19 Aprile 2024

Dove vola la polvere di Nguyen Phan Que Mai: la ricchezza della diversità

Nguyen Phan Que Mai torna in libreria dopo il successo mondiale di Quando le montagne cantano, inserito anche nella lista Feltrinelli dei 100 classici del futuro, con un nuovo romanzo incentrato su una tematica poco esplorata in letteratura quella degli amerasiatici. Figli di donne vietnamite e soldati americani. Figli di passioni, avventure e violenze. Figli della guerra.

Dove vola la polvere è uscito in libreria a Settembre 2023, pubblicato dalla casa editrice Nord.
Anche in questo romanzo troviamo alcune delle tematiche trattate nel precedente testo: la Guerra in Vietnam, i legami familiari, un attaccamento puro alle proprie radici e la volontà dell’autrice di lasciare al lettore un messaggio positivo al di là delle conseguenze irreversibili dei vari conflitti vissuti dal territorio.

Sacrificarsi per il bene della propria famiglia

Il romanzo ha un intreccio narrativo complesso, incentrato su tre fili conduttori, ambientati in due contesti storici differenti. Ci troviamo innanzitutto nel 1969 nel Villaggio di Phù My nella provincia di Kien Giang, nel pieno delle guerra del Vietnam. Seguiamo la vicenda di due sorelle, Trang e Quynh, che in seguito all’ultimo bombardamento che ha devastato il loro villaggio si ritrovano a lavorare nelle risaie. Loro padre è un reduce di Guerra, tornato con problemi fisici e psicologici che lo costringono a letto, e la madre è costretta a occuparsi di lui. Sull’intera famiglia gravano pesanti debiti e le insistenze da parte dei loro creditori, tanto che le due sorelle sono costrette ad abbandonare il loro villaggio per trovare un lavoro a Saigon. Una loro amica propone ad entrambe di cominciare a svolgere il suo stesso lavoro, cioè intrattenere i soldati americani in un bar.

Con la speranza di poter cambiare la propria vita e di migliorare le condizioni della propria famiglia, le due sorelle decidono di accettare la proposta di lavoro mentendo ai loro familiari. Purtroppo però il lavoro che si ritroveranno a fare sarà molto diverso da quello che immaginavano e per aiutare economicamente i proprio genitori saranno costrette a perdere la propria innocenza.

Fare pace con il proprio passato

Nel 2016 nella Città di Ho Chi Minh ci sono due uomini che cercano di fare i conti con il proprio passato.
Il primo è Phong, un amerasiatico che non ha mai conosciuto i suoi genitori. Abbandonato dalla madre alle porte di un orfanotrofio e cresciuto da una suora fino alla sua morte, Phong è cresciuto subendo le discriminazioni e il bullismo a causa della sua pelle scura. Per questo motivo viene rigettato dalla società e costretto a crescere per strada, facendo i conti con la povertà e l’emarginazione. La vita di Phong sembra essere un viaggio nella terra di mezzo, alla ricerca della propria identità. Ciò che lo mantiene vivo è il sogno di poter scappare in America per cercare suo padre e vivere in libertà le sue caratteristiche fisiche. Conosciamo Phong all’età di quarant’anni e padre di due figli, mentre è ad Ho Chi Minh per cercare di ottenere il visto per poter andare in America insieme alla sua famiglia. Purtroppo anche questa volta, a causa di circostanze pregresse, il suo sogno sembra non riuscire a realizzarsi mai. Ciò che sembra restare impresso su di lui è il marchio d’infamia che si porta da tutta la vita.

Il secondo uomo è Dan, un veterano americano che pilotava elicotteri in tempi di guerra. Il motivo per cui si trova in Vietnam dopo così tanti anni è quello di provare, secondo la sua terapeuta, a superare un Disturbo da stress post-traumatico (tipico dei veterani). In Dan, infatti, vive costantemente il senso di colpa per le atrocità viste e agite in guerra e il rimorso di aver abbandonato una ragazza vietnamita, con cui aveva avuto una relazione amorosa nascosta, subito dopo aver scoperto che fosse incinta di suo figlio. Dopo tanti anni, insieme alla moglie Linda, decide di ritornare in quel luogo per potersi redimere e per poter rimediare agli errori commessi in gioventù.

Trang, Phong e Dan sono vittime di un conflitto che ha devastato le generazioni passate e future, lasciando segni indelebili e costringendo spesso a compiere delle scelte dolorosissime.

La discriminazione degli Amerasiatici

Durante la guerra del Vietnam sono nati decine di migliaia di bambini in seguito alle relazioni tra soldati americani e donne vietnamite. L’autrice dedica questo libro soprattutto a loro, i figli della guerra.

I soldati americani hanno incentivato la prostituzione in Vietnam per puro diletto maschilista o per sfogare la propria frustrazione militare e, per questo motivo, le donne vietnamite sono state spesso costrette dalle circostanze ad accettare questa condizione pur di sopravvivere o mantenere la propria famiglia. In questi incontri spesso trionfava la violenza, la mancanza di rispetto e l’umiliazione. E molto frequentemente i rapporti si concludevano con gravidanze indesiderate. Un problema unicamente femminile dato che nella maggior parte dei casi non si riusciva a sapere chi fosse il padre, oppure i soldati americani rientravano in America o morivano ancora prima di esserne a conoscenza, o ancora scomparivano volontariamente subito dopo la notizia.

Quello che ne è conseguito per le donne, però, è stato ritrovarsi ad affrontare da sole delle scelte difficili pur di non essere rigettate dalla società o di non sprofondare nella vergogna. I nati amerasiatici, a loro volta, sono stati costretti a pagare queste scelte venendo abbandonati o adottati da altre famiglie. La storia di ognuno di loro è diversa e unica ma accomunata dalle discriminazioni, dall’isolamento e della miseria.

Gli amerasiatici vivono in un limbo e per la società valgono meno della polvere perché si portano dietro i peccati dei propri padri americani, nemici del Vietnam che hanno alimentato una Guerra, distrutto un intero paese e poi abbandonato la nave dopo essere stati sconfitti.

La tematica degli amerasiatici è stata trattata raramente in letteratura, Dove vola la polvere è uno dei primi romanzi sull’argomento pervenuto in Italia. L’autrice ha svolto un grande lavoro di ricerca, mettendosi in contatto con diverse persone e raccontando le loro testimonianze all’interno di questo testo. Ne viene fuori un quadro complesso e sfaccettato. Ancora oggi molti soldati americani fanno ritorno in Vietnam per cercare i propri figli mettendo annunci sui giornali, facendo test del DNA e affidandosi a improbabili truffatori. Allo stesso tempo gli amerasiatici tentano invano di ottenere il visto necessario per emigrare in America e costruirsi una vita migliore. Ma le domande per il visto vengono rigettate nella maggior parte dei casi; infatti pare che le domande prese in considerazione non superino neanche il 10%.

Quando le montagne cantano e Dove vola la polvere: un confronto

In entrambi i romanzi l’autrice si concentra sulla Guerra e le sue conseguenze. Quando le montagne cantano è un saga familiare, lunga tre generazioni e che si dipana lungo tutto il Novecento, che si concentra sui diversi conflitti che segnano la vita dei personaggi, sulla loro grande forza di volontà, coraggio e resilienza.

In Dove vola la polvere l’autrice, senza prendere posizioni, racconta dei fantasmi che perseguitano i veterani. Non le importa di accusare gli americani, ma fa luce sulle conseguenze delle loro azioni dando l’opportunità di rimediare. I soldati americani, quasi tutti appena maggiorenni, si sono trovati a compiere delle azioni, soggiogati e manipolati dal proprio paese di rappresentanza, senza sapere realmente quello che stavano facendo e senza avere la minima consapevolezza delle proprie azioni.

La speranza di un futuro di pace

Nguyen Phan Que Mai ancora una volta ci offre una storia ricca di emozioni, diffondendo un messaggio di speranza e di pace per il futuro. Condivide l’amore per il suo paese senza nascondere le sue contraddizioni e anche in questo caso fa centro.

Dove vola la polvere, a differenza del precedente, non è un romanzo senza difetti e in alcuni passaggi risulta un po’ forzato e banale, anche se imprevedibile. Infatti, vi garantiamo che quando il lettore crederà di aver intuito l’evoluzione degli eventi si troverà inaspettatamente spaesato e incredulo.

Ci teniamo a concludere, però, affermando che la bellezza delle descrizioni delle risaie e della cultura vietnamita così come il trasporto emotivo dato dalle storie dei personaggi e dalle loro caratterizzazioni, abbattano qualsiasi pecca lasciando solo tanta meraviglia. Speriamo vivamente di tornare a leggere presto un nuovo romanzo di Nguyen Phan Que Mai.