Equinox, urban fantasy investigativo tra i cimiteri Vittoriani di Londra
Chi ha avuto la fortuna di visitare Londra sul finire dell’estate, conosce l’atmosfera irresistibile che la permea. Quell’atmosfera sospesa, tra l’estate che volge al termine e l’autunno che si fa strada, in cui sembra che tutto possa succedere. Il cielo plumbeo, la caligine della nebbia e dello smog, le prime isolate e timide foglie che scricchiolano appena sotto le suole delle scarpe. L’’arietta tiepida, un po’ birichina: sarà meglio indossare il cappotto? e l’ombrello, dovrei forse portarlo con me? Proprio quell’atmosfera di minaccia nell’aria, magistralmente ricreata, ci accoglie e ci accompagna lungo tutta la storia di Equinox, urban fantasy investigativo edito Gainsworth Publishing e scritto dall’autrice e insegnante di Storia romana Chiara Strazzulla.

Un ispettore della polizia e un esperto di arti occulte costretti a collaborare per risolvere una serie di brutali omicidi.
Londra, 1986. I grigi cimiteri vittoriani della città vengono imbrattati di sangue e viscere umane a seguito di una serie di brutali omicidi misteriosi. Sta a William Ashcroft, ispettore della Metropolitan Police, cercare di risolvere il mistero. Ma quando, per la ferocia inumana degli assassinii e il riscontro di simboli esoterici sulla scena del crimine, emerge la possibilità di un carattere rituale degli omicidi, lo scettico e razionale ispettore capisce che non può farcela da solo. Arriva in suo aiuto l’altrettanto misterioso David Marko, esperto di arti occulte, che si fa trovare stranamente al posto giusto al momento giusto. Al suo fianco, William inizia a mettere da parte perplessità e pregiudizi, venendo a patti con l’assurda realtà dell’esistenza di un mondo parallelo a quello a lui noto. Il tutto per trovare il colpevole ed evitare che una temibile e potente entità arcaica si risvegli dalle tenebre.
Un mistero che si disvela lentamente tra sedute spiritiche, amuleti e draghi cinesi
Pur agganciando il lettore dalle primissime pagine, il romanzo si prende il suo tempo a decollare. La penna si sofferma a lungo e minuziosamente sull’ambientazione e le atmosfere, dalla piovosa e gotica Londra, al caos e il tran tran della centrale di polizia, alle raccapriccianti scene del crimine. Ci racconta di rituali magici, occidentali e orientali, organizzazioni segrete e gerarchie di maestri e allievi, amuleti e sigilli, cerchi magici e viaggi astrali. In un modo così esaustivo da mostrare il grande lavoro di ricerca che vi è dietro.
La trama procede e nonostante le descrizioni in alcuni punti rallentino il ritmo della narrazione, vi è comunque un crescendo di tensione, e il mistero, che pure forse non è tanto elaborato quanto uno di Agatha Christie, si disvela a poco a poco, in un percorso gestito fino alla resa dei conti con grande abilità dalla scrittrice nonostante fosse alquanto tortuoso per i personaggi.
Un eccezionale cast di personaggi ben definiti
Personaggi numerosi, ma tutti straordinariamente tratteggiati e caratterizzati, dai protagonisti a ai personaggi secondari. Dal commissario William diffidente ma mai ottuso, coraggioso e concreto che impara a poco a poco a conoscere e accettare David Marko, praticante di arti occulte schivo e ostico che nasconde una grande fragilità. Arrivando ai personaggi secondari, ai quali viene dato altrenttanto spessore: dalla moglie di William tenace avvocato di successo, il bigotto ma premuroso sergente irlandese Michael Shelton e tanti altri, tutti unici e credibili. Tuttavia la parte meglio riuscita risulta la descrizione dell’evoluzione del rapporto tra i William e Marko, che riescono a superare le divergenze e avvicinarsi profondamente pur forse mai toccarsi realmente.
Un romanzo da leggere per perdersi nelle descrizioni minuziose e nelle atmosfere ben riuscite, già settate sin dalla prima pagina del libro che si apre con una citazione di Alesteir Crowley, noto enigmatico esoterista. Una storia che ci ricorda che a volte anche le convinzioni più solide possono venire stravolte e questo non è necessariamente un male. Quando anche voi verrette ammaliati e catturati dalle vicende dell’Ispettore Ashcroft, non vi resterà che sperare che l’autrice ci regali nuovi episodi, come forse lascia intendere nel finale appena aperto. Nel frattempo potreste trovare conforto tra le pagine de Il Sole Nero di Arthur James Flamel sempre edito Gainsworth Publishing, urban fantasy poliziesco anch’esso, molto diverso ma che con Equinox condivide senz’altro una sottile ironia.