Dove sei, mondo bello di Sally Rooney: la fotografia di una generazione

Dopo il successo di Parlarne tra amici (Einaudi, 2019) e Persone normali (Einaudi, 2020), nel 2023 Sally Rooney torna a pubblicare un romanzo dal sapore agrodolce. Infatti, Dove sei, mondo bello conferma di essere scritto per una generazione che si sente persa, preoccupata per il futuro e in continua ricerca della propria identità.

Alternando il racconto degli eventi e della quotidianità a uno scambio di mail tra due amiche, in questo libro, Rooney affronta tutti i temi a lei cari: la preoccupazione per l’ambiente, la contemporaneità, la rincorsa al successo, l’etica, la religione, la politica, i controsensi dell’editoria e della produzione letteraria contemporanea. Tutti argomenti che si incontrano per dare un unico senso al testo, come in tutti i libri dell’autrice, cioè scrivere sul significato dell’essere umano e indagare sull’importanza dei rapporti umani.

Mi dico che voglio vivere una vita felice e che le circostanze per viverla non si sono semplicemente presentate. Ma se non fosse vero? Se fossi io che non riesco a concedermi di essere felice? Perchè ho paura, o perché preferisco crogiolarmi nell’autocommiserazione, o perché credo di non meritarmi qualcosa di buono, o per qualche altra ragione.

I personaggi

I protagonisti di questa storia sono quattro trentenni (Alice, Eileen, Simon e Felix). Quattro persone che anagraficamente dovrebbero essere adulti e maturi, ma che arrancano ancora nei meandri dell’emotività e dei sentimenti. Vivono una vita confusa, con un forte senso di fallimento da cui non riesco a scappare. E cercano di orientarsi attraverso tentativi ed errori.

La nostra corrispondenza è il mio modo di aggrapparmi alla vita, di prendere appunti e così preservare qualcosa della mia esistenza – altrimenti pressochè, se non del tutto, inutile – su questi pianeta in rapido decadimento.

Innanzitutto conosciamo Alice, una scrittrice affermata, che vive di rendita dopo il successo dei suoi primi romanzi. È una donna molto intelligente, indipendente e intuitiva, ma non ama particolarmente fare nuove amicizie. Anzi, le risulta alquanto difficile stringere rapporti a causa del suo carattere caustico e del suo modo giudicante di vivere il mondo esterno. Viene descritta, dagli altri, come un’anima glaciale dall’ironia pungente che spesso allontana inconsapevolmente le persone mettendole a disagio.

La sua migliore amica Eileen, con cui mantiene un fittissimo scambio di email, lavora come redattrice in una rivista letteraria che si occupa di saggi e poesie. Eileen è una donna insicura che vive intrappolata in una ambigua amicizia-relazione con il suo migliore amico, Simon. Entrambi si amano, sin da quando erano piccoli, ma a causa delle loro paure e delle loro personalità sfuggenti sembrano non riuscire a trovarsi per stare insieme. Ed è proprio in questo alternarsi di avvicinamenti e allontanamenti, che i due continuano ripetutamente a ferirsi a vicenda, senza volerlo.

Si guardarono per un lungo istante senza muoversi, senza parlare, e nella terra di quello sguardo erano sepolti anni.

Infine, conosciamo Felix, che irrompe inaspettatamente tra questi tre amici in seguito a un appuntamento con Alice, grazie a una dating app. Felix è il classico ragazzo convinto di se stesso, cinico, arrogante e ha pochissime abilità comunicative a causa di un passato burrascoso. Ma andando avanti con la lettura anche il suo personaggio si sviluppa e si svela, per non farci soffermare solo sulla prima impressione.

La generazione perduta

I millennials raccontati da Sally Rooney sono umani cauti che vivono alla giornata senza mai fare piani a lungo termine, perché il futuro risulta sempre un’incognita a cui è meglio non pensare. Lo sa bene la generazione anni ’90 che vede intorno a sé solo incertezza e precarietà (sul lavoro, sulla famiglia, sui sentimenti). Il mondo bello decantato nel titolo dall’autrice, in realtà, non esiste per i millennials. Tutto ciò che li circonda sta andando in rovina: l’ambiente, la letteratura, l’arte, l’estetica e l’etica umana. Eppure, c’è sempre qualcosa su cui vale la pena avere speranza per ridare dignità al mondo che viviamo: i rapporti umani, con le loro infinite sfumature e complicazioni.

È sempre meglio amare qualcosa che non amare affatto, amare qualcuno che nessuno, e io sono qui, vivo nel mondo, e neanche per un attimo desidero il contrario.

Come in Persone normali, Sally Rooney calca la mano sull’importanza della comunicazione. Tutti i personaggi disegnati dall’autrice, infatti, sembrano avere un’incompetenza comunicativa tipica del giorno d’oggi. Preferiscono scriversi email anziché telefonarsi o incontrarsi per parlarne dal vivo. Oppure preferiscono spulciare più volte al giorno i social di chi gli interessa invece di provare a parlarci direttamente. E infine, preferiscono avere rapporti sessuali interrompendo dialoghi profondi e veri, al posto di affrontare i temi delicati e sensibili che gli consentono di abbassare le difese della propria personalità.

Come ha affermato la traduttrice italiana dell’autrice, Maurizia Balmelli: “Sally Rooney tenta, con estrema lucidità e precisione millimetrica, una ricostruzione dell’essere umano e della sua condanna.” Una condanna che si alimenta a causa della dicotomia tra vita reale e vita ideale. Tra virtuale e realtà.

Consigliato se…

Dove sei, mondo bello è perfetto per tutti, ma soprattutto per la generazione di millennials che si sentono persi e alienati in un mondo che va in frantumi. Queste pagine sapranno farvi sentire capiti e confortati, ricordandovi di dare importanza alle relazioni sociali perché “forse siamo tutti nati soltanto per amare e preoccuparci delle persone che conosciamo , anche quando ci sarebbero cose più importanti da fare.”

Per cui ecco che nel bel mezzo di tutto, con il mondo messo com’è, l’umanità sull’orlo dell’estinzione, io mi ritrovo qui a scriverti un’altra mail a proposito di sesso e amicizia. C’è altro per cui valga la pena vivere?