Donne da un altro pianeta: l’inversione dei ruoli di genere in una società alternativa

L’antologia fantascientifica Donne da un altro pianeta racchiude 5 storie ambientate in tempi futuristici che vedono invertiti i ruoli di genere imposti dalla società odierna. Trasformando le donne in mostri simili alle mantidi religiose così come vedremo in Pure e il suo sequel, Eiji.
I racconti sono stati portati in Italia dalla casa editrice Atmosphere libri e sono in commercio da Ottobre 2023. La traduzione è a cura di Anna Specchio, che nella postfazione ci regala un’ottima analisi delle tematiche affrontate da Ono Miyuki.

Pure: il primo racconto

Il titolo originale del racconto che apre l’antologia “Donne da un altro pianeta” è Pure.
Pubblicato per la prima volta nel 2019 sulla rivista SF Magazine della Hayakawa shobo e poi diffuso integralmente nel 2020 sulla piattaforma Note, gestita dalla stessa casa editrice. Diventa in breve tempo uno dei più popolari con circa 200.000 visualizzazioni, facendo ottenere a Ono Miyuki il successo internazionale. Scandalizza ma allo stesso tempo apre al dibattito per via dell’impronta femminista e per la rappresentazione del genere femminile. Il racconto si apre con una domanda che la protagonista volge a se stessa: “Quand’è stata la prima volta che ho pensato di voler mangiare un uomo?”.

Un quesito che riesce fin da subito a catturare l’attenzione del lettore, che si trova catapultato in una società dove le donne sono le uniche ad essersi evolute sviluppando nuove caratteristiche fisiche rispetto alla specie Homo Sapiens, cui gli uomini ancora appartengono. Le donne sono alte due metri, ricoperte da squame e con i canini appuntiti. Lo stupro e il cannibalismo, dopo un rapporto sessuale, sono accettati pur di ripopolare la Terra.

In questo racconto rivoluzionario, le Donne continuano ad assolvere il loro compito primario di concepire figli, la riproduzione diventa mezzo per servire la Patria e raggiungere lo status di “Donne onorarie“. Allo stesso tempo è richiesto alle donne di assolvere tutti i doveri nazionali. Oltre il compito primario di andare a caccia per cibarsi degli uomini e cercare di rimanere incinte, frequentano una scuola militare di addestramento per combattere i nemici esterni. Per ironia della sorte, anche in questa società alle donne è richiesto di fare i salti mortali, per poter raggiungere un ruolo superiore.

Non si può non citare diversi riferimenti alle politiche giapponesi del Dopoguerra, come il tema del ripopolamento, che vede le donne come delle macchine sforna-bambini. Anche se qui si può intravedere una sorta di antitesi con quello che accade nel Giappone odierno, dove vi è un’alta percentuale di madri che abbandonano il lavoro per mancanza di tutele per la cura della prole.

Eiji: l’ultimo racconto

Il racconto che chiude la raccolta è Eiji che ci offre il punto di vista maschile della società immaginata in Pure. Gli uomini sono relegati a lavori di bassa manovalanza e anche chi riesce a ricoprire ruoli superiori, non ha accesso all’istruzione. Inoltre, gli uomini sono ridotti a meri strumenti riproduttivi e vengono cresciuti nell’attesa che una donna scenda dal cielo per sceglierli, violentarli e divorarli. Eiji rappresenta la mascolinità non tossica perché nega le violenze della società patriarcale.

Sia in Pure che in Eiji troviamo degli outsider. Nel primo racconto Yuri è una ragazza che non riesce ad avvertire la “fame” che avvertono le sue compagne e si chiede se ci sia un altro modo di sopravvivere in questo mondo, mentre Eiji vorrebbe sperimentare i sentimenti e l’unione familiare eterosessuale.

Le donne di Pure vengono percepite come mostruose perché le guardiamo con la lente della società contemporanea. Allo stesso tempo Eiji e Yuri sono i mostri della loro società perché vogliono vivere a modo loro, lontani dai doveri imposti. Yuri è un essere che indubbiamente per sopravvivere deve cibarsi degli uomini, avverte la fame, ma solo nell’ottica della scelta individuale. Riassapora il gusto della caccia e del cannibalismo, quando questi non gli vengono imposti.
Eiji, invece, non sa esattamente cosa significhi avere una famiglia e provare dei reali sentimenti, ma vuole essere libero di poterlo sperimentare. Non accetta la famiglia tradizionale come unico modello giusto, ma come uno dei tanti modelli possibili. Entrambi diventano nemici da distruggere, perché impediscono al sistema di funzionare correttamente.

Il tema del concepimento e del ruolo donna – madre

Un altro racconto, in cui ritroviamo la concezione secondo cui la donna per essere definita tale deve concepire un figlio, è quello di Concepimento fantasma. Zeth, nell’ottica patriarcale, non verrebbe considerata una donna perché in seguito ad un incidente ha perso l’utero, anche se i suoi ovuli sono rimasti intatti. Verranno utilizzati da suo padre, uno scienziato privilegiato, per un esperimento. Cercando di raggiungere uno dei sogni più grandi dell’uomo cioè quello di replicare se stesso in una forma ancora più perfetta.

Il padre di Zeth cerca di controllare la sessualità della figlia, così come la vita dei futuri nipoti, strumentalizzandola. Zeth si ribellerà, trasformando in realtà una delle paure più grandi del genere maschile: la castrazione.

La critica al patriarcato

Nell’edizione italiana dell’antologia Donne da un altro pianeta è stato sostituito il racconto “Birthday” con “Vendere il proprio corpo“. Quest’ultimo è stato scritto durante l’emergenza del Covid-19 e immagina che la Terra sia diventato un luogo inospitale. L’aria pulita è privilegio di pochi tanto da essere conservata in una cupola, dove vivono i ricchi. Il resto della popolazione vive in baraccopoli, dove pur di sopravvivere ci si prostituisce. Per evitare che il corpo si deteriori, a causa delle condizioni climatiche e delle frequenti epidemie, lo si vende per acquistare un corpo robotico.
Un corpo senza genitali, che rende tutti uguali non marcando le differenze di sesso.

Nina vende il suo corpo alla sorella del proprietario della Human Tech (azienda che si occupa di costruire i corpo robotici), che pretende di avere il pieno controllo sulla vita della giovane, tanto da costringerla a rapporti sessuali. Anche se Nina (diventata Rita) vende il suo corpo ad una ragazza privilegiata, gli ex clienti che la incontrano per strada, la riconoscono e cercano di violentarla. Questo per indicare come gli uomini abbiano la convinzione che il corpo femminile sia di loro proprietà e di poterne disporre sessualmente a loro piacimento.

Il patriarcato diventa il filo conduttore che unisce i racconti di questa antologia.
Anche in “To the moon“, Nozomi è costretta a subire la violenza fisica e di possesso di suo zio.
Venendo poi aiutata da una sua amica, una creatura selenita, affascinante quanto mostruosa.

Considerazioni finali

Donne da un altro pianeta è una raccolta visionaria, che critica aspramente la società patriarcale contemporanea. Lo fa in maniera peculiare perché si avvale di argomenti crudi che disgustano e che attirano attenzione e dibattitto. Ono Miyuki rappresenta una delle donne mostruose del nostro pianeta. Non ha paura di andare contro i modelli imposti e partorisce un’opera femminista e attenta all’inclusione.