Agatha Christie: la donna che vestiva di giallo

Secondo il Guinness World Record è la scrittrice che ha venduto più copie al mondo – almeno 2 miliardi, al terzo posto nella classifica mondiale dopo la Bibbia ed il connazionale William Shakespeare.
Una vita avventurosa, la sua, colma di viaggi e di esperienze che ha prontamente inserito in ognuno dei suoi romanzi e racconti. Una donna che ha reso il giallo celebre fra i generi.
Più di cento anni dopo la sua prima pubblicazione, Agatha Christie continua a stupire e tenere col fiato sospeso migliaia e migliaia di nuovi lettori, con uno stile narrativo semplice, trame nient’affatto complesse, ma con intrecci magistralmente intricati.

GLI ANNI GIOVANILI

Agatha Mary Clarissa Miller nasce a Torquay, nel Devonshire, il 15 settembre 1890. Suo padre, Frederick Alvah Miller, era americano; sua madre, Clara Boehmer, era una donna di origine britannica. Clara è una donna particolare, ama raccontare ai suoi figli storie di suspance, pratica riti esoterici, e Agatha avrà sempre con lei un rapporto molto speciale.

Agatha non frequenta la scuola ma viene educata in casa, di conseguenza i rapporti con gli altri bambini sono piuttosto rari. Ama la compagnia dei suoi animali domestici, leggere e scrivere: a dieci anni, infatti, scrive la sua prima poesia.
La sua è un’infanzia felice, come ella stessa affermerà più volte, distrutta da un evento tragico nel 1901: il padre muore, e la bambina in quel momento sente che la sua infanzia sia finita.
Viene mandata a Parigi per ricevere una istruzione formale. Nella scuola,
tuttavia, non riesce ad ambientarsi in quanto non particolarmente interessata ad imparare come debba comportarsi una “brava signorina”. Ama studiare canto e musica, tanto che pensa di diventare una cantante lirica.

Nel 1910 torna in Inghilterra, dove scopre che sua madre è molto malata. La malattia dell’adorata madre la lancia nello sconforto, ma Agatha è una donna forte e decide di trascorrere i successivi tre mesi con Clara in Egitto, una località molto in voga nell’alta borghesia britannica dell’epoca. Al tempo Agatha non era particolarmente interessata all’archeologia, sebbene scriverà proprio in questo periodo vari racconti ed il suo primo romanzo, ambientato proprio in Egitto, “Snow Upon the Desert”. Ritornata in Inghilterra si mette alla ricerca di un editore, ma la cosa si rivela essere piuttosto complicata in quanto tutti gli editori a cui si rivolge la scartano.

Nel 1913 conosce l’aviatore Archibald Christie. Lui è affascinante e squattrinato, e s’innamorano subito. Purtroppo la Grande Guerra incombe, e Archibald viene mandato in prima linea sul fronte francese. Agatha è sconvolta e durante una licenza, nel Natale del 1914 i due si sposano in fretta. E’ in questi anni che Agatha si appassiona alla lettura dei polizieschi. Apprezza molto Sherlock Holmes, e sua sorella la provoca dicendole che lei non sarà mai in grado di creare un personaggio del genere. Agatha accetta la provocazione, e negli anni della guerra imparerà a conoscere i veleni: si arruola come infermiera
volontaria, come molte donne facevano all’epoca, e viene affidata al dispensario, occupandosi dei medicinali.

PRIMI PASSI NEL MYSTERY

Hercule Poirot nasce nel 1916.
Agatha è ancora memore della provocazione della sorella, e nel corso degli anni trascorsi nelle corsie degli ospedali, è venuta a contatto con numerosi rifugiati belga. Poirot è infatti un ex poliziotto belga, esule in Inghilterra, maniaco dell’ordine e pieno di “celluline grigie”, eccentrico e con due grossi baffi impomatati, protagonista di 33 romanzi e 54 racconti. Fa la sua prima apparizione in “Poirot a Styles Court”, il quale riceverà innumerevoli rifiuti da parte degli editori fino al 1920 quando sarà pubblicato da John Lane della Bodly Head.

Sarà un discreto successo, talmente accurato dal punto di vista scientifico che si guadagnò una recensione positiva anche su una rivista medica. Nel frattempo, nel 1919, era nata anche Rosalind, l’unica figlia dei coniugi Christie.

Sono questi gli anni in cui prende il via la sua carriera di scrittrice. Nel 1927 crea Miss Jane Marple, una vecchina appassionata di “qualcosa di più forte del tea” e di crimini.
Agatha Christie affermerà di aver modellato Miss Marple sulla figura
di sua nonna materna, che si aspettava sempre il peggio dal prossimo e proprio per questo spesso ci prendeva. Miss Marple sarà la protagonista di 12 romanzi e 20 racconti.

LA SCOMPARSA: IL MISTERO DI AGATHA CHRISTIE

Mentre la vita lavorativa va a gonfie vele quella privata ha una svolta inaspettata quando, a distanza di breve tempo, muore l’adorata madre e Archibald le chiede il divorzio per sposare la sua amante Nancy Neele. Agatha non vuole concederglielo, e il 3 dicembre del 1926 la già famosa e acclamata regina del giallo scompare nel nulla. Aveva scritto una lettera alla sua segretaria informandola del fatto che avrebbe voluto cambiare aria e che quindi si sarebbe recata per un fine settimana nello Yorkshire, ma non arriverà mai nel luogo indicato. La preoccupazione, già palpabile, aumenta quando il giorno dopo la scomparsa viene ritrovata la sua auto, una Morris Cowley, viene ritrovata sul bordo di una cava di gesso.
Per fugare ogni dubbio circa la proprietà di quell’auto, al suo interno vengono ritrovati dei vestiti ed una patente scaduta che porta proprio il nome della scrittrice. La notizia della scomparsa di Agatha Christie arriva anche oltreoceano, aggiudicandosi un articolo sul New York Times, tanto che si mobilita anche l’allora Segretario di Stato per gli Affari Interni, Sir William Joynson Hicks. Scattano dunque le ricerche che coinvolgeranno circa 1.000 poliziotti e più di 15.000 volontari. Gli avvistamenti sono molti, ma nessuno si rivela una pista da seguire, ed è in questi momenti che serpeggia il dubbio: se nessuno riconosce davvero un volto noto come quello di Agatha Christie, non vorrà forse dire che è
morta?

Le ricerche continuano per dieci giorni, e perfino Arthur Conan Doyle partecipa, inviando ad una medium un guanto della scrittrice, senza dirle di chi fosse per non influenzarla. Si narra che la medium abbia subito fatto il nome di Agatha Christie, rivelando che non fosse morta.
Undici giorni dopo la scomparsa, Agatha Christie viene ritrovata in un albergo dello Yorkshire dove si era registrata col nome fittizio di Theresa Neele, riprendendo il cognome dell’amante di suo marito.

Dopo la riapparizione di Agatha Christie l’opinione pubblica cominciò a dividersi fra coloro i quali credevano che la scrittrice, durante quel periodo pesante della sua vita, volesse solamente allontanarsi dalla ribalta ed elaborare da sola il dolore per la fine del suo matrimonio, e coloro i quali credevano che quegli
undici giorni fossero una sorta di vendetta nei confronti del marito. Partendo dall’auto ritrovata in un luogo inusuale, era nata l’ipotesi che Agatha Christie volesse inscenare la sua morte, facendo accusare di omicidio il marito o, meglio ancora per una succulenta notizia da mandare in stampa, l’amante del marito.

LA NUOVA VITA

Non sapremo mai quali fossero le vere intenzioni di Agatha Christie, fatto sta che nel 1928 concede il divorzio ad Archibald, il quale sposa Nancy. Nel periodo successivo alla rottura, Agatha Christie decide di cimentarsi nel romanzo rosa, che pubblica con lo pseudonimo di Mary Westmacott. Sono storie molto diverse da quelle che aveva scritto fino a quel momento, ne rimane solamente l’inconfondibile stile di scrittura. Qui la donna ferita ed amareggiata che è in quel momento può trovare sfogo, come solo una scrittrice talentuosa come le può fare.
Appassionata viaggiatrice, decide di partire per il Medio Oriente. Agatha Christie rimane talmente affascinata da quei luoghi, odori, volti, che non resiste e nel 1930 sale nuovamente a bordo dell’Orient Express alla volta di Instanbul e Baghdad. E sarà proprio qui che conoscerà Max Mallowan, un archeologo di tredici anni più giovane che sta lavorando a degli scavi proprio in Iraq. Ben presto i due si sposano, e sebbene Agatha decida di mantenere il cognome del primo marito per motivi editoriali, il matrimonio è molto felice e durerà per tutta la vita.
Agatha segue Max nelle sue spedizioni, continua a scrivere e inserisce nei suoi romanzi dettagli e ambientazioni che trova intorno a sé.
Si appassiona all’archeologia e partecipa attivamente agli scavi: pulizia dei reperti, etichettatura, fotografie, catalogazioni.
Non vuole essere pagata, e spesso è lei stessa a sovvenzionare le campagne di scavo del marito.

La grandezza di Agatha Christie come scrittrice è proprio quella di saper portare dentro i suoi testi tutti i dettagli che col suo grande spirito di osservazione ha saputo raccogliere, tutto quello che con la sua grande intraprendenza ha saputo imparare. In questo periodo affina la sua metodologia: in genere il suo metodo parte dal crimine.
Agatha Christie elabora prima di ogni cosa il crimine, e solo successivamente ricerca il movente, che solitamente è la cosa più ovvia, quella che il lettore si trova a scartare a priori perché “è troppo facile così!”. Infine crea una galleria di personaggi, tutti capaci di commettere un omicidio. Ed è a questo punto che entra in scena la capacità deduttiva dell’investigatore: spesso Miss Marple e Poirot pongono ai personaggi delle domande apparentemente insensate, alle quali l’interrogato risponde con estrema sincerità proprio perché spesso sembrano inutili ai fini dell’indagine. In realtà loro tentano di conoscere chi hanno di fronte attraverso dettagli apparentemente inutili e che alla fine, quando avranno riunito tutti i sospettati, saranno il perno su cui si fonda la loro
intuizione.


UN TRIPLO FINALE

Il periodo della Seconda Guerra Mondiale è un periodo assai florido per la scrittura di Agatha Christie. Ancora una volta lavora come infermiera volontaria, allo University College Hospital di Londra, dove può affinare ancor di più quella vecchia passione accademica per i veleni.
Dal 1939 al 1945 scrive 17 libri, ed è adesso che comincia a stufarsi di Poirot. Ebbene sì: la sua stessa creatrice aveva cominciato a mal tollerare il suo personaggio pieno di boria, tanto che ella stessa lo ha più volte definito “un isopportabile cagnaccio egocentrico”.
Diversa è la questione di Miss Marple, che adorerà sempre perché le ricordava l’amata nonna materna.
In questo periodo scriverà due romanzi che rimarranno per anni custoditi nel caveau di una banca: “Sipario” e “Addio Miss Marple”, rispettivamente la fine delle avventure di Hercule Poirot e Jane Marple.

Nel 1947 il successo di Agatha Christie è ben consolidato, tanto che la Regina Mary (nonna dell’attuale regina Elisabetta II) le commissiona una commedia per il suo ottantesimo compleanno. Agatha Christie accetta e scrive prima un racconto dal titolo “Tre topolini ciechi”, e poi ne trae una commedia “La trappola per topi”: piacerà tanto alla regina e andrà in scena per la prima volta nel 1952, e sarà un continuo successo tanto che andrà in scena ogni giorno, dalla prima fino alla forzata chiusura dei teatri a causa della pandemia da covid-19.
Comincia quindi una nuova avventura per Agatha Christie, che comincia ad affermarsi anche come drammaturga.
Negli ultimi anni della sua vita riceve la Laurea Honoris Causa dall’Università del Devon (1961) e viene insignita del titolo di Dama dell’Impero Britannico (1971), la più alta onorificenza che la Corona assegna ad una donna.


E’ il momento di prendere la chiave del caveau, infilarla nella toppa e prendere quei due romanzi, scritti quasi trent’anni prima.
Agatha Christie muore il 12 gennaio 1976 a Winterbrook, quasi assieme alle sue due creature.
Ma in realtà chi potrebbe dire che una donna del genere sia morta davvero? Una ribelle, una avventuriera dotata di grande talento, una donna incredibilmente indipendente per un’epoca in cui una donna che riesce a mantenersi da sola e che anzi, guadagna più del marito, non era di certo usuale. Agatha Christie è nell’olimpo del genere giallo, ha saputo imporsi nell’ennesimo ambiente a prevalenza maschile e ha saputo dominarlo con una penna e un foglio. Di lei, Winston Churchill dirà: “dopo Lucrezia Borgia, è la donna che ha vissuto più a lungo a contatto con il crimine”.