Dietro le quinte: Murakami e la letteratura orientale secondo Dominic @_tokyo_blues

Fan numero 1 di Murakami, amante della letteratura giapponese e più in generale della lettura. Per la nostra rubrica Dietro le quinte abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchere con Dominic, in arte @_tokyo_blues_.

Innanzitutto, presentati! E da dove ti è venuta l’idea del nick @_tokyo_blues_?

Ciao a tutti/e, mi chiamo Dominic e parlo di letteratura su Tokyo Blues. Ho scelto questo nome perché è il titolo della prima edizione italiana pubblicata dalla Feltrinelli nel 1993 di “Norwegian Wood” di Murakami Haruki, il mio libro preferito.

Com’è nata la tua passione per la lettura?

Devo ringraziare mia mamma che mi ha introdotto in questo bellissimo mondo sin da piccino. Leggevo i libri della serie di “Geronimo Stilton” ed ovviamente molti fumetti e manga. Anche la scuola elementare ha giocato un ruolo fondamentale in questo perché ci ha permesso di creare un piccola libreria in classe dove ogni alunno poteva lasciare o prendere un libro da leggere. Poi, dato che mia mamma ha iniziato a lavorare nella biblioteca del mio paesino, ho continuato a leggere anche durante le scuole medie e qui ho approcciato per la prima volta i fantasy come Harry Potter, Il Signore degli Anelli e molti altri.

Parli attivamente sui social di libri. Quali sono secondo te i pregi e i difetti di questo tipo di comunicazione?

Sicuramente tra i pregi abbiamo un continuo scoprire nuovi libri di autori e letterature diverse. Amo questo passaparola e il confronto di opinioni che nasce da esso. Uno dei difetti di parlare di libri e letteratura sui social sono le persone che non riescono ad accettare i tuoi gusti ed il tuo punto di vista. Un altro difetto è quello di andare a rovinare delle bellissime esperienze di lettura andando a dare dei giudizi non proprio positivi. Quando dico che un libro non mi piace, non vuol dire che non potrebbe piacere a voi, è un giudizio soggettivo.

Sei un grandissimo fan di Haruki Murakami. Come l’hai scoperto?

Il fan italiano numero uno di Murakami! (scherzo ovviamente). Ho scoperto uno dei miei autori preferiti per caso grazie ad un buono regalo Mondadori che ho ricevuto al mio compleanno. Una sera durante il mio secondo anno di università andai in libreria indeciso su quale libro comprare. Passai davanti a questi libri con la copertina bellissima e decidi di prendere “Norwegian Wood” e “L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio”. Il resto è storia.

Parli molto di letteratura giapponese, un genere che ora è molto popolare qui in Italia ma che un tempo era praticamente sconosciuta. Come ti sei approcciato al genere? Ci consigli dei titoli in tema da leggere?

Murakami mi ha introdotto alla letteratura giapponese ed orientale. Io ero già avvezzo a questa tipologia di scrittura visto che sono un divoratore di manga fin dalla tenera età. E’ una letteratura che rientra molto nelle mie corde che mi ha portato ad approfondire altri autori e autrici. Di letteratura giapponese vi consiglio “Se i gatti scomparissero dal mondo” di Kawamura Genki e di letteratura orientale vi consiglio vivamente di leggere “Watersong” di Clarissa Goenawan.

Quali sono i tuoi tre libri preferiti? Siamo consapevoli che per un amante della lettura è infatti difficile individuarne solo uno…

Provo a fare una lista come un buon ingegnere dei primi titoli che mi vengono in mente (ovviamente in ordine casuale):

  • Norwegian Wood di Murakami Haruki
  • La tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati di Carlos Ruiz Zafón
  • Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald
  • Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij
  • Il deserto dei tartari di Dino Buzzati

E invece quali sono tre libri che proprio non hai sopportato.

Ok qui mi linciano però devo essere onesto:

  • Persone normali di Sally Rooney (non ricordo di preciso cosa non mi era piaciuto ma mi ha lasciato un brutto vago ricordo).
  • Un amore di Dino Buzzati (odio totale per i personaggi presenti)
  • N.P. di Banana Yoshimoto (diciamo che non riesco ad apprezzare i suoi romanzi).

Qual è il progetto letterario di cui vai più fiero?

Non ho mai realizzato grandi progetti letterari (sono abbastanza pigro) e cerco sempre di variare i contenuti su Instagram in base alla mia “fissa” del momento. Ovviamente una cosa di cui vado più fiero sono le varie collaborazioni dalle varie case editrici, specialmente quella con Einaudi per l’uscita di “Prima persona singolare” di Murakami. Nel complesso sono orgoglioso di questa community che si è andata a  creare, riesco sempre a trovare il tempo per rispondere ai vari messaggi dei follower e con alcuni è nata della sana amicizia. Molte persone mi scrivono ringraziandomi di aver consigliato loro dei libri che hanno migliorato le loro giornate e questa sensazione, per me, è indescrivibile.

Il tuo più grande sogno nel cassetto (se si può sapere 😊 )

Uno dei miei sogni è quello di conoscere Haruki Murakami e stringergli la mano. Ultimamente un altro sogno sta prendendo piede nella mia testa ed è un piano C in base a quanto esaurimento accumulo nella mia vita lavorativa. Mi piacerebbe aprire un libreria/bar letterario chiamato Tokyo Blues su un’isola del Mediterraneo con un bel gatto grasso alla cassa che gestisce la contabilità.