Giovanissimi di Alessio Forgione, un romanzo ambizioso che supera le aspettative

Giovanissimi è il secondo romanzo dello scrittore napoletano Alessio Forgione pubblicato da NNEditore (224 pagine), in lizza per il Premio Strega 2020.

Il libro racconta la storia di Marocco, un ragazzino di quattordici anni, che vive a Soccavo, quartiere alla periferia di Napoli. La vita del giovane è segnata da un duro evento: la madre ha abbandonato lui e il padre senza lasciare alcuna traccia di sé. Tra le partite a calcio, l’andare male a scuola, i primi amori e l’ingresso nel mondo della droga conosciamo un ragazzino scontroso ma fragile, che nasconde dietro la sua durezza il dolore della scomparsa della madre. Sullo sfondo del romanzo c’è una Napoli vera, vorace, non sempre bella ma che tra i suoi vicoli rappresenta ciò che è casa per Marocco.

La lettura del romanzo risulta estremamente scorrevole, molto veloce: il lettore è impaziente di conoscere Marocco, di vivere attraverso i suoi occhi la sua storia. Non ci sono mai momenti in cui cade l’attenzione: Forgione è bravissimo a non fare mai cadere il ritmo della narrazione.

La caratterizzazione del personaggio di Marocco è uno degli aspetti più convicenti dell’opera: è un ragazzino che porta dentro di se il dolore indicibile dell’abbandono della madre. Non riesce mai a comunicare davvero le sue emozioni con il padre, spesso si chiude dentro di sè non lasciando nemmeno uno spiraglio. La sua fragilità emerge ancora di più in contrapposizione a tutti quei momenti in cui si mostra duro agli altri. Una sorta di maschera per proteggere il vuoto che porta dentro.

Anche Napoli è un elemento importante del romanzo, sopratutto a livello descrittivo. Si scopre la periferia ma in un’accezione più reale e meno negativa rispetto a ciò che si è soliti pensare. I vicoli, i campetti di calcio improvvisati per una partita tra ragazzini e gli edifici del quartiere periferico di Soccavo trasudano vita.

L’opera di Forgione è un libro ambizioso, un romanzo di formazione che elimina qualsiasi forma di dolcezza: crescere è difficile e la vita non è tutta rosa e fiori, anzi. Questa durezza si percepisce profondamente negli occhi di Marocco, ragazzino che è dovuto crescere troppo in fretta. La fase dell’adoloescenza è un momento critico nella vita di tutti i giovanissimi ma nel caso del protagonista è anche struggente: in fondo Marocco è solo un ragazzino indifeso che deve imparare a stare al mondo da solo, con la mancanza di una figura fondamentale come quella della madre.

Se la storia è potente, lo stile è il vero punto forte dell’intero libro: Forgione utilizza un linguaggio crudo, asciutto, privo di fronzoli e virtuosismi letterari che rende in maniera magistrale il senso di impotenza e di frustazione del protagonista. Attraverso le parole dell’autore percepiamo in maniera reale tutte le emozioni.

La candidatura al premio Strega è un traguardo importante per Forgione, il quale però aveva già ricevuto consensi positivi e riconoscimenti, tra cui la prima edizione del premio Intersezioni, per il romanzo d’esordio Napoli Mon Amour. Non resta che aspettare giugno per scoprire la cinquina, ma non ci sarebbe da stupirsi se Giovanissimi fosse uno dei cinque finalisti del premio istituito dalla Fondazione Bellonci. Forse è azzardato prevedere la vittoria, ma è un romanzo che ha tutte le carte in regola per potercela fare.