Donna proibita di Ali al Muqri: una storia di desiderio dallo Yemen

Donna proibita di Ali Al Muqri è stato pubblicato in Italia nel 2021 da Atmosphere Libri, per la collana Biblioteca Araba.

Donna proibita di Al al Muqri

È la storia di due sorelle, la protagonista, narratrice senza nome, e Lula, la maggiore, che crescono in uno Yemen schiacciato dai precetti della Shar’i’a. Se la prima accoglie con obbedienza le regole ferree dell’Islam, indossando fin dagli otto anni il burqa integrale, studiando teologia all’università e accettando il marito che suo fratello sceglierà per lei, Lula invece decide di sfidare ogni convenzione, vivendo liberamente la propria sessualità e femminilità, arrivando anche a prostituirsi per poter permettere agi alla sua famiglia.

Eppure, nonostante le vite diametralmente opposte che conducono, le due sorelle rimangono strette da un legame indissolubile, che nasce dalla difficile condizione di essere donne in un mondo dove essere donne, in qualsiasi modo, è proibito.

Il sesso ai tempi della Shar’i’a

Il tema principale del libro è il binomio, apparentemente stonato, religione musulmana e sessualità.
Al Muqri sembra voler dire che in un mondo dove il femminile è censurato per fobia dell’erotismo, dove le attenzioni per evitare la promiscuità tra i sessi sono maniacali (la madre della protagonista non può rispondere al telefono perché nessun uomo che non sia il marito deve udirne la voce), l’unico pensiero dominante che guida le relazioni sociali è proprio quello del sesso.

E infatti il romanzo è tutto intriso di erotismo, anche se quasi sempre si tratta di un erotismo assurdo, esagerato, che genera scene imbarazzanti e tragicomiche.

Assieme all’erotismo, si parla chiaramente del desiderio, soprattutto del desiderio nascosto ma feroce della protagonista celata continuamente dal suo burqa. Dalle situazioni paradossali che l’inseguimento o la censura del desiderio creano, però, sorge chiara la denuncia dell’autore alla mentalità integralista religiosa, che vorrebbe le donne schiave della famiglia e prive di pulsioni proprie.

Guerra fra sessi

Il ritratto della società yemenita di Al Muqri è spietato, emerge tagliato di netto come con l’accetta: da una parte ci sono le donne, complesse, coraggiose e appassionate, ma soggiogate dalla legge e dai costumi, dall’altra una schiera di uomini miseri, ipocriti, macchiettistici.

Il marito della protagonista che, impotente, recita il Corano mentre cerca inutilmente di consumare il matrimonio; il professore universitario che si masturba sotto la scrivania mentre spiega; il padre delle due sorelle che, dopo aver accettato per anni i soldi ricavati dalla prostituzione della figlia maggiore, muore di dolore quando la scopre nel letto con un uomo di cui è davvero innamorata.

Una parte interessante, per quanto forse un po’ breve, è quando la protagonista viene trascinata dal marito in Afghanistan a combattere: il viaggio è molto duro, le donne vengono utilizzate come vettori di oro e soldi dagli jihadisti e la protagonista si trova spesso in pericolo di vita mentre viaggia per il deserto assieme ad altre donne, mogli velate e spedite in terra straniera contro voglia dai mariti combattenti.

Qui, attraverso gli occhi della protagonista, assistiamo dall’interno a una realtà conosciuta solo superficialmente dalla maggior parte degli occidentali, e dunque la parte del libro che sembra più avventurosa ha anche un grande valore sociale e antropologico.

Un libro messo in musica

Il romanzo ha un ritmo veloce, con molti spazi tra i paragrafi e una cadenza che ricorda quasi la poesia. Se si pensa che in originale l’autore lo ha scritto in fusha, l’arabo classico, che è una lingua squisitamente letteraria, si potrebbe pensare che questa andatura quasi metrica sia volutamente ricercata.

Infatti, tutti i capitoli sono inframmezzati da versi del brano Salou Qalbi, Interrogate il mio cuore, di Umm Kalthum, la cantante più famosa in assoluto nel mondo arabo. Questa scelta sembra racchiudere in sé il dualismo del libro: da una parte la musica di Umm Kalthum è nota per il suo romanticismo e per questo spesso censurata nei paesi integralisti come lo Yemen, ma dall’altra questa canzone è una delle pochissime di questa artista non dedicata a un uomo ma di ispirazione religiosa, infatti contiene nel testo versetti del Corano e frasi d’amore dedicate a Dio.

Questo libro è valso molte polemiche, censure e campagne di boicottaggio all’autore in terra natia; è uno scritto coraggioso, che porta alla luce la realtà attuale di tante donne e lo fa con uno stile ricercato e audace, che rende la lettura intensa e indimenticabile.