Dietro le quinte: l’animo antipiretico dei libri secondo Emanuela @libripirina

I libri come antidolorifico ai mali dell’animo. Ma anche l’editoria indipendente, i premi letterari e una spiccata curiosità per la letteratura. Sono questi in sintesi gli elementi che contraddistinguono Emanuela in arte @libripirina, book content creator intervistata del mese per la rubrica Dietro le quinte.

Innanzitutto, presentati! Da dove nasce il tuo nick @libripirina?

Ciao a tuttə! Sono Emanuela, sono pugliese, vivo in un posto con un canyon spettacolare (non ancora per molto), Laterza. Mi perdo continuamente nella natura, mi divido tra la biologia e la letteratura, sono una tutor privata e all’occorrenza barista.  Innanzitutto grazie ancora per questa proposta e grazie per la fiducia nella sottoscritta. Questa è una domanda che mi viene posta spesso. Ho sempre creduto nel potere ‘antipiretico’ dei libri, nel senso che li considero degli antidolorifici emotivi per quei momenti non proprio gioviali, ecco. Così ho voluto fare una commissione tra la parola ‘libri’ e ‘Tachipirina’, nasce così il mio blog.  

Com’è nata la tua passione per la lettura?

Credo fermamente che sia qualcosa di congenito. Ho cominciato con i fumetti, da piccolissima sfogliavo il Corriere dei Piccoli, per poi passare ai Topolini, ai primi classici in versione illustrata, è stato un crescendo. Ho capito sin da ciliegia che non avrei mai potuto fare a meno della lettura. Penso a ‘Le avventure di Tom Sawyer’ dell’immenso Twain, a ‘Piccole donne’, ‘L’isola del tesoro’, i primi titoli che mi hanno rubato il cuore.

Parli attivamente sui social di libri. Quali sono secondo te i pregi e i difetti di questo tipo di comunicazione? 

La fruizione di piattaforme come Instagram ha in sé grandissimi vantaggi. Io in primis scopro continuamente autori/autrici di cui non ero a conoscenza, titoli e progetti editoriali che si rivelano essere delle belle sorprese. Il confronto, quello prolifico e sano, i gruppi di lettura, le amicizie nate grazie ai libri (ho conosciuto persone meravigliose che oggi fanno parte della mia vita) sono gli aspetti che mi hanno portata a continuare nel mio progetto. Un arricchimento continuo. Ahimè, come in ogni ambito d’altronde, coesistono dei lati spinosi. Purtroppo questo social pullula di invidia e cattiveria gratuita, di saccenza che genera discussioni piuttosto accese, di offese gratuite per una semplice divergenza di gusti letterari e di certe iniziative non proprio trasparenti. Si può discutere con rispetto, no? Mi fermo qui però.

Hai un gruppo di lettura dedicato all’editoria indie. Ci racconti un po’ l’idea? Perché proprio l’editoria indie? 

L’editoria indipendente è uno dei punti cardine della mia pagina. È inutile, per me ha sempre avuto una marcia in più per il concept che diverse case editrici rappresentano. Ti cito Utopia editore per esempio, che ha riportato in auge un grandissimo scrittore italiano del Novecento come Massimo Bontempelli e che grazie alla collana Letteraria Straniera ci permette di leggere opere di narrativa che esulano del tutto dal panorama commerciale a cui siamo abituati…narrativa africana, filippina e via discorrendo. Penso all’amata Atlantide che ci ha fatto conoscere Tiffany McDaniel, a Iperborea che ci fa sognare attraverso la narrativa nordica, a Jimenez che è spettacolare per le proposte di narrativa americana ed australiana, a Keller per le proposte di narrativa mitteleuropea…e potrei parlarne per mesi.

Sei anche l’ideatrice dell’hashtag #apaginaPulitzer. Ci spieghi un po’ come mai proprio questo premio? E se hai qualche curiosità a riguardo da svelarci… 😉 

Ho sempre pensato che un libro per essere premiato debba avere quel quid in più ma ho anche ricevuto grandissime cantonate dalle mie stesse aspettative, e poi mi porto l’America nel cuore, sebbene sia perfettamente conscia dei suoi lati chiaroscuri, ergo un Premio del genere va sviscerato per bene. Sapete che quest’anno per la prima volta hanno vinto ex aequo due opere? Trust di Hernan Diaz e Demon Copperhead di Barbara Kingsolver (attualmente in lettura).

Quali sono i tuoi tre libri preferiti? Siamo consapevoli che per un amante della lettura è infatti difficile individuarne solo uno…

Oddio, è difficilissimo elencarne soltanto tre. Andrò a sentimento. Il termine della notte di John MacDonald, La casa degli spiriti di Isabel Allende e Il grande marinaio di Catherine Poulain.

E invece quali sono tre libri che proprio non hai sopportato.

It ends with us, Niente di vero, Il fabbricante di lacrime.

Qual è il progetto letterario di cui vai più fiera?

Sicuramente le #CorolleLetterarie in cui chiacchiero di libri e scrittorə meno notə (sui social per l’appunto, perché gli addetti ai lavori li conoscono bene) e che andrebbero approfonditə molto di più a mio parere. Qualche nome? Eduard Von Keyserling e Nina Berberova. 

Il tuo più grande sogno nel cassetto (se si può sapere 😊 ) 

Di grandi ne ho davvero tanti. Te ne confido uno, il Cammino di Santiago.