Eco di Cesare Sinatti
Resi è una ragazza come tante altre, una di quelle che la mattina si sveglia, va a scuola, si siede al banco, segue le lezioni, cresce, diventa un’adolescente, si innamora, litiga con le amiche, affronta il lutto di un fratello, non sa cosa studiare all’università, lascia la casa, lascia la famiglia, parte e va via. Questo è quello che, in pochissime parole, succede in Eco, il secondo romanzo di Cesare Sinatti, uscito in marzo per la casa editrice Italo Svevo Edizioni.
Il libro è una riflessione sull’amore e sulle trasformazioni che ne derivano, un invito al lettore a interrogarsi sulla propria identità. Quanto di ciò che sei e di ciò che credi appartenerti è solo eco? Quanto è solo sogno? Quanto eco e sogno diventano una cosa sola?

Il sogno di Resi
Tutto comincia da Orfeo che è tra i suoi libri, nelle sue riviste, nella sua chitarra, nelle sue ginocchiere per la pallavolo e nei suoi vestiti dispersi nella camera. Questo specchio e questa stanza che continuano a tornare nei suoi pensieri notturni più reconditi. A questi, Resi vuole, a tutti i costi, trovare una spiegazione, capire perché arrivano sempre a bussare quando meno se lo aspetta e perché le lasciano questa sensazione di vuoto e paura.
Questo suo sogno viene interpretato in modo diverso da ciascuno dei personaggi a cui lo racconta. Infatti, ogni capitolo diventa quasi il susseguirsi delle loro riflessioni che porta con sé altre storie. E i fili delle loro esistenze appaiono al lettore come pezzi di uno specchio rotto, specchio che torna. Le vicende dei suoi amici, dei suoi parenti e delle persone che le sono sempre state intorno, si intrecciano con quelle di Resi. Dalla provincia marchigiana in cui è cresciuta a una Toronto fredda e distante, la protagonista attraversa le vite di tutti loro come un’ombra leggera, rimanendo incomprensibile anche a sé stessa.
I sogni ricorrenti
Il suo è un sogno ricorrente che si ripete nel tempo e che tende a presentarsi in momenti di stress, cambiamento o conflitto. Questi sogni spesso riflettono una parte non risolta della psiche o un conflitto emotivo che la persona non è riuscita a risolvere nella vita cosciente. Possono essere simbolici e, da un punto di vista psicologico, sono considerati segnali di una ciclicità emotiva che non viene affrontata. L’insistenza con cui si ripetono suggerisce che il subconscio cerca di attirare l’attenzione della persona su un problema irrisolto o su una paura che deve essere affrontata.
Questo è quello che succede a Resi, che prima di tutto ci viene raccontata da Greta, sua zia. Così si entra subito a gamba tesa nella sua storia familiare. Lo scrittore ci svela fin dalle prime pagine che la protagonista ha perso, probabilmente troppo presto, un fratello a cui era fortemente legata. Questa perdita inevitabilmente ha segnato in modo profondo la sua famiglia.
“Sei giovane, ma già lo sai che certe cose succedono e sono irreversibili. Solo che tu puoi cambiare ancora tanto, mentre per zia ormai è quasi tutto irreversibile. […] Anche lo specchio nel tuo sogno potrebbe essere questo, no? Tu che ti rifletti. In fondo, i sogni sono anche un po; dei rebus”.
La rete sociale di Resi
Come tutte le adolescenti, Resi ha delle amiche con cui esce, si confida, litiga e da cui si distacca quando incontra Orfeo, come accade spesso con il primo amore. Tramite Valeria, scopriamo l’ultimo anno di liceo di Resi, la scelta universitaria che tanto la confondeva, i primi legami che tendono a incrinarsi.
L’adolescenza è un periodo di scoperta e cambiamento, un momento in cui l’amore si manifesta in forme nuove e spesso travolgenti. È un viaggio che ci segna, ci trasforma e, a volte, ci lascia ferite. Ma è proprio in quei primi amori che impariamo a conoscere noi stessi, i nostri desideri e le nostre vulnerabilità. Le emozioni intense e contrastanti che caratterizzano questa fase della vita, come la passione, la confusione e la speranza, sono il terreno fertile per la crescita personale e l’apprendimento delle relazioni interpersonali. Il cuore di Resi è un universo in espansione, che si apre a infinite possibilità, anche se spesso ci si trova a dover fare i conti con le prime delusioni.
Si dice: sbagliando si impara. Si sbaglia una volta e si impara. Ma ogni volta è diversa dall’altra: a che serve imparare? Ogni volta si sbaglia di nuovo. Quello che impari è sempre già vecchio, rispetto alla vita. E la vita che impari, la vita che vuoi, non succede. Non viene al mondo, non nasce. Una vita che è solo pensata. Ma non sono la vita, i pensieri?
La famiglia
Invece, tramite Andrea, il fratello ancora presente nella sua vita, leggiamo un’altra storia. Il suo è il punto di vista di chi rimane in vita, di chi sente il peso di una famiglia che sembra essersi fermata nel tempo, di chi lotta per andarsene e prova a condurre una propria vita staccandosi dai legami familiari pronti sempre a giudicarlo e a dire la sua.
Quello che accade in seguito alla perdita di un figlio è che, spesso e volentieri, i genitori possono trovarsi a vivere come in uno stato di sospensione, come se il tempo si fosse fermato dal momento della perdita. Le risate, le feste e le esperienze quotidiane perdono il loro significato, mentre la memoria del figlio scomparso diventa pervasiva, un’ombra che aleggia su ogni gesto. In questi momenti, non è raro che i genitori si concentrino su ciò che è stato perduto, invece di guardare a ciò che resta. La presenza degli altri figli può sembrare, in un primo momento, irrilevante, o come se non fosse sufficiente a colmare il vuoto lasciato dalla perdita.
Leggendo il capitolo di Andrea, si sperimenta tutto ciò proprio perché il dolore ha creato silenzi, distanze e incomprensioni. Tramite la sua storia e il suo punto di vista scopriamo il dolore e la sofferenza di Resi, ma anche la sua voglia estrema di non prenderne piú parte.
Il periodo universitario
Grazie a Claudio, relatore della tesi universitaria di Resi, invece scopriamo i suoi anni a Siena e in Canada. Qui leggiamo di una Resi diversa, cresciuta, matura che ha preso la sua strada, si è staccata da quella famiglia che tanto amava quanto la opprimeva, e si è lasciata andare inseguendo i suoi desideri. Attraverso il suo professore, Cesare Sinatti ci porta nel cervello del libro. Attraverso la descrizione di una lunga e intensa serata tra due professori universitari, ci prende per mano e ci fa viaggiare dentro il mondo degli scrittori e dei lettori, un mondo che può far isolare ma che, allo stesso tempo, ti fa immergere dentro le parole.
Ci si domanda perché e per chi si scrive, per cosa e per come, cosa è importante scrivere e cosa non lo sia, cosa rimane di quel non detto e cosa viene esplicitato. Possiamo azzardarci e dire che in questa parte c’è una lezione di scrittura moderna che riprende i grandi della letteratura e che insegna come si dovrebbe leggere, scrivere e sognare al giorno d’oggi. Inoltre, si mescolano emozioni e sentimenti, dalla paura e inadeguatezza di non essere mai all’altezza, fino ad arrivare alla felicitá, alla gioia e alla sensazione di liberazione.
“Lei sa cosa diceva sempre Nabokov su chi tentava di utilizzare la psicanalisi per comprendere i suoi personaggi? Che era un’impresa vana, perché un personaggio fittizio non ha davvero una psiche da analizzare”.
Tre parole per descrivere questo libro
Abbiamo chiesto a Cesare di dirci tre parole per descrivere il suo romanzo. Ecco quello che ci ha risposto:
Le tre parole con cui descriverei Eco sono: “Io sono qui”.
Ti offro tre motivi:
- Sono le prime tre parole del libro.
- Sono parole che compongono una frase semplice.
- Sono parole che, in questa frase semplice, descrivono una relazione fra chi le pronuncia e ciò che ha intorno.
La relazione fra chi le pronuncia, in questo caso Resi, e ciò che ha intorno (tutte le relazioni descritte fino ad ora e il mondo circostante), sono la chiave fondamentale e di lettura di tutto il romanzo, il quale si chiude con Sam e il periodo in Canada, freddo, gelido, che scalda il cuore della nostra protagonista. Sará un cuore che ha preso pace? Che ha trovato la spiegazione al suo sogno ricoerrente? Che si chiude e si schiude senza dolore? Questo lo lasciamo scoprire a voi lettori.