19 Aprile 2024

Ella di Elisa Cadario, l’arte nonostante tutto

Ella di Elisa Cadario, pubblicato da Rossini Editore, è la storia di una dolorosa ricerca della propria identità attraverso la dolcezza dell’arte e dei colori.

È la storia di una donna che chiameremo Ella, in lotta con un padre che non le permette di dare libero sfogo alla sua arte. Allo stesso tempo, però, è intenzionata a trovare nel suo profondo il coraggio per diventare grande, emanciparsi dal padre e nuotare nella sua voglia di dipingere.

Ella è in apnea, a poco a poco sprofonda: solo sfiorare i colori e fare bello un foglio di carta la può far tornare in superficie.

Ella

Una giovane donna senza nome

Ella è il titolo del racconto ma è soprattutto una giovane donna senza nome ma con le idee chiare. Il suo desiderio è dipingere nonostante il divieto di un padre spesso duro e severo.

Ella ha un temperamento scostante. A tratti mostra una fragilità infantile, a tratti si fa audace e trova la forza per nascondersi la notte e rubare colori con il solo scopo di creare in libertà. Il cuore batte all’impazzata per le bugie, per i gesti rallentati pur di non far rumore per le scale buie e fredde, la via verso quello che vuole.

Ma non le interessava molto su cosa posava la sua arte; sì certo, era meglio un foglio bianco bello e pulito, ma anche quelli le bastavano.

Non le importava su cosa, le importava poter disegnare. Era per lei come entrare in una realtà surreale, solamente sua, in cui poteva essere lei, e solo lei.

Solo lei, i colori e il foglio.

Non bisognava pensare.

Non la mente, solo il cuore. Una realtà fatta di emozioni.

Ella e lo scantinato

Lo scantinato come simbolo della profondità dell’anima. Appare come il simulacro di un luogo nascosto e grezzo, dove le pulsioni borbottano e portano a galla le sensazioni più vere. Qui Ella dipinge di notte. Ma lo scantinato è anche il luogo dove nascondersi e fermare il tempo, dove sentirsi al sicuro e più reale.

Passano i mesi ed Ella scende nel suo luogo segreto innumerevoli volte: qui sperimenta e si esercita in paesaggi più complessi, prova tecniche astratte e mescola i colori.

Si innamorava, ogni giorno di più, della sua arte. […]

Ormai scendere nello scantinato era diventata un’abitudine. Si muoveva con sempre più dimestichezza, sempre prestando attenzione a mantenere quel silenzio fondamentale.

La rabbia del padre e il buco nero

Ella è felice: ha concluso il suo primo dipinto. “La sua prima vera opera d’arte.”

Rappresentava la sua speranza; ella nel suo candido animo; la sua passione; il suo essere artista; il suo donarsi all’arte. […] Di fronte a tanta bellezza, di fronte a tanto splendore.

Ora sulla strada di casa, verso la realtà. Malinconica. Eppure felice

Poi, “crude mani su un corpo candido” riportano Ella alla triste realtà. Arriva il momento della paura e della violenza e il lettore subisce e respira il suo strazio. Lei è spaventata e rannicchiata sotto le urla e le grandi mani del padre. E dove finisce la sensazione bella e pura di aver finalmente realizzato un dipinto? L’epilogo, poi, lascia senza parole.

Un linguaggio poetico per un racconto blu notte e rosso vivo

Lo stile poetico e raffinato fa sembrare il racconto sospeso: senza carne, senza tempo, senza realtà. È il luogo del sogno, forse, e succede la notte, oppure è il luogo di un ricordo lontano.

Il linguaggio fa venir voglia di leggerlo tutto d’un fiato, curiosi di notti nascoste e sempre diverse. Permette di entrare nel mondo intimo di Ella e questo racconto è proprio per chi apprezza romanzi emozionali e soffusi, capaci di mettere le sensazioni e i desideri al centro.