I migliori libri 2023 secondo il team Universo Letterario

La fine dell’anno è vicina ed è tempo di bilanci. Noi del team di Universo Letterario abbiamo pensato di stilare, non senza difficoltà, una lista delle migliori uscite di quest’anno. Il 2023 ci ha regalato tantissime uscite interessanti e stimolanti, ma in questo articolo abbiamo deciso di proporvi i 18 titoli che più ci hanno coinvolte. Buona lettura.

I Mangiafemmine di Giulio Cavalli – consigliato da Margherita Fidenzoni

Il romanzo di Cavalli è una critica dissacrante alla nostra società e a quei retaggi culturali che la permeano. Egli ha estremizzato le conseguenze di qualcosa che, con dolore, bisogna ammettere che è già qui. Lo stile dell’autore è volutamente diretto: la violenza di DF arriva al lettore con rapidità e forza, impedendogli di non pensare alle terribili analogie che il mondo immaginario di Cavalli possiede con il nostro. Si tratta di un libro che chiunque dovrebbe leggere: le parole di Cavalli sono evocative, e il lettore non può che porsi degli interrogativi su questo nostro mondo.

La valle dei fiori di Niviaq Korneliussen – consigliato da Bettina Delia Monticoni

Il punto di forza di questo romanzo è la lucidità con la quale si disegna un disagio: si ha l’impressione che l’autrice abbia intravisto un paesaggio da raccontare, un luogo che spaventa, eppure lei abbia avuto il coraggio di andarci incontro e di questo luogo raccontare ogni sensazione. Il disagio è messo in scena con chiarezza anche nella cultura della protagonista: al tavolo di studio con i suoi compagni danesi non riesce a trovare un dialogo d’ironia comune e viene spesso fraintesa. Un romanzo affamato, una storia intima e sincera che ha la forma dell’urlo di donna.

Disastri esistenziali e spese folli di Robert Perisic – consigliato da Benedetta Lolli

Le vite narrate in Disastri esistenziali e spese folli sono, in fondo, storie di fallimenti: che siano piccoli o grandi, poco importa. Dai fallimenti che affliggono i singoli, sempre sull’orlo di quell’abisso che corre tra il male e il peggio, emerge quello che è il fallimento di una generazione, raccontato, tuttavia, con l’affetto di chi ha imparato, almeno in parte, ad amare ciò che è, ossia un assai defettibile e imperfetto essere umano. Tra le virtù (poche) e le cadute (molte), le situazioni che racconta Perišić sono le stesse e medesime situazioni che descrivono la nostra vita.

Lila di Marina Pierri – consigliato da Daniela Mosca

Lila è un personaggio complesso, che contiene universi diversi, dunque anche questo libriccino risulta essere, pur nella sua semplicità, difficile da raccontare. Dopo aver letto Lila, avrete voglia di gettarvi nell’ennesima rilettura de L’amica geniale alla luce di quello che scoprirete.
Sono molto interessanti le teorie proposte dall’autrice, ma ovviamente, è solo una piccola anticipazione dei contenuti di questa Mosca, e commovente questo tono di ammirazione ed empatia di Marina nei confronti di Lila. L’intimità con cui Marina Pierri ha realizzato questa analisi ed il modo con cui ha aperto al lettore un po’ del suo mondo interiore attraverso Lila, crea un ponte di connessione tra tutte noi.

Perché sono da sempre un corso d’acqua di Kim de L’Horizon – consigliato da Michela Mastantuono

Composto da cinque parti, Perché sono da sempre un corso d’acqua è il racconto della ricerca identitaria di Kim attraverso l’inabissarsi nelle radici della sua famiglia d’origine. Protagonista indiscussa di queste pagine è la nonna, la Grossmeer (che strizzando l’occhio al francese diventa un grande mare), con la quale c’è un dialogo costante: amata e temuta, lei sta precipitando sempre più nella demenza senile e Kim vuole starle accanto, per cercare risposte ai suoi quesiti più disturbanti e per trattenerne la memoria.

Giù nel cieco mondo di Jesmyn Ward – consigliato da Melissa Minò

Come già Canta, spirito, canta, anche Giù nel cieco mondo è un romanzo popolato da presenze soprannaturali legate alla natura che in un qualche modo dirigono il corso della narrazione, e chi ha già avuto la fortuna di incontrare la penna di Jesmyn Ward non rimarrà sorpreso da questo aspetto ancestrale. È proprio durante la lunga e faticosa marcia dalla Carolina a New Orleans che Annis incontra Aza, uno spirito di tempesta che la accompagnerà fino alla fine, un po’ madre affettuosa, pronta ad aiutarla, un po’ matrigna dispotica che chiede adorazione e abnegazione.

La coppia felice di Naoise Dolan – consigliato da Sara Faroni

La coppia felice è tra i suoi punti di forza l’essere un romanzo corale che alterna piani temporali, tra presente e passato. Conosciamo così la storia di Luke e Celine non solo attraverso i loro racconti ma anche dagli occhi delle persone che li circondano, dall’amico ex Archie alla sorella di lei Phoebe senza dimenticare Vivian e Maria. Il tutto reso magistralmente anche dallo stile dell’autrice che spesso titola i capitoli “senza titolo” e ricorre ad alcune scelte stilistiche come elenchi puntati e contrapposizioni tra i diversi personaggi.

Grande meraviglia di Viola Ardone – consigliato da Simona Stella

Questa è la storia di come la pazzia sia dentro tutti noi, così come l’amore. Di come tutti siamo bisognosi di attenzioni, ascolto e abbracci senza alcuna distinzione. È anche la storia dei progressi sulla salute mentale in Italia e delle lotte fatte per cambiare finalmente le cose a riguardo. Grande Meraviglia insegna che abbiamo sempre il potere di sceglierci la famiglia che meritiamo e prendere le decisioni che ci rendono felici, in ogni caso, qualsiasi sia il punto di partenza.

Sangue cattivo di Beatrice Galluzzi – consigliato da Anna Maria D’Ambrosio

Una storia autobiografica potente ed emozionante su quando i corpi non funzionano come dovrebbero, ma soprattutto sulla speranza. Raccontare la malattia senza instillare in chi legge un senso di pietà, ma un forte rispetto è difficilissimo. Riuscire a farlo con ironia sottile, facendo sorridere e piangere contemporaneamente, è un dono. E Beatrice Galluzzi lo ha.

Divini rivali di Rebecca Ross – consigliato da Giulia Dal Prà

Questo libro è perfetto per tutti gli amanti dei romanzi di guerra in quanto la battaglia tra le due divinità, Enva e Dacre, sarà inizialmente sullo sfondo della storia, incorniciandola come un quadro, e in seguito diventerà un elemento preponderante più vivido e crudo. Inoltre, si tratta anche di un romanzo epistolare, poiché i due protagonisti impareranno a conoscersi nel profondo attraverso uno scambio particolare di lettere. Delle lettere che diventano un tramite per mettersi a nudo, un ponte che unisce due anime, in cui traspariranno i sentimenti più profondi dei protagonisti, le loro paure, insicurezze e fragilità.

Il vampiro di Edogawa Ranpo – consigliato da Manon Berthelier

Il vampiro possiede tutti gli elementi per essere considerato un capolavoro della letteratura gialla. Con grande maestria, Edogawa ha creato una trama molto intricata, che potrebbe inizialmente sembrare quasi confusionaria, ma si rivela alla fine ben strutturata e studiata. Il ritmo narrativo è incalzante e vertiginoso, con un susseguirsi incessante di crimini e l’entrata in scena di nuovi personaggi. La tensione, però, sale gradualmente, invogliando il pubblico a continuare la lettura. Infatti, Edogawa usa l’interessante tecnica del detto non detto, introducendo gli elementi di svolta con cautela, spesso alla fine dei capitoli. Questo contribuisce a creare sempre più suspense, che culmina infine nei colpi di scena, talmente inaspettati e sbalorditivi da lasciare a bocca aperta.

Sanguigna di Gabriela Ponce – consigliato da Debora De Boni

La narratrice è una donna che vuole esplorare sé stessa interiormente ed esteriormente senza filtri e senza tabù. Corpo che sanguina, corpo che nutre. Gabriela Ponce, si serve di un flusso di coscienza torrenziale per dare voce alla sua protagonista senza nome, soffermandosi costantemente sui due avvenimenti che più la disturbano, la scomparsa del fratello morto in un incidente ubriaco ed il crollo del suo matrimonio. Presenza costante è anche la sua tripofobia, l’ossessione incessante dei buchi e dei gruppi di buchi, che la riempiono, la svuotano, la allargano e minacciano di inghiottirla. 

25 di Bernardo Zannoni – consigliato da Stefania Brivido

Il romanzo ruota continuamente nella crescita interiore di Gerolamo, una crescita emotivamente graduale, ma al contempo veloce, e che avviene immergendosi nella vita – una vita fatta di perdite, incertezze, dubbi, paure, echi di gioia – che si riversa sulle sue emozioni, sui suoi sentimenti, sul suo desiderio di emergere e di riemergere dagli abissi della fragilità esistenziale per abbracciare una realizzazione individuale, un equilibrio nell’instabilità. Quello di Gerolamo è un personaggio che rimane incollato addosso al lettore, si prova empatia immediata per lui, addirittura affetto perchè il suo dolore è quello che accomuna la maggior parte dei giovani. 

Il cerchio perfetto di Claudia Petrucci – consigliato da Mariapaola Gentile

La protagonista indiscussa della storia è la casa in via Saturna, una casa che sembra avere vita propria che presenta una struttura quadrata ma ha una pianta circolare; ogni stanza è pervasa da una vibrazione differente e sembra quasi contenere un mistero. E’ testimone di passione, dolore, smarrimento, fragilità e di una relazione distruttiva che fa male a chiunque ne resti invischiato.

Babel di R.F. Kuang – consigliato da Dafne Ricci

È un libro che ti scaglia addosso con forza tutte le contraddizioni della nostra società, riuscendo (spero) ad aprire gli occhi sui nostri privilegi. Per quanto possa essere un romanzo con delle ambientazioni meravigliose, che potremmo definire dark academia, è bene scendere in profondità, lasciando l’estetica in superficie per analizzare questo libro e fare tesoro di tutto quello che vi donerà, pagina dopo pagina.

Io resto re dei miei dolori di Philippe Forest – consigliato da Virginia Castellucci

La bravura di Forest, con la sua scrittura scorrevole e intrisa di richiami al mondo shakespeariano, sta nel portare in scena questi due personaggi, l’uno austero e rigido, chiuso nella posizione di rilievo che riveste, l’altro, il pittore, pronto a ritrarre uno degli uomini più famosi del suo tempo. La conversazione che ne imbastisce è schietta, spontanea e naturale, ma mai banale. I due scoprono di avere una affinità, di amare entrambi la pittura, ma di averne opinioni divergenti e con la stessa semplicità con la quale, nel terzo atto, Churchill chiede al pittore “Le piace Rubens?” così dirà “Sapevate che anche io ho perso un bambino?”.

La casa della porta dorata di Helodie Harper – consigliato da Margherita Nani

Rispetto a “Le lupe di Pompei“, “La casa dalla porta dorata” esplora di più l’interiorità dei personaggi e i loro moventi psicologici, dando al libro un taglio assai più intimista.
Questo però non lo rende però meno coinvolgente: anche se meno rapido del primo, questo secondo libro cattura con ancora più intensità perché stabilisce un forte legame emotivo tra il lettore e i personaggi che con la loro sconfinata profondità si fanno amare e odiare come persone reali. I personaggi sono sempre le colonne portanti della storia; conosciamo meglio tanti volti introdotti nel primo libro, scoprendo nuovi lati del loro essere, e al posto di quelli a cui abbiamo dovuto dire addio ne vengono introdotti molti altri ugualmente affascinanti.

Storia del Necronomicon di H.P.Lovecraft – consigliato da Debora Soldato

La particolarità di questa edizione della “Storia del Necronomicon” edita da Venexia Editrice è che è possibile avere in un solo volume una mole di informazioni che solletica e appaga sicuramente l’appetito dei lettori che vogliono saperne di più su questo libro maledetto. Il testo è stato sapientemente arricchito di contenuti extra come ad esempio le lettere, i manoscritti e i disegni che Lovecraft aveva prodotto in corso d’opera. Questo porta il lettore ancor più vicino al genio solitario di Providence a alla lunga e precisa ricerca che ha effettuato per poter creare la storia del Necronomicon.