Hard Rain Falling: il romanzo hard-boiled che non ti aspetti

Hard Rain Falling di Don Carpenter (edizioni Clichy, traduzione di Fabio Cremonesi e Micaela Uzzielli) è un romanzo da duri. Una storia di cattivi per caso, orfanotrofi, gioco d’azzardo, carcere, rapine e amicizie che fanno paura. Un hard boiled che si legge tutto d’un fiato e vi farà scoprire personaggi decisamente poco raccomandabili.

Hard Rain Falling

Jack Levitt è stato abbandonato dalla madre quando era solo un neonato, non sa nulla dei genitori, a parte il fatto che non lo amavano abbastanza da tenerlo. Così cresce in orfanotrofio e ben presto si stufa di quella sorta di prigione che lo costringe in una vita inquadrata fatta di regole e rispetto. Vuole la libertà, ma soprattutto soldi e sesso facile.

Hard Rain Falling

Così bighellona tra squallidi bordelli e sale da biliardo a Portland, nell’Oregon. Qui incontra Billy Lancing, appena scappato da Seattle per inseguire il sogno di diventare una stella del biliardo. I due si annusano, hanno in comune più di quanto appaia in superficie, ma gli adolescenti duri dei sobborghi non parlano. Così si sfiorano e si separano, ognuno preso dal proprio sogno di pigra gloria.

Il carcere

Passano gli anni e Jack finisce prima in riformatorio e poi in carcere. Pare incredibile, ma gli abusi peggiori li sperimenta in riformatorio, dove per mesi è costretto in un buco senza luce né contatto con altri esseri umani. Ne esce devastato nella mente e con una grande voglia di sangue. Ma non è per questo che finisce in carcere. No, Jack è troppo sfortunato e forse anche troppo insignificante per essere beccato per un reato serio. E infatti torna in carcere da adulto con una falsa accusa di adescamento, ma lui è ormai talmente abituato a questa vita da non trovare motivo di opporsi.

In carcere Jack incontra Billy per la seconda volta e ora i tempi sono abbastanza maturi perché i due entrino in connessione, uniti da un senso di profonda insoddisfazione.

La noia borghese

Billy, a differenza di Jack, si è tenuto alla larga dai guai. O almeno non si è fatto prendere. Dopo aver girato l’America giocando a biliardo e scommettendo su qualsiasi cosa, ha incontrato una donna e in un batter d’occhio si è ritrovato sposato con due figli. Ha persino aperto un’attività ed è diventato in un qualche modo un pezzo grosso. Non gli manca nulla.

Se non che, come Jack, non sopporta la noia della quotidianità e anela il brivido dell’imprevisto come fosse un drogato in astinenza. Così finisce nei guai. In prigione per un assegno scoperto, un reato minore che probabilmente a un’altra persona, con un altro colore della pelle e un buon avvocato, sarebbe valsa una multa neanche troppo salata.

Fallimento chiama fallimento

Hard Rain Falling è un romanzo di perdenti. Una storia senza redenzione in cui le cose non fanno che peggiorare. E né Jack né Billy fanno niente per migliorare la propria situazione, chiusi in una spirale di fallimento che chiama a sé solo altro fallimento. Hanno in sprezzo la vita borghese, la casa, la famiglia, le regole della società per loro sono noiose e futili. Bramano i soldi, ma non hanno alcuna voglia di guadagnarseli con un lavoro onesto, così si infilano nelle peggiori situazioni possibili.

Non possono più uscirne, non hanno gli strumenti per farlo e forse, sotto sotto, nemmeno lo vogliono davvero.

Consigliato a…

Questo romanzo è per chi ama le vite sghembe, i personaggi senza speranza dalle scelte incomprensibili. Per chi sa cogliere la vita che brulica ai margini delle strade, in quei vicoli bui davanti ai quali transitiamo a passo svelto.