Estranei: una ghost story su rapporti umani e solitudine

Estranei, comparso in Italia nel 2005, è stato recentemente ristampato dalla casa editrice Nord. Di ispirazione per l’omonimo film della Searchlight Pictures, è nato nel 1988 dalla penna del giapponese Taichi Yamada (1934-2023).

Foto Taichi Yamada autore libro Estranei

Dopo la laurea, Yamada iniziò la sua carriera lavorativa presso la Shochiku, un’importante casa di produzione e distribuzione cinematografica. Lì fece da assistente, tra gli altri, al regista Keisuke Kinoshita, nominato nel 1955 al Golden Globe per il miglior film straniero con Ventiquattro occhi. Dal 1965 continuò come freelance a scrivere sceneggiature per il cinema e la televisione, ricevendo importanti riconoscimenti. Tra questi, vari Japan Television Awards, il Ministry of Culture New Talent Prize, un Japanese Academy Award e il Prime Minister’s Prize.

Allo stesso modo, anche la sua produzione letteraria fu prolifica e apprezzata dalla critica letteraria. Nello specifico, Estranei ha ricevuto il Premio Yamamoto Shūgorō e il Grande Premio della Letteratura Giapponese.

Copertina libro Estranei

Trama

Il protagonista, Hideo Harada, è uno sceneggiatore televisivo ultraquarantenne residente a Tōkyō. La sua carriera non ha mai raggiunto l’apice del successo e nemmeno la sua vita privata va alla grande. Infatti, ha appena divorziato dalla moglie e non ha un bel rapporto con il figlio, tanto che i due non si vedono quasi mai. Il divorzio, poi, lo ha lasciato quasi al verde, costringendolo a trasferirsi nell’appartamento che prima usava come ufficio.

Stare da solo lo rende ben presto consapevole di quanto la sua vita sia miserevole e priva di gioie vere.

“A che cosa si riduceva, comunque, questa mia vita? Dedicarmi a occupazioni casuali che si presentavano una dietro l’altra, godere dei momenti di emozione che ogni piccolo sommovimento recava prima di scomparire in lontananza, senza però conservarne alcuna durevole riserva di saggezza. Ogni nuovo giorno trascorreva pressoché identico. Non avevo mai raggiunto la maturità, e intanto l’età mi rendeva sempre più debole”.

Quello che più lo colpisce, però, è il senso di solitudine che lo opprime con forza. Alla sera, quando gli uffici adiacenti al suo chiudono, tutto il condominio diventa estremamente silenzioso, lasciandolo solo con i propri pensieri.

“Forse non mi sentivo così a mio agio con la mia solitudine quanto mi piaceva pensare. Forse avevo desiderato di stare di nuovo da solo soltanto per liberarmi dai ceppi di moglie e figlio, e ora che avevo davvero riconquistato la mia indipendenza scoprivo di non essere affatto così indipendente, dopotutto”.

Facendo un’eccezione, la sera del suo compleanno decide di uscire, nella speranza di fuggire momentaneamente dalla sua scialba realtà. Come spinto dall’inconscio, si reca nel quartiere di Asakusa, dove non metteva più piede da anni a causa di un fortissimo trauma. Infatti, vi abitava da piccolo con i suoi genitori, che morirono in un tragico incidente quando lui aveva solo dodici anni. Si reca in un teatro per passare il tempo, ma all’improvviso tra il pubblico nota un uomo praticamente identico all’immagine di suo padre, cristallizzata nei ricordi. Per quanto questo incontro lo turbi notevolmente, non riesce a fare a meno di guardare quell’uomo, che alla fine si avvicina e gli propone di seguirlo a casa sua. Hideo accetta, quasi senza esitazione, ma quando arrivano a destinazione rimane senza parole. La donna che li accoglie, infatti, sembra la reincarnazione di sua madre!

Non possono certo essere i suoi genitori, morti da una trentina d’anni. Nonostante cerchi di autoconvincersene, però, Hideo è come stregato da quella coppia e dalla felicità che emana.

“Gli avvenimenti di quella sera avevano completamente trasformato il mio stato d’animo. Quella straordinaria coppia mi aveva strappato all’oscura solitudine nella quale mi ero così disperatamente impantanato”.

Inizia ad arrovellarsi per cercare di dare un senso logico a questo particolare episodio, ma non è affatto semplice.

“Era sembrato tutto troppo reale per essere un’illusione, ma per me era più semplice accettare che ne fosse stato responsabile un temporaneo disturbo emotivo, piuttosto che cercare un’altra spiegazione. Certo, non era particolarmente piacevole dover ammettere una debolezza mentale capace di innescare turbe del genere, ma sembrava il modo più plausibile di spiegare la mia esperienza di quella notte”.

Chi sono quelle persone? Qual è il loro rapporto con Hideo? Lui preferirà rifugiarsi in quella strana illusione d’infanzia o tornerà alla sua triste realtà?

Estranei: introspezione di un uomo solo e fragile

Lo scrittore Bret Easton Ellis ha definito Estranei una “ghost story di ammaliante lucidità”. Tuttavia, per quanto l’elemento soprannaturale sia uno dei pilastri di questo romanzo, non bisogna leggerlo pensando che faccia paura. Infatti, il vero cardine della narrazione è l’introspezione del protagonista, che si interroga sulla propria vita e su sé stesso. Sono davvero molti i suoi monologhi, riducendo notevolmente lo spazio disponibile per le scene d’azione.

D’altro canto, si ha l’impressione che alcuni momenti clou della trama vengano superati troppo velocemente, nel giro di una o due pagine, lasciando un po’ di amaro in bocca.

Nel complesso, quindi, risulta una lettura piacevole, che affronta temi come la solitudine, l’amore, la nostalgia e la difficoltà dei rapporti umani. Ciò nonostante, alcune tematiche potevano essere approfondite maggiormente e certi personaggi potevano essere caratterizzati più nel dettaglio.