Gli Eccentrici di Taras Prokhasko
Lo scrittore, saggista e giornalista ucraino Taras Prokhasko approda in Italia con il libro Gli Eccentrici, pubblicato dalla casa editrice Utopia Editore e tradotto da Lorenzo Pompeo, dottore di ricerca e cultore della materia di slavistica.
Se vuoi rimanere te stessa, non rinnegare mai la tua intonazione.

Focus sull’autore
Prima di entrare nel vivo del romanzo è doveroso questa volta partire dalle considerazioni che riguardano il background dell’autore. Non solo scrittore e romanziere, saggista e giornalista, Taras Prokhasko si distingue immediatamente per la sua attenzione e dedizione nella descrizione paesaggistica e naturalistica del suo romanzo.
Approfondendo, infatti, la vita privata dell’autore, scopriamo che persegue gli studi di biologia e successivamente si specializza in botanica. Nel libro ci sono diversi capitoli con curiose e interessanti considerazioni sull’uso delle piante, ad esempio i particolari usi del gin estratto direttamente dal ginepro; ma si può considerare l’intero romanzo un tripudio di piante e fiori con i loro colori e profumi a cui anche i personaggi, come l’autore, sono particolarmente devoti.
Jalivec’
La natura dunque è il principale protagonista di questo romanzo, ambientato nell’Ucraina di fine Ottocento a Jalivec’, la città “fondata” da Franz, il marito di Anna. Il ginepro è l’abitante di maggior prestigio della città di cui porta il nome (Jalivec’ in italiano significa esattamente ginepro), teatro della storia di una famiglia di stampo matriarcale e degli Eccentrici, in quella che ricalca una storia famigliare sconvolta da rivoluzioni, transizioni geopolitiche e guerre mondiali, che si aggrappa con forza alla storia, ma sfiora la mitologia, sullo sfondo della natura maestosa dei Carpazi.
A Jalivec’ si costruiscono le storie degli Eccentrici, un luogo tanto cercato e voluto da Franz per sentirsi a casa con naturalezza e gioia, un luogo dove costruire una città. Qui incontra Anna e Sebastian, che gli graviteranno intorno durante il proseguimento della storia.
Anna e Franz / Sebastian e Anna
Si crea un particolare rapporto tra i pochi protagonisti: il romanzo, intriso di realismo magico (tant’è che l’autore è considerato il Garcia Màrquez ucraino), rende sottilissimi e labili i rapporti tra i quattro protagonisti. Sebastian, il cineasta visionario e la capostipite Anna, alpinista turbata dal silenzio, sono due solitudini che si incontrano, si cercano e si affidano ai loro sentimenti amandosi e generano la vita e che prenderà a sua volta il nome Anna, che diventerà prima nonna e poi madre, di altre due Anna.
Sebastian sarà uno dei primi abitanti della città di Jalivec’: qui ha trovato tutto ciò che gli serviva, comprende appieno le motivazioni che hanno spinto Franz a inventarsi ex novo un intero paese. Gli verrà affidata Anna, frutto dell’amore di Franz e Anna, entrambi morti troppo giovani.
Gli Eccentrici
A mantenere viva la narrazione di questo complesso romanzo sono gli Eccentrici, entità ieratiche e strambe che addomesticano le vite dei personaggi e ne determinano altre. Sono entità, spiriti, credenze anche folkloristiche che aleggiando indisturbate nel racconto ne tessono la particolarissima trama, rendendo questo romanzo unico nel suo genere e consacrando l’autore nell’Olimpo degli scrittori ucraini più importanti dell’età contemporanea.
Se la parola esiste è perchè all’uomo, ammutolito per il rigore della logica e per l’oblio di ogni significato, vivere non basta.
Questo libro è perfetto da leggere in estate, accompagnati dal frinire delle cicale dei caldi pomeriggi, all’aperto.