Difettosa: il racconto ironico e spiazzante di una vita non comune
Difettosa di Nagla Augelli, scritto insieme a Francesco Spiedo, è uscito lo scorso 20 Settembre per Fandango Libri. Si tratta della storia vera dell’autrice, che con ironia e un pizzico di leggerezza racconta la sua drammatica vita, fatta sì di eventi spiacevoli e tragici ma anche di incontri che l’hanno arricchita e che le hanno fatto comprendere la vera essenza dell’amicizia. Un percorso di amicizie, la lotta per costruirsi la propria autonomia e fare pace con il proprio passato. Tutto questo è Difettosa.

Adottata dall’Italia
Nagla è solo una bambina quando i genitori, in seguito ad un incidente che l’ha resa paraplegica, l’abbandonano in un istituto. A parte qualche visita sporadica da parte del padre, dove i due perlopiù stanno in silenzio, Nagla è completamente sola. Deve imparare a sopravvivere, ad evitare le punizioni di suore troppo severe e manesche.
Deve lottare ogni giorno per la sua dignità e per contendersi l’unica sedia a rotelle a disposizione con bambini vestiti di stracci. Insomma, Nagla parte svantaggiata rispetto i suoi coetanei, ma già da piccola dimostra di avere un grande senso dell’umorismo e un forte attaccamento alla vita che l’aiuteranno anche nelle situazioni future.
Un giorno il padre apre uno spiraglio nella vita grigia di Nagla, un viaggio dalla Libia all’Italia che sembra voler significare un nuovo inizio. Tuttavia il viaggio si rivela l’ennesima mortificazione, l’ennesimo abbandono.
Il padre la lascia in ospedale, senza documenti, senza prospettive future, ed è lì che Nagla trascorrerà tutta la sua adolescenza. Tuttavia l’ospedale si rivelerà un posto abbastanza piacevole, grazie alla premura e competenza dell’equipe medica e a tutti gli ospiti che saranno di passaggio.
Nagla in poco tempo imparerà la lingua italiana e sarà decisa a non sentirsi mai diversa dai suoi coetanei, non facendosi mai mancare nessuna esperienza, che sia fumarsi una canna, farsi un tatuaggio di nascosto o scappare dall’ospedale solo per stare qualche ora al mare.
Costruire la propria autonomia
L’ospedale è solo l’inizio di questa storia, in seguito Nagla verrà trasferita al Cottolengo di Fano per qualche mese, un posto non adatto ai disabili adulti.
Prima non mi ero mai sentita diversa, malata, disabile, straniera, abbandonata. Ora invece ho la sensazione che mi manchi più di un pezzo, sia fuori sia dentro, che la mia vita sia difettosa e che io, di conseguenza, non possa che sentirmi in difetto. Sempre.
Io non sono così. Non sono un prodotto difettoso da ritirare dal mercato. Cosa ci faccio in mezzo a questa follia?
Grazie ad alcune amicizie fatte durante gli anni in ospedale, Nagla riuscirà ad andare via da quel posto, per trasferirsi in una piccola casa fatta di legno a Tarquinia. Il proprietario è Filiberto, che ha messo su un campo estivo per persone disabili. Saranno anni ricchi di affetto e protezione, ma Naglia sente di aver bisogno di altro, vuole essere autonoma, vuole sentirsi uguale a tutti gli altri.
Ha 27 anni quando lascia Tarquinia, va a vivere a Roma a casa di un’amica, inizia a lavorare e finalmente può dirsi di essere padrona della propria vita. La ciliegina sulla torta sarà l’acquisto di una casetta tutta sua.
Fare pace con le proprie cicatrici
Sono innumerevoli le cicatrici di Nagla e non si parla solo di quelle fisiche causate dalle operazioni, ma anche di quelle emotive. Nel corso della sua vita rivedrà due volte, separatamente, i suoi genitori.
Prima il padre, che le affiderà una lettera, dove implicitamente l’accuserà di tutte le sue disgrazie e poi la madre, un’altra vittima della sua storia. Una donna con problemi di nervi e affetta da un grave disturbo d’ansia.
Questi due incontri non saranno conciliatori ma l’aiuteranno a mettere un punto, a capire alcune dinamiche, facendo diventare Nagla ancora più forte, aiutandola a liberarsi dal passato.
La vita di Nagla è costellata di ferite e di traumi, quando sembra che la vita stia prendendo la direzione giusta, riceve anche la diagnosi di un tumore alla mammella.
Inizia una nuova battaglia, nuove cicatrici abitano il suo corpo, ma non sarà mai sola.
Incontri che ti salvano la vita
Difettosa è un romanzo con una protagonista resiliente, che non angoscia, ma fa comprendere il vero valore della vita, che va vissuta a pieno.
Nella storia di Nagla un ruolo fondamentale lo hanno avuto tutte le persone fantastiche che ha incontrato, e non è per nulla scontato. Ed è l’esempio di come la famiglia è quella che ti scegli, non quella da cui nasci e che ha il tuo stesso sangue. Non si può definire fortunata di aver incontrato le persone giuste nel momento sbagliato, perché tutti questi amici hanno avuto a loro volta fortuna di aver incontrato una persona che gli ha dato una lezione fondamentale e cioè quella di non sprecare mai un attimo, che tutto può cambiare da un giorno all’altro, che non ci sono certezze. A fare la differenza sarà sempre l’atteggiamento, il modo in cui si prendono le situazioni.
Nagla Augelli ha dato una lezione anche a tutti i lettori che avranno la fortuna di leggere il suo libro.
Un’opera che nasce dall’ultimo desiderio di un altro scrittore, Lorenzo Amurri, che Nagla incontrerà proprio in ospedale.
In conclusione, in Difettosa, Nagla Augelli, racconta la sua lotta per la conquista della libertà e dell’autonomia.
Un romanzo che racconta la vita in tutte le sue sfaccettature e che denuncia i limiti burocratici dell’Italia riguardo il tema della disabilità e dell’Immigrazione.