Dove crescono gli alberi di limone: una storia d’amore dalla Siria

Dove crescono gli alberi di limone, pubblicato dalla casa editrice Piemme nel 2023 racconta di Salma, una ragazza di diciotto anni. Salma è iscritta al primo anno di Farmacia, ama disegnare e guardare i film dello Studio Ghibli, vive una vita normale, circondata dall’amore della sua famiglia, finché la guerra civile nel suo paese, la Siria, non sconvolge tutto.

Salma vede i genitori e il fratello morire, la sua città, Homs, trasformarsi in un inferno a cielo aperto tra bombardamenti aerei, armi chimiche e scorrerie dell’esercito governativo. I medici vengono presto a scarseggiare e chiunque abbia una minima conoscenza in campo sanitario viene promosso al ruolo di infermiere se non chirurgo: è quello che succede anche a Salma, che pur con la sua minima esperienza si trova costretta a mettere accessi venosi, suturare, amputare. È la legge assurda della guerra.
Salma è orgogliosa di aiutare come può il suo paese e i suoi connazionali, ma la vita in ospedale inizia presto a distruggerla: a casa, ogni sera, la attende Layla, sua cognata incinta, unica superstite della loro famiglia. Salma teme per la sua vita, messa a rischio ogni giorno in quel paese dilaniato dal conflitto: comincia a pensare di partire, anche se l’unico modo per lasciare il paese sono i barconi clandestini che solcano il Mediterraneo fino alle coste italiane, un’impresa quasi suicida. Ma l’alternativa a morire in mare è morire sotto le bombe: Salma comincia a mobilitarsi per acquistare uno dei preziosi posti in barca, ma poi incontra Kenan, un ragazzo sognatore, orfano di guerra come lei, che la aiuterà a riscoprire l’amore per la sua Siria, e che inizierà presto a rivelarsi prezioso, così prezioso per lei, e che potrebbe quasi decidere di non allontanarsi da lui, anche se significa rimanere in quella terra dove la Morte è sempre in agguato.

Guerra e migrazione

Come spiega l’autrice nelle note finale, questo romanzo nasce col preciso scopo di divulgare al di fuori dei confini siriani la situazione della guerra civile: per questo motivo, lo stile adottato è molto semplice e immediato. Viene conservata una sorta di ingenuità anche nel descrivere gli aspetti più truci della guerra, eppure nulla viene davvero risparmiato: per questo motivo il libro potrebbe tranquillamente venir letto anche dai ragazzi, magari dalla terza media in su.

Il libro introduce in modo limpido il tema della guerra in Siria, non richiede nessuna conoscenza pregressa dell’argomento, è decisamente indicato se si desidera allargare i propri orizzonti culturali e scoprire un’importante e drammatica realtà.

Un altro degli argomenti affrontati ampiamente dal romanzo è quello della rotta migratoria nel Mediterraneo: ci viene raccontato il punto di vista di chi si vede costretto a salire su una barca pericolante e percorrere un viaggio rischiosissimo sapendo che in palio c’è la sua vita. Sotto questo aspetto, la lotta di Salma per attraversare il mare ricorda la vicenda reale di Yusra e Sara Mardini, le nuotatrici olimpioniche che scappando dalla Siria si ritrovarono a dover spingere la loro imbarcazione a nuoto.

Magia e fede tra le macerie

Le vicende raccontate dal libro sono durissime: gli effetti delle armi chimiche sulla popolazione, la quantità di bambini feriti o uccisi dalle bombe, le famiglie distrutte. Eppure, in diverse occasioni, l’autrice riesce a integrare nella trama elementi di realismo magico che allegeriscono e fluidificano la narrazione.

Fin quasi alla fine aleggia il dubbio su queste figure che circondano Salma, primo fra tutti Kawhf, un jinn che può vedere solo lei che la tormenta e la riempie di dubbi: è un’allucinazione o un essere reale? Un frutto della mente di Salma o dell’Inferno?
Il libro gioca su questa ambiguità sia per incarnare concetti altrimenti molto complessi il trauma e la paura, sia per vivacizzare una trama talvolta un po’ lenta, guidata più da moti interiori dei personaggi che da fatti concreti.

“I limoni non finiranno mai”

Nel libro è centrale anche una storia d’amore, anche questa adatta perfino ai più piccoli perché estremamente casta. Il libro include organicamente nel libro molti aspetti della filosofia di vita musulmana, e il sistema di valori legato a questo credo si manifesta soprattutto nel modo in cui interagiscono protagonista femminile e protagonista maschile, secondo un codice di regole molto rigido e diverso da quello occidentale, che pure non impedisce però ai loro sentimenti di sbocciare.

La storia di Salma e Kenan ha il merito di mostrarci come in altri luoghi del mondo ci si ami in modo diverso, ma comunque ci si ami profondamente lo stesso: non a caso, sempre nelle note finali, l’autrice dichiara di essersi ispirata all’occidentale Jane Austen nella costruzione dell’intreccio romantico che lega i suoi personaggi.

Dove crescono gli alberi di limone è un romanzo drammatico ma attraversato da vene di ottimismo. La Siria non è solo casa, arriva a comprendere Salma, la Siria siamo noi, i figli della diaspora che la porteranno per sempre nel cuore. Ed esisterà la Siria finché esisteranno i siriani.
Non a caso, infatti, il titolo si rifà a un verso del poeta Nizar Qabbani, leitmotiv della storia di Salma:

Ogni limone dà alla luce un figlio, e i limoni non finiranno mai.