Gli amanti della notte e la difficoltà di una donna nell’integrarsi nella società

Dopo il successo di Seni e uova (agosto 2020) che dipinge un ritratto unico della femminilità nel Giappone contemporaneo e Heaven (agosto 2021) che affronta un tema tabù quale il bullismo nel sistema scolastico, Mieko Kawami ritorna in Italia con Gli amanti della notte (gennaio 2023) che tratta di difficoltà a relazionarsi e a integrarsi all’interno della società e salute mentale.

Trama

Irie Fuyuko è una giovane donna che lavora come redattrice editoriale, dapprima come dipendente e in seguito come freelancer. Vive da sola in un piccolo appartamento bianco situato nella periferia di Tokyo. La sua giornata tipo è fatta di solo lavoro, metodico e puntiglioso. E’ una donna timida, chiusa e silenziosa che non sa bene come rapportarsi con le persone. In effetti, trascorre più tempo da sola o in ascolto. I suoi dialoghi sono perlopiù composti da risposte vaghe e prive di opinioni: sono costanti i “non so” e i “forse”.

Attraversare il quartiere deserto mi dava la lieta sensazione di godere di un piccolo privilegio. Quella notte tutte le cose visibili spiccavano con inconsueta nitidezza, avevo quasi l’impressione che tutto ciò che appariva davanti ai miei occhi mi volesse parlare.

Irie Fuyuko si sente un fantasma nel mondo, un essere trasparente che non viene vista da nessuno e che forse non vuole farsi vedere da nessuno. I suoi colleghi la descrivono come una redattrice con un enorme talento e una grande cura per il suo lavoro, ma a parte questo nessuno la conosce. Il suo metodo di lavoro è certosino e minuzioso, dura ore, ma una volta chiuso il testo in correzione Fuyuko non ricorda più niente. Come se non avesse mai letto le pagine su cui ha lavorato per interi giorni.

Il personaggio di Fuyuko risulta apatico, spaventato e totalmente solo. Senza amici, senza famiglia e senza obiettivi. Sembra un’anima addormentata che vive passivamente la vita, cercando di passare inosservata.

Tutte le volte che inseguivo e cercavo di afferrare qualcosa un’angoscia indefinibile affiorava dentro di me e si diffondeva fino alle mani e in fondo alla gola risuonando dolorosamente.

Le cose cominciano a cambiare quando nella storia entra Hijiri, sua collega, con una personalità dirompente e anticonformista. Hijiri è logorroica, elegante, piena di idee o opinioni e sembrerebbe apparire molto sicura di sé. Sarà proprio il confronto con questa donna a gettare i primi semi del cambiamento in Fuyuko. Il mutamento comincia una mattina quando Fuyuko, dopo aver donato il sangue, si vede riflessa in un vetro e si accorge di sentirsi insignificante e vuota.

La mia faccia sembrava fluttuare al di sopra di ogni trasparenza, pallida e misera. Si, “misera” era la parola giusta, e non infelice, triste o spenta. […] Una donna misera, squallida e del tutto incapace di godersi la vita, persino in un giorno di bel tempo.

Questa nuova consapevolezza le crea una crisi interiore che la porterà sulla scia dell’alcolismo, sempre con una sake o una birra in mano, cacciandola in diverse situazioni imbarazzanti. Ma quando beve Fuyuko si sente priva di inibizioni, sicura di sé e leggera. Sarà proprio uno di questi eventi imbarazzanti a portarla a conoscere Mitsutsuka, un insegnante di fisica, con cui stringerà un rapporto particolare e stimolante, mai provato prima.

Ero lì che mi dicevo: in questo preciso momento mi trovo nel posto esatto in cui ho sognato di essere in questi ultimi giorni prima di addormentarmi. E questo suscitava in me una strana sensazione, facendo rimbombare forte nelle orecchie il battito del mio cuore.

A questo punto della storia si comincia a conoscere davvero la protagonista del romanzo. Si scopre di più sul suo passato, sui suoi sogni, sulle sue paure e sulle sue emozioni. Ed è proprio tra queste pagine che comincia a crescere l’empatia nei suoi confronti, soprattutto perché si cominciano ad intuire le cause della sua totale chiusura al mondo.

Non si riesce ad empatizzare in maniera immediata, ci si affezionerà man mano che il racconto prenderà forma.

Considerazioni finali

Gli amanti della notte non è un libro per tutti, ma per chi ha un’apertura mentale non di poco conto, per chi è disposto a guardare quello che c’è dietro una corazza ed è disposto ad ascoltare e comprendere per davvero.

Mieko Kawakami è all’altezza delle aspettative. Torna a dare voce agli introversi, agli emarginati, a coloro che non viene dato spazio nella vita reale. I temi dei suoi romanzi sono universali anche se partono dal Giappone e sono lì, una piaga più difficile a cui porre rimedio.
Si ritorna a dare spazio alle donne che alla soglia dei 30 anni si trovano ad un bivio: carriera o famiglia?
E’ così impossibile una conciliazione? In Giappone le pressioni sociali sono più soffocanti, la scelta sembra quasi essere scontata.

Nei romanzi di Mieko Kawakami le tematiche attuali e scomode vengono estrapolate attraverso i lunghi discorsi e le confidenze che si fanno i personaggi. C’è poca dinamicità, ma tanta introspezione.

Anticipo, senza spoiler, che il romanzo si conclude con un finale totalmente inaspettato e spiazzante. Cosa succederà fra Fuyuko e Mitsutsuka? Cosa ha causato questa solitudine? Come cambierà la socialità di Fuyuko? Le risposte non saranno così scontate.