presenta personaggi nuovi di zecca, scene sconosciute e persino un modus operandi completamente diverso per il famigerato Conte.

Autore: Valdimar Asmundsson, Bram Stoker

Editore: Carbonio Editore

Collana: Origine

Numero di pagine: 288

Data di pubblicazione: 2019

Ma Makt Myrkranna è il tentativo di un traduttore intraprendente di esercitare la propria licenza creativa sulla storia di Stoker, o è semplicemente basato su una bozza precedente di Dracula rispetto a quella definitiva?

Nel 2014, il ricercatore letterario Hans de Roos si è tuffato sul testo completo di Makt Myrkranna, solo per scoprire che Ásmundsson non aveva semplicemente tradotto Dracula, ma aveva scritto una versione completamente nuova della storia, con tutti i nuovi personaggi e una trama completamente rielaborata. La narrazione risultante è più breve, più incisiva, più erotica e forse anche più ricca di suspense del Dracula di Stoker.

Non è ben chiaro quante di queste modifiche al testo siano nate dalle decisioni di Ásmundsson e quante fossero basate sulle prime note e bozze di Stoker. Si è proceduto quindi per ipotesi tramite ricerche approfondite.

I contenuti speciali

I poteri delle tenebre si apre con una prefazione di Dacre Stoker, il più importante discendente vivente di Bram Stoker, che fornisce alcuni retroscena sulla teoria presentata nel resto del testo: vale a dire, che il testo islandese Makt Myrkranna era intenzionalmente basato su una precedente bozza della storia di Bram Stoker.

Segue una lunga introduzione dell’editore e traduttore Hans de Roos. Illustrata con fotografie, ritagli di giornale e scansioni di pagine del manoscritto, questa introduzione fornisce informazioni biografiche sul traduttore islandese originale Valdimar Ásmundsson, ed espone le principali differenze tra Dracula e Makt Markranna, fornendo la prova che la maggior parte di quegli elementi unici della versione islandese possono essere attribuiti a Stoker piuttosto che ad Ásmundsson.

Successivamente l’attenzione di sposta sulla planimetria del castello di Dracula, derivata dalle descrizioni in questa versione del testo e completa di dettagliate illustrazioni e rendering.

I poteri delle tenebre

Ci sono alcune differenze tra I poteri delle tenebre rispetto al testo originale di Dracula. Una delle differenze più notevoli riguarda il cambio dei nomi di personaggi, ad esempio “Jonathan Harker” è stato ribattezzato “Thomas Harker”.

Ci sono note dell’autore quasi in ogni pagina che offrono ulteriori informazioni sulla versione islandese della storia o sottolineano le differenze tra il romanzo originale e la versione tradotta.

La storia stessa inizia più o meno come quella del Dracula di Stoker. La parte I, sottotitolata “Il castello nei Carpazi”, è raccontata interamente attraverso le annotazioni del diario di Thomas Harker, un avvocato che si reca in Transilvania per incontrare il suo cliente, il conte Dracula. In questa versione della storia, tuttavia, la permanenza di Harker nel castello di Dracula occupa la maggior parte del racconto.

Nel corso di molte settimane, Harker è sottoposto a discorsi filosofici del conte che suggeriscono ambizioni politiche a Londra, nonché ripetuti tentativi di seduzione da parte di una misteriosa vampira che viene presentata a Thomas in qualità di cugina del Conte.

Una notte, mentre esplora il castello, Harker si avventura nelle profondità e assiste a un rituale occulto presieduto dal Conte stesso. Il vampiro è in compagnia di un gruppo di strani seguaci che Thomas identifica come creature rozze e mostruose, ricoperte di peli e simili a scimmie. Inorridito, Harker tende i suoi pensieri verso la fuga, ma non ha successo fino a quando il conte non parte per l’Inghilterra.

Nella Parte II la narrazione abbandona completamente lo stile epistolare così centrale in Dracula ed è invece scritta in terza persona in capitoli molto brevi e diretti che sembrano poco più di uno schema. La morte di Lucia Western è solo un breve episodio e il Conte non prende mai di mira la fidanzata di Harker, Wilma. Invece, gran parte della seconda metà della storia è incentrata sulla banda di aristocratici stranieri che si radunano attorno al barone Székely (alias londinese del conte Dracula).

In questa parte del racconto entra in ballo anche il dottor Seward, direttore del manicomio che si trova dall’altra parte della strada rispetto alla nuova casa di Dracula. Il povero dottore cadrà vittima di un incantesimo ipnotico praticato dalla stessa donna vampiro che ha tormentato Harker nel castello.

Il finale forse prevede una morte piuttosto rapida per il Conte per mano di Van Helsing e lascia più di qualche domanda senza risposta.

Conclusioni

Il Dracula di Ásmundsson è allo stesso tempo più affascinante e gradevole di quello di Stoker. Piuttosto che essere così distaccato, questo Dracula è politicamente esperto e schietto riguardo alle sue numerose opinioni totalitarie. Forse è proprio a causa di questa sua umanizzazione, che risulta ancor più spaventoso.

In effetti, la parte del libro dedicata alla prigionia di Harker, in entrambe le versioni, è la parte emotivamente più avvincente del libro mentre Harker trascorre il suo tempo indagando sul castello di Dracula e scoprendo lentamente sempre più dei suoi orrori. La suspense che si respira in questa prima parte è molto coinvolgente.

Nella seconda metà della storia, Wilma assume anche un ruolo molto più proattivo rispetto a Dracula, viaggiando verso il castello di Dracula alla ricerca del suo fidanzato scomparso. Tuttavia, la parte con Lucia (Lucy in Dracula) che viene perseguitata e gradualmente prosciugata di vita e vitalità da Dracula è molto breve, e penso che perda un po’ di suspense e orrore. In Dracula, questa è probabilmente la parte del libro che induce più terrore.

Dracula è già un testo interessante e avvincente, ma può essere una lettura difficile e dal ritmo lento. I poteri delle tenebre, al contrario, è una versione molto più breve e condensata.

Entrambe sono letture affascinanti, anche se è importante contestualizzare l’area geografica in cui sono state scritte e/o tradotte.