Dietro le quinte: a lezione di creatività con Sophia @littereadersophia

Un vulcano di idee, un’esplosione di creatività e tanto, tantissimo lavoro come creator. Per la rubrica Dietro le quinte oggi abbiamo il piacere di condividere la chiacchierata che abbiamo fatto con Sophia, in arte @Littlereadersophia. Una persona genuina e super disponibile.

Enjoy the reading!

Innanzitutto, presentati!

Ciao, sono Sophia e gestisco la pagina @littlereadersophia su Instagram (e ogni tanto ci provo anche su TikTok). Ho 26 anni, sono una romagnola che ha deciso sei anni fa di scoprire il magico mondo dell’editoria milanese da vicino spostandosi per studiare prima Lettere e poi Editoria in magistrale.
Dopo anni di studi mi sono sempre più spostata nell’ambito della comunicazione, dove lavoro oggi.
Il mondo dell’editoria rimane un sogno (e un incubo, chi ci vuole lavorare mi capirà), ma ho trovato il mio piccolo angolo per collaborare con le case editrici dentro e fuori i social e non potrei essere più felice.

Grazie a questo interesse ho aperto prima la mia pagina Instagram, poi il mio canale Youtube e ho sperimentato in tante piattaforme diverse (tra cui Twitch e TikTok). Instagram rimane comunque il mio angolo preferito, dove tutta la mia community si incontra per chiacchierare, discutere di vari argomenti e in generale trovare delle persone affini con cui passare il proprio tempo e scoprire nuove cose.

Oltre a questo, amo la fotografia, sono una scrittrice molto più in potenza che in atto, lavoro a maglia davanti alle mie serie tv preferite e sono sempre alla ricerca della nuova esperienza e progetto in cui lanciarmi completamente.
Stare fermi non fa proprio per me, per fortuna esistono gli audiolibri!

Com’è nata la tua passione per la lettura?

Mia madre, le mie insegnanti, le bibliotecarie. Potrei citarle tutte con aneddoti diversi, ma in realtà credo che alla fine la vera ragione sia stata una serie di libri giusti al momento giusto: leggevo di storie di fate quando in televisione non davano i nuovi episodi delle Winx, scoprivo mondi magici e amicizie speciali quando mi sentivo sola a scuola e volevo scappare in altri luoghi, nutrivo i miei momenti di noia (ero una bambina davvero iperattiva) macinando pagina dopo pagina nelle estati infinite sotto l’ombrellone.

I libri sono sempre stati un’ancora di salvezza sicura e salda per me e non sono mai riuscita ad abbandonarli anche quando perdevo interesse per tutte le altre mie passioni. Per questo alla fine ho scelto un ambito umanistico nella vita, perché so che per quanto potrò girovagare e fare esperienze diverse, i libri saranno sempre le stelle capaci di indicarmi dove sto andando.

Parli attivamente sui social di libri. Quali sono secondo te i pregi e i difetti di questo tipo di comunicazione?

Ho avuto la fortuna di iniziare a parlare di libri sui social quando ancora si faceva poco (nel 2017 eravamo una goccia rispetto a quante persone ci sono ora), quindi ho visto la comunicazione online cambiare radicalmente nel corso degli anni.

Un pregio è sicuramente il raggiungere persone in tante parti diverse dell’Italia, trovare le proprie nicchie e consigliare libri in modo più ramificato e ampio: non so mai chi leggerà la mia recensione e rimango sempre sorpresa quando si creano delle discussioni interessanti intorno agli spunti che lancio nelle stories.
C’è anche un senso di appartenenza e comunità a cui io ho sempre puntato, perché più che recensire libri io ho sempre voluto parlarne alle persone: sembra la stessa cosa, ma quando parlo di libri non sto cercando di convincere tutti a leggerlo, ma di far trovare alle persone giuste la loro storia; di spingere alla riflessione, al confronto, alla chiacchiera che insegna più a me che a chi mi segue.

A questo si collega anche il difetto, ovvero una comunicazione sempre più veloce che rischia di rendere difficile il senso di “appartenenza”: se a livello editoriale ne capisco il senso (i libri pubblicati sono davvero moltissimi e non c’è proprio il tempo per parlare di tutti in modo approfondito), a livello personale io sento il bisogno di creare relazioni con chi mi consiglia un libro e allo stesso tempo voglio che chi legge le mie recensioni sappia qualcosa di me.
Più che sapere se il libro è piaciuto, ho bisogno di sapere perché, cosa ci ha visto chi me lo consiglia, cos’altro ha letto, cosa ha odiato e perché: ho bisogno di sentire che il consiglio arriva da qualcuno che, per quanto estraneo, ha una forza dietro di sé da cui mi sento attratta mentalmente.
Questo un po’ si è perso negli anni, perciò seleziono sempre molto bene le persone da cui mi faccio consigliare, perché so cosa sto cercando anche se non è quello che Instagram premia a livello di “popolarità” (per usare un termine ombrello forse troppo generico). 

Sei una lettrice onnivora… leggi davvero di tutto. Ma quali sono i tuoi generi letterari preferiti?

La domanda più difficile! Potrei dire Young Adult, narrativa contemporanea e LGBTQ+ e Fantasy, ma sarebbe molto riduttivo.

Più che ai generi sono attirata dai contenuti dei libri. Mi definirei una lettrice emotiva: non cerco un bel world-building, una trama complessa e ben articolata o delle descrizioni mozzafiato (anche se non disprezzo quando ci sono queste tre caratteristiche), ma dei personaggi che mi rubino il cuore e mi facciano provare delle emozioni così belle da sentire il bisogno di ricordarle. Non voglio essere felice sempre, ma voglio sentire qualcosa mentre leggo.

Per questo, più che dai generi, sono sempre più attratta dai topoi dei romanzi, come found-family: un termine ancora poco usato in Italia, indica quelle scritture che ruotano intorno alla creazione di una “famiglia trovata”, ovvero gruppi di persone che sono uniti dai motivi più diversi e che creano un legame così forte da renderli quasi una famiglia (libri come Sei di Corvi, The Raven Boys, La casa sul mare celeste, Aurora Rising sono alcuni esempi di titoli pubblicati in Italia con questo tema).
Se potessi, inserire questo tra i miei generi preferiti!

Sei un vero e proprio vulcano di idee: su Instagram sforni iniziative, giochi e collaborazioni. Da dove trovi ispirazione? Quanto è importante la condivisione?

Riprendo quanto detto poco fa sul senso di appartenenza: non ho mai pensato né costruito la mia pagina come una vetrina per le recensioni (e infatti sul mio profilo se ne vedono pochissime, come poche sono le collaborazioni con case editrici o autori e autrici). Quando qualcuno mi chiede dei consigli su come gestire una pagina Instagram, la prima cosa che dico sempre è “Non essere un’isola”, interagisci e cerca persone con cui condividere questa esperienza e ne troverai altrettante che la renderanno magica.

Il mio focus è la mia community: le mie idee e le mie iniziative rispondono sempre alla domanda “Cosa posso fare in questo periodo con i miei?”.
I miei, la mia community, sono le persone a cui penso quando cerco ispirazione per un nuovo progetto. Mi piace avere delle scuse per leggere insieme (con le live e le chiamate su Meet o le maratone di lettura), per incontrarli quando si può (in fiera, oppure anche per attività organizzate, come la readathon in presenza organizzata l’estate scorsa) e per farli divertire e staccare un po’ dalla vita che a volte non è così gentile.

Mi piace anche dare spazio a quelle persone che parlano di libri in un modo che mi conquista (come con i giochi libreschi o altre attività in collaborazione che organizzo saltuariamente), perché vedo quanto potenziale ci sia su questa piattaforma e voglio contribuire a diffonderlo.

Molte persone non le conosco, né le ho mai viste di persona, eppure parlare con loro mi dà sempre una gioia unica e quando mi scrivono per dirmi che sono felici di parlare con me e partecipare ai miei progetti mi illuminano la giornata.
Sono loro il motore di quello che faccio e non potrei esserne più grata. È grazie a loro che la lettura è diventata l’esperienza meno solitaria della mia vita.


Quali sono i tuoi tre libri preferiti? Siamo consapevoli che per un amante della lettura è infatti difficile individuarne solo uno…

Anche qui mi cogli impreparata, ma direi che posso citare tre titoli tra i miei preferiti il più diversi possibile tra loro

  • Piranesi di Suzanne Clarke, per le atmosfere e la penna dell’autrice, capace di infondere la Casa di un senso di alienazione e appartenenza unico.
  • Heartstopper, perchè è una graphic novel tanto dolce quanto intensa, che mi fa sorridere anche quando mi sento giù.
  • Illuminae, una trilogia dalla struttura narrativa sperimentale (fatta di file, email, trasposizioni di filmati e tanto altro) con un gruppo di personaggi che vi farà innamorare e una trama piena di colpi di scena e situazioni da togliere il fiato

E invece quale libro proprio non hai sopportato.

Se un libro non mi piace, di solito non lo finisco, ma ci sono delle eccezioni.

  • Le braci, che temo di aver letto nel momento sbagliato perché ho davvero faticato a concluderlo. E contava solo 120 pagine!
  • A discovery of witches, di cui dovrei dire davvero tante cose ma mi limiterò a: se mai avrò così tanti poteri e non sarò ancora capace di conquistare il mondo potete tranquillamente farmi fuori, avete il mio permesso.
  • Tre, che non mi ha lasciato molto e ho finito solo perché lo stavo ascoltando in audiolibro. Ma anche qui rassicuro, credo che sia un libro che può dare molto alle persone giuste, anche se non ha avuto questo effetto su di me.

Qual è il progetto letterario di cui vai più fiera?

Ho amato tantissimo organizzare le chiamate “Being a bookstagrammer” in cui condividevo con i partecipanti tutte le informazioni necessarie per aprire una pagina bookstagram e cominciare a creare la propria community.

Attualmente mi piace molto la rubrica “curiosità editoriali”, in cui racconto dietro le quinte del mondo editoriale e di autori e autrici famose. Nasce tutto dalla mia rubrica #funfactstime, in cui ogni giorno per un anno ho condiviso un fun facts su un argomento a caso, e mi permette di sfruttare tutte le conoscenze apparentemente inutili che ho raccolto durante gli anni di studi (e dalla saggistica che ancora leggo sul tema).

Il tuo più grande sogno nel cassetto (se si può sapere 😊 ) 

Mi piacerebbe riuscire a pubblicare una storia, avevo quasi accettato un contratto editoriale ma purtroppo per vari motivi ho dovuto declinare la loro offerta!
Vorrei che la mia scrittura trovasse il suo posto tra i miei scaffali e quelli di chi può innamorarsi di ciò che scrivo, ma credo ci vorrà ancora un po’ di tempo.

Per quanto riguarda invece bookstagram, sto progettando un viaggio con tappe in tutta Italia per visitare i creators-amici che ho conosciuto negli anni e visitare insieme le città con i loro occhi!
Se prenderà forma, vi porterò con me con qualche video.