19 Aprile 2024

Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla: i libri per parlarne e capire

Il 15 marzo è la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, istituita al fine di sensibilizzare sui disturbi del comportamento alimentare. Anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata (il cosiddetto binge eating) e nuovi disturbi sono infatti diventati un problema sanitario e sociale purtroppo sempre più diffuso in Italia con un’esordio sempre più precoce tra le fasce più giovani della popolazione (con l’insorgenza dei primi segnali già nei bambini di 8/9 anni). Inoltre, le persone più colpite sono le adolescenti con i dca che sono diventati la seconda causa di morte più diffusa tra i giovani, dietro solo agli incidenti stradali. E, a oggi, sono oltre 4 milioni le persone in Italia che soffrono di questi disturbi. Di questi, quattromila non riescono a superarli.

I dca non sono semplici patologie che si possono riassumere in un cattivo rapporto con il cibo e che di conseguenza possono essere risolte con banali suggerimenti quali mangiare un po’ di più, ridurre le quantità o seguire uno stile di vita più sano. Nascondono problematiche psicologiche complesse che vanno ben oltre l’apparenza. Proprio per questo le 126 strutture individuate dalla mappatura dei centri dedicati alla cura dei dca non sono sufficienti, in quanto incapaci di far fronte al numero di richieste sempre più alto.

Ma perché il Fiocchetto Lilla? L’idea di istituire un giorno dedicato nasce per la prima volta nel 2012 con l’associazione Mi Nutro di Vita dall’idea di Stefano Tavilla, un padre che ha perso la figlia Giuli all’età di 17 anni a causa della bulimia, mentre era in lista di attesa per un ricovero in una struttura dedicata, proprio il 15 marzo. Ci sono voluti diversi anni fino a quando la Presidenza del Consiglio ha riconosciuto istituzionalmente la Giornata del Fiocchetto Lilla. Un tassello che offre speranza a coloro che tutti i giorni combattono con un male invisibile. Così come regala uno strumento di comprensione a chi dei dca non soffre ma ha vicino qualcuno che sta lottando, spesso sentendosi impotente.

Se soffri o pensi di soffrire di dca oppure se conosci qualcuno che sta attraversando questi disturbi esiste oggi un numero verde di aiuto nazionale: 800.180.969. Non c’è nessuna vergogna nel chiedere aiuto.

Libri per capirci un po’ di più

I disturbi alimentari sono subdoli, silenti, spesso invisibili all’esterno. Oltre a un supporto psicologico e medico, può essere utile leggere libri e testimonianze di chi ha affrontato un dca. Perché è importante ricordare che dai disturbi del comportamento alimentare si può guarire.

Di seguito una selezione di letture che possono essere utili sia per chi sta affrontando un problema, magari riconoscendosi e sentendosi capito, sia per chi sta vicino ad una persona che soffre di dca. Anche solo per capire meglio emozioni che spesso non si esprimono a parole e trovare un modo per offrire il conforto richiesto. Perché non esiste un modo giusto o un modo sbagliato per essere d’aiuto.

Volevo essere una farfalla di Michela Marzano è la storia dell’anoressia che ha accompagnato per anni la filosofa e scrittrice.

Laurea e dottorato alla Normale di Pisa, nomina a professore ordinario all’università di Parigi: è una vita all’insegna del dovere quella di Marzano che l’ha portata negli anni a far sempre di più e a cercare di avere il controllo su tutto. Anche sul proprio corpo. In questo toccante racconto l’autrice ricostruisce la propria malattia, narrando di come alla fine l’anoressia le abbia insegnato a vivere, anche se le ferite non si rimarginano mai completamente.

Finalmente liberi dal cibo di Renate Göckel, una raccolta di racconti sulla bulimia e dei dca in generale.

Dodici storie di vita, di malattia e guarigione nelle parole di donne interviste che hanno sofferto in passato di dca e che costituiscono la prima parte del libro. Il testo prosegue con il punto di vista dell’autrice, psicologa che si occupa da anni della bulimia, riportando le vicende legate ad alcune pazienti. Con l’intento di ricordare, ancora una volta, che dai disturbi alimentare è possibile uscirne.

Briciole: storie di un anoressia di Alessandra Arachi è un racconto crudo e diretto su un male che diventa visibile troppo tardi.

L’inizio della fine, come spesso accade, arriva nel pieno dell’ adolescenza dell’autrice. Il costante confronto con gli altri, un corpo che cresce e cambia ma non nel modo in cui vorresti e la folgorante idea che forse, per restare al passo, basti dimagrire. Inizia così una spirale discendente verso l’anoressia. Ma poi arriva la faticosa ma liberatoria risalita, che porta alla rinascita.

Non mi sono mai piaciuta di Valentina Dallario, una storia di rinascita dalle tenebre.

Valentina pesava 37 chili, piange ma è felice. Grande appassionata di musica e dj Valentina Dallario odia specchiarsi, odia il suo fisico fino ad arrivare a non mangiare più. Si priva del cibo fino ad arrivare ad un peso pericolosamente basso, da persona anoressica. Una discesa che frena nel momento in cui Valentina inizia le cure per sconfiggere il suo dca. Oggi ce l’ha fatta e lo racconta anche tramite il format scolastico dell’associazione “Animenta”, per sensibilizzare sul tema.