Hunger Strike di Alberto Nettuno

Hunger Strike è il nuovo libro di Alberto Nettuno appena uscito per la casa editrice Fandango.

Hunger Strike

Il libro è una riflessione dell’autore sugli scioperi della fame, partendo proprio dal caso che lo scorso anno ha destato l’attenzione di tutto il paese, ovvero quello di Alfredo Cospito. L’uomo, infatti, inizia a digiunare per protesta contro le dure misure messe in atto nel carcere dove sconta la sua pena.

Che cos’è lo sciopero della fame?

Prima di fare un focus della situazione in Irlanda, Turchia e Italia o a Guantánamo, Alberto Nettuno comincia il suo saggio con una spiegazione base su cos’è l’hunger strike, affinché tutti possano comprendere meglio l’argomento complesso di cui parla nel libro.

Lo sciopero della fame è una “protesta non violenta” messa in atto dai detenuti delle carceri che, solitamente, vogliono manifestare contro le condizioni troppo dure in cui vivono.

Ma a differenza dei campi di sterminio nazisti, Guantánamo –come del resto le carceri F-Type turche e i baccetti della morte italiani – non mira a eliminare fisicamente i detenuti (a produrre cadaveri, direbbe Agamben) ma è stata progettata per colonizzare l’anima (come direbbe invece Foucault) del soggetto attraverso il dominio delle sue funzioni biologiche.

Avendo una valenza politica, bisogna capire quali sono le motivazioni che possono legittimarlo e se questo può essere accettato moralmente.

Di solito inizia con il rifiuto volontario dell’assunzione di cibo per un certo periodo di tempo, ma prima di essere ritenuto una protesta, bisogna capire se il soggetto che lo ha messo in atto è effettivamente lucido o rifiuta il cibo per motivazioni mediche. Attestato ciò, l’hunger striker comincia lo sciopero e può andare avanti dai tre giorni a una settimana o fino alla morte, a meno che non ottenga ciò per cui protesta.

Il “caso italiano”

Nella parte del saggio dedicata all’Italia, Nettuno si sofferma sullo sciopero della fame a San Vittore del 1981 e della situazione dei brigatisti nel carcere di Nuoro nel 1983. Questi due scioperi sono tra i più importanti nel nostro paese. Sono quelli che hanno destato più scalpore ai tempi, tano che numerosi intellettuali hanno pubblicato in merito alcune riflessioni.

In particolare, a San Vittore lo sciopero comincia dopo quello che è stato un vero e proprio raid da parte dagli agenti di custodia, ai danni dei detenuti dell’organizzazione terroristica di estrema sinistra conosciuta come Prima Linea.

Il massacro dura ben sei ore, senza risparmiare donne e bambini che vengono tolti violentemente dalle braccia delle madri.

Da questo momento in poi tre detenuti, Giovanni Valentino, Roberto Pironi e Ciro Paparo, iniziano uno sciopero della fame che dura sessantanove giorni. L’allora ministro della Giustizia risponde a questo sciopero ordinando ai medici l’alimentazione forzata per i tre detenuti, ormai in fin di vita. La pratica però non è deontologicamente accettabile dai medici.

Dopo questo evento Darida propone il disegno di legge n.1709 che voleva l’introduzione dell’alimentazione forzata per i detenuti che si rifiutavano di mangiare.
Il disegno di legge non verrà mai convertito e con un escamotage riescono a convincere i detenuti a porre fine alla protesta.

Un saggio umano

Alberto Nettuno raccoglie numerose testimonianze su tante ondate di scioperi della fame, con lo scopo di riflettere su questo argomento a livello sociologico, filosofico e politico. Le testimonianze però servono a rendere questo saggio anche più umano, affinché il lettore possa avere non solo degli esempi concreti e reali, ma anche capire fino in fondo le motivazioni che spingono l’hunger striker a mettere in atto questa protesta.

E’ questo il punto di arrivo della nostra analisi sull’hunger striker. Il suo gesto genera una contraddizione insanabile nelle nostre democrazie. Soprattutto, è il corpo stesso dell’hunger striker a farsi portatore della profonda lacerazione che questa contraddizione genera.

Conclusioni

Con Hunger Strike, Alberto Nettuno è il primo a scrivere un saggio sull’argomento dello sciopero della fame. In Italia infatti non esiste un libro che parli di questo argomento in maniera così chiara e completa.

Quello dell’autore è un lavoro minuzioso che rende la lettura illuminante, davvero utile a chi di questo argomento è a digiuno.

Ciò che colpisce di questa analisi è proprio la minuziosità della raccolta di documenti e testimonianze da parte dell’autore, il tutto ha come risultato una lettura immersiva.