L’estate è spesso la stagione in cui tutto cambia: è quello che succede a Rose, protagonista de E la chiamano estate, graphic novel scritta dalle cugine Jillian e Mariko Tamaki, edita in Italia da Bao Publishing. Gli amori estivi, l’emozione e la paura di essere adolescenti che si sovrappone in maniera prepotente ai giochi dell’infanzia, i piccoli – o forse grandi – traumi che cambiano, questi gli elementi che si trovano all’interno di questa storia.

Rose è una giovane ragazzina pronta ad entrare nel mondo dell’adolescenza. Come tutte le estati si trova a passare le vacanze ad Awago Beach, località lacustre balneare, insieme a Windy, l’amica estiva di sempre. Ma la protagonista non è più la bambina di appena un’estate fa: se una parte di se è ancora attratta dai giochi e dalle attività dell’infanzia, dall’altro inizia ad avere una nuova consapevolezza e un senso di rifiuto nei confronti di tutto ciò che concerne il mondo dei bambini, in favore di un desiderio sempre più forte di crescere e diventare adulta.

Così le battute di Windy spesso la irritano, inizia ad avere una maggiore coscienza del proprio corpo e a provare un certo interesse nei confronti dei ragazzi. Eppure al tempo stesso ancora si spaventa guardando un film dell’orrore con Windy e cerca l’affetto dei genitori. In un’estate alla ricerca della propria identità Rose scoprirà che diventare grandi è un percorso dolorosamente difficile seppur bellissimo.

In modo sapiente e realistico le Tamaki riescono a portare nelle proprie illustrazioni tutte le difficoltà degli adolescenti, scavando a fondo nei sentimenti della protagonista. Rose si sente grande e piccola, desiderosa di avere la propria indipendenza e bisognosa dell’amore della propria famiglia. E proprio l’ambito familiare si rivela cruciale nel percorso di crescita della ragazzina: nel corso dell’estate il rapporto dei suoi genitori, che fino allora sembrava solido, inizia a mostrare le prime crepe.

La madre non sembra più amare Awago Beach e respinge tutti quelli che li sono vicini al punto che il padre è costretto a andarsene per qualche giorno per lasciare alla moglie i propri spazi. Tutto ciò sarà un trauma per Rose che presto capirà come non sempre le cose funzionino alla perfezione, nemmeno all’interno di una relazione che sembrava pressoché perfetta come quella dei genitori. Anche il dolore della madre sarà qualcosa con cui la protagonista dovrà fare i conti: cosa è successo davvero? Perché la donna non vuole più trascorrere l’estate al lago?

Non sottovalutate questa graphic novel: dalla trama e dalla quarta di copertina può sembrare una storia di e per i giovanissimi. In realtà E la chiamano estate raggiunge un livello di profondità e di analisi delle tematiche tale da rendere l’opera appetibile anche agli adulti. Qui emerge tutta la potenza del libro: essendo un’opera potenzialmente adatta a tutti i lettori, è in grado di avere diversi livelli di lettura e di lasciare messaggi ed emozioni differenti in base all’età di chi la legge.

I ragazzini forse si sentiranno compresi e comprenderanno meglio la dolorosità che il percorso di crescita comporta, gli adulti avranno modo di rivivere le sensazioni del passato. In fondo diventare grandi è un processo universale.

Nel 2014 l’autrice Mariko Tamaki si è aggiudicata il Gran Giunigi come miglior sceneggiatrice proprio per E la chiamano estate.