Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi: imparare a cogliere l’attimo

La letteratura giapponese risalta sempre per la sua delicatezza e per la sua capacità di accarezzarti l’anima. Se ne avete già assaporato il profumo con Murakami, Yoshimoto o Sōseki, posso garantirvi che con questa lettura aggiungerete tranquillamente Kawaguchi alla lista. Nonostante siano scrittori con grandi differenze nel loro modo di scrivere e di raccontare le storie, li accomuna la particolarità di riuscire a farmi immergere in mondi magici ed onirici senza alcuna difficoltà.

L’autore riesce a parlare di temi molto importanti nella maniera più semplice possibile e, nonostante l’aggiunta di elementi di realismo magico, riesce a far immergere il lettore nella normalità e profondità degli eventi. La storia, negli anni si è ampliata raggiungendo la quota di 4 pubblicazioni continuative, ma che si possono leggere indipendentemente l’una dall’altra (tutte pubblicate da Garzanti editore):
Finché il caffè è caldo (2020)
Basta un caffè per essere felici (2021)
Il primo caffè della giornata (2022)
Ci vediamo per un caffè (2023)

In realtà è stata annunciata da poco la data di uscita del quinto capitolo della saga: Quando il caffè è pronto, prevista per gli inizi di gennaio 2024.

Finché il caffè è caldo

Il romanzo è ambientato in una caffetteria giapponese, un luogo fuori dal tempo all’interno di una grande metropoli. Un luogo dove seguendo alcune regole, secondo la leggenda, si può viaggiare nel tempo per rivivere un particolare momento della propria vita.

Le quattro storie raccontate nel libro riguardano Fumiko, Kotake, Harai e Kei. Quattro donne diverse tra loro, con i loro personali rimpianti e dolori da affrontare. Quattro donne che amano uomini, sorelle e figli, speranzose di poter rimediare ad un errore passato per fare pace con se stesse e riuscire a vivere diversamente il presente.

Ecco le regole da seguire per poter tornare nel passato:

  1. Si può viaggiare nel tempo una sola volta
  2. Si può tornare indietro nel tempo solo se ci si siede su una determinata sedia del locale (non sempre libera) e se una determinata cameriera ti serve una tazza bianca di caffè
  3. Non ci si può mai alzare dalla sedia durante il viaggio o si verrà riportati immediatamente nel presente
  4. Una volta nel passato si possono incontrare solo persone che sono state all’interno della caffetteria
  5. Qualsiasi cosa si decida di fare, nel passato, non si potrà cambiare la realtà del presente
  6. Il viaggio ha un limite di tempo e finisce quando il caffè servito diventa freddo. Se il caffè non viene bevuto completamente fintanto che è caldo, si rimarrà intrappolati in quel momento senza poter più tornare al presente

Con tutte queste regole verrebbe da chiedersi a che serva tornare nel passato solo per poco tempo e senza poter cambiare il presente, e proprio per questo motivo sarà pochissima la gente a decidere di compiere il viaggio, ma durante la lettura si capisce l’importanza di queste regole e si impara ad accettarle.

Infatti, si arriva a comprendere che non è tanto importante il cambiamento del corso degli eventi, ma il modo in cui noi decidiamo di affrontare gli eventi passati. In particolare, l’ultima regola, la più importante, nasconde al suo interno la morale del libro: la vita va assaporata sorso dopo sorso, qui ed ora, perché concentrarsi troppo a lungo sul passato può condurti a restare intrappolato al suo interno.

Considerazioni

Il romanzo è breve e si gusta delicatamente, pagina dopo pagina, immergendosi a pieno nelle quattro storie e nelle loro risoluzioni. Kawaguchi mi ha conquistata e questo libro ha sicuramente lasciato qualcosa, dentro di me, su cui pensare.

Oltre ad aver amato l’ambientazione e ogni singolo personaggio, ho trovato un ottimo spunto di riflessione su tutti quei momenti che non abbiamo colto quando potevamo e sull’importanza di manifestare i nostri sentimenti quando ne abbiamo l’occasione. Spesso non diciamo quello che vorremmo dire, non esponiamo i nostri sentimenti o non diamo importanza alle emozioni altrui, diamo per scontate le relazioni e ci affidiamo al futuro, sperando che possa esserci un’altra occasione per rimediare. Con il tempo, però, queste mancanze diventano rimpianti, fardelli enormi da cui non riusciamo più a liberarci, e ci ritroviamo a capire troppo tardi che l’occasione giusta ormai è passata e l’abbiamo persa.

Alla fine del libro si arriva alla consapevolezza che bisogna dare importanza ad ogni momento della propria vita, perché ognuno di essi è unico ed irripetibile. Bisogna esporsi, rischiare, aprirsi e dedicare attenzioni a chi ci ama e a chi amiamo. E infine che per vivere il presente bisogna lasciare che il passato resti nel passato. Carpe diem.