Fourth Wing di Rebecca Yarros

Fourth Wing, l’attesissimo best-seller di Rebecca Yarros, è uscito a novembre per Sperling & Kupfer. Il romanzo è il primo della Empyrean Series, che prevede cinque volumi. Si tratta di un fantasy romance con la quale l’autrice esordisce, portandoci direttamente davanti al cancello dell’Accademia militare di Basgiath. Già dalla prima pagina si viene catapultati tra tra vendette, intrighi, cavalieri e draghi.

L’uscita italiana del secondo volume, Iron Flame, è prevista per gennaio 2024.

Trama

L’accademia militare di Basgiath è la famosissima scuola per diventare cavalieri di draghi più spietata ed elitaria che ci sia. Una volta entrati non si hanno altro che due possibilità: laurearsi o morire.

Violet Sorrengail già si immaginava a passare i prossimi anni circondata dai suoi amati libri e immersa nel silenzio della biblioteca. Nulla di più lontano da ciò che le sta per accadere. Sua madre le ha ordinato di unirsi ai candidati disposti a qualunque sacrificio pur di diventare parte dell’élite di Navarra: i cavalieri di draghi.

Ma Violet ha solo vent’anni e un corpo ancora poco allenato alla battaglia: la morte per lei potrebbe arrivare in un lampo. I draghi, infatti, non si legano agli umani «fragili», ma li inceneriscono. E la maggior parte degli studenti non si farebbe scrupoli nell’eliminare Violet pur di migliorare le proprie possibilità di successo. Infatti, tutti gli altri la eliminerebbero volentieri pur di punire la temibile madre, compreso Xaden Riorson, il cavaliere più forte e spietato del Quadrante.

E così Violet ogni sera va a dormire con la sfida di riuscire a vedere l’alba del giorno dopo…

Basgiath: metafora delle sfide della vita

“A dragon without its rider is a tragedy.
A rider without their dragon is dead.”

Il libro si apre direttamente con l’arrivo di Violet Sorrengail, la protagonista, all’Accademia militare di Basgiath. Il lettore si ritrova catapultato, esattamente come lei, di fronte alle sfide spietate che occorre superare per essere ammessi nel quadrante riservato alle forze armate d’élite di Navarre: i Cavalieri dei draghi. Oltre a dover sopravvivere alla formazione e all’addestramento militare, Violet si troverà anche a scoprire segreti sulla politica dell’impero.

Difatti, l’Accademia si rivela un vero e proprio campo di battaglia, una sorta di Hunger games. Qui i candidati sono pronti a tutto per arrivare alla fine. E’ un luogo in cui non importa a nessuno onorare le morti e in cui non vi è interesse nell’allenare dei cavalieri allo scontro. L’obiettivo dell’Accademia consiste nel creare armi da usare in guerra e soldati pronti ad obbedire e a sacrificare ogni cosa. Una macabra giostra da cui si può scendere solo con la morte.

L’Accademia diventa una metafora della vita reale. Un luogo in cui le sfide sono all’ordine del giorno, dove segreti, intrighi e vendette sono dietro l’angolo. Dove solo dimostrando coraggio, determinazione, astuzia e intessendo forti legami( ma anche accettando di non piacere a tutti) si possono superare le difficoltà. Perché solo sfidando se stessi e i propri limiti si possono davvero comprendere il proprio valore e acquisire nuove consapevolezze. Esattamente come accade alla protagonista.

Violet: protagonista ‘badass’, forte e anticonvenzionale

“But I will not run. I wouldn’t be standing here if I’d quit every time something seemed impossible to overcome. I will not die today.”

Violet Sorrengail ha il cognome giusto nel posto sbagliato, e lo imparerà nel primo momento in cui entrerà a Basgiath, scontrandosi fin da subito con vari personaggi. Infatti, se all’esterno delle mura dell’Accademia i Sorrengail sono rispettati e temuti, dentro è tutta un’altra storia. Qui i cadetti si sentono in dovere di ammazzare chiunque minacci la stabilità dell’esercito o chiunque commetta l’errore di entrare in competizione con loro.

Come se non bastasse, i figli della ribellione non vedono l’ora di farla fuori, in modo molto letterale. A partire da Xaden Riorson, capelli scuri e carattere impossibile, il più potente e spietato capo-ala del Quadrante dei Cavalieri, che non aspetta altro che vendicarsi di suo padre. L’odio reciproco tra Violet e Xaden è tangibile e si basa su motivi ben costruiti e tracciati, concreti, e dalla prima all’ultima pagina ogni loro interazione è elettrica.

Violet è all’apparenza fragile, a causa delle sue disabilità ha una corporatura esile, con ossa decisamente troppo delicate, e appare subito l’anello debole della scuola. Infatti, il suo sogno era quello di inserirsi nel quadrante degli Scribi, se solo sua madre, il generale, non gliel’avesse imposto. Per questo, Violet è completamente impreparata per quello che l’aspetta nell’Accademia militare di Basgiath. Nonostante ciò, lotta per non mostrarsi debole. Usa la testa e cerca soluzioni alternative, non convenzionali. Cerca di sopravvivere a suo modo, restando sempre fedele a se stessa, consapevole dei suoi limite e delle mancanze. La sua forza interiore, l’intelligenza e la capacità di far fronte con coraggio agli ostacoli la rendono un’eroina degna del termine, dotata di compassione, generosità e umanità, oltre che di positività e senso dell’umorismo.

Sarà costretta ad affrontare prove fisiche, combattimenti corpo a corpo e a dover sopravvivere a ogni singolo giorno di addestramento, mettendosi costantemente alla prova sfidando se stessa, e vincendo grazie alla sua astuzia, alla sua determinazione e a tantissimo addestramento.
Il suo è un percorso di crescita completo, su tutti i livelli, che rafforzerà non solo il suo corpo, ma anche il suo spirito. Se all’inizio infatti è stata costretta ad entrare nell’accademia, ad un certo punto, grazie alle nuove consapevolezze acquisite, farà di tutto per portarla a temine e diventare così un Cavaliere dei draghi.

“Fascinating. You look all frail and breakable, but you’re really a violent little thing, aren’t you?”

Considerazioni finali

Fourth Wing può essere inquadrato come un Hunger games scritto da una Armentrout reduce da un rewatch di Divergent ed Eragon. La trama quindi ha degli elementi già visti, e pur non trattandosi di un fantasy ‘puro’, alla Tolkien o alla Martin, ha il pregio di aver creato un mix perfetto e un ottimo connubio tra tutte le componenti che accomunano i romanzi sopra citati, ovvero il trope found family e enemies-to-lovers, alimentato dalla tensione crescente tra Violet e Xaden, magnetici e travolgenti; l’azione, il rischio, l’adrenalina.. e soprattutto i draghi. L’intensità del legame fra draghi e cavalieri, infatti, ricorda molto quello ben descritto da Paolini in Eragon, con dei riferimenti anche a La ragazza drago di Licia Troisi.

Con uno stile scorrevole e un linguaggio semplice e diretto, fluido e informale, dei dialoghi freschi e frizzanti, personaggi ricchi di sfaccettature e un ritmo incalzante, ma ben equilibrato, l’autrice rende il volume un’esperienza immersiva, un vero e proprio page turner, dove amore, odio, magia e avventura si intrecciano in un crescendo emotivo continuo e costante, fino ad arrivare a incredibili colpi di scena che culmineranno in un cliffhanger finale.

Il romanzo della Yarros si avvale di una struttura ben bilanciata, costruita attorno a quello che rappresenta indubbiamente il  punto focale della narrazione: ovvero, la possibilità che esista un tipo di forza, più importante di qualsiasi altra, che non ha nulla a che fare con quella prettamente fisica.