Dietro le quinte: la letteratura e il teatro secondo Stefano @lavaligiadellettore

Attore, cantante, alle volte podcaster ma anche un inguaribile lettore. Per la rubrica Dietro le quinte abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Stefano, in arte @lavaligiadellettore. Abbiamo così scoperto come letteratura e teatro si fondano insieme perfettamente.

Ma scopri di più leggendo l’intervista…

Innanzitutto, presentati! E da dove ti è venuta l’idea del nick @lavaligiadellettore?

Ciao a tutti e a tutte! Mi chiamo Stefano Colli e nella vita faccio il cantante-attore. Il mio lavoro mi porta a viaggiare tantissimo, spesso in treno. Quale miglior occasione quindi per leggere un buon libro in tranquillità? Ed è proprio da qui che è nato in mio nick: nella mia valigia infatti non mancano mai almeno quattro o cinque titoli! Ricorrere agli e-book non sarebbe più comodo, starete pensando voi? …ma proprio non ce la faccio. Io un libro ho bisogno di viverlo fisicamente: toccarlo, guardarlo, sottolinearlo, scrivere i miei pensieri a bordo pagina!

Com’è nata la tua passione per la lettura?

Mi è sempre piaciuto leggere ma confesso che da ragazzino non ero l’accanito e appassionato lettore che sono oggi. Gli anni di scuola mi hanno certamente permesso di conoscere ed innamorarmi di autori come Calvino, Buzzati, Orwell, Pirandello, Leopardi. Ma è durante il periodo universitario che ho riscoperto il mio amore per la lettura. Leggere è diventato per me uno strumento fondamentale per entrare in contatto con me stesso in maniera più profonda ed autentica, ma anche per tentare di codificare la realtà che mi circonda. Conoscere storie, punti di vista altrui, è secondo me un mezzo importantissimo per allenare l’empatia ed tenere lontana l’indifferenza.

Parli attivamente sui social di libri. Quali sono secondo te i pregi e i difetti di questo tipo di comunicazione? 

Questa domanda prevedrebbe una risposta molto lunga! Ogni strumento include la convivenza di limiti ed opportunità. Per quanto mi riguarda “La Valigia del Lettore” ha rappresentato una possibilità di grande crescita sotto diversi punti di vista. Mi ha permesso di creare una piccola community virtuale con cui confrontarmi, scambiare consigli di lettura, commentare insieme le letture appena concluse. E, molte volte, anche di interfacciarmi con gli stessi autori e autrici dei libri che leggo. Tutto questo per me è profondamente stimolante, nonché fonte di grande gioia. Da qui poi sono nate anche tante amicizie reali e connessioni che hanno portato a loro volta alla nascita di nuovi bellissimi progetti.

Nella vita non leggi solo, ma sei anche un attore e cantante. Come si coniugano tutte queste passioni? Quanto influisce il teatro nelle tue letture?

Devo dire che la mia più grande soddisfazione è arrivata proprio quando sono riuscito a fare concretamente dialogare queste mie due vitali passioni. Mi spiego meglio. Da qualche anno, grazie a Fondazione AIDA di Verona, realtà produttiva con cui collaboro attivamente, sono riuscito a portare in teatro la trasposizione di alcuni romanzi che ho amato e divulgato attraverso il mio progetto e che stanno attualmente girando nei teatri italiani e nelle scuole: Non superare le dosi consigliate (Guanda) di Costanza Rizzacasa d’Orsogna, che tratta il complesso tema dei disturbi alimentari e dell’immagine e Viola e il Blu (Salani) di Matteo Bussola per riflettere sugli stereotipi di genere.

Ti sei dedicato al festival Filo d’Identità, ci racconti un po’ il progetto? Che esperienza è stata? 

Durante la pandemia io e Kendra Fiumanò di Arci Valdarno abbiamo organizzato un piccolo festival online che consisteva in una serie di incontri con scrittori, scrittrici e personalità del mondo della cultura e dello spettacolo per affrontare diverse tematiche legate al tema dell’identità. L’anno successivo abbiamo accettato la sfida di provare a dare vita ad una seconda edizione, questa volta però dal vivo in Toscana, nella provincia di Pisa, tra Pontedera, Montopoli in Val d’Arno e San Miniato. Si è rivelata un’esperienza unica ed estremamente positiva. Non potevamo auspicare una programmazione artistica più ricca e un coinvolgimento della comunità più attivo! Così attualmente stiamo già lavorando alla terza edizione di “Filo d’Identità – incontri, storie, corpi.”

Quali sono i tuoi tre libri preferiti? Siamo consapevoli che per un amante della lettura è infatti difficile individuarne solo uno…

Non so mai rispondere a questa domanda ahah. Quindi non lo farò, o meglio lo farò in parte! Ti indicherò i tre titoli più interessanti che ho letto nell’ultimo mese: “L’ultima cosa bella sulla faccia della terra” Di Michael Bible (Adelphi), “Come in cielo” di Damiano Scaramella (NN editore), ”La vita altrove” di Guadalupe Nettel (La Nuova Frontiera). Va bene lo stesso come risposta!?

E invece qual è un libro che proprio non hai sopportato.

Confesso che un libro di cui non ho compreso il grande successo e che non sono riuscito minimamente ad apprezzare è “I Leoni di Sicilia” di Stefania Auci. Tra l’altro è appena uscita anche la serie tv su Disney+. Ho intenzione di guardarla per capire se mi farà rivalutare anche l’opera da cui è ispirata.

Il tuo più grande sogno nel cassetto (se si può sapere 😊 )

Il mio più grande sogno nel cassetto in ambito letterario era quello di costruire un festival ideato da me. Ho iniziato a piantare i primi semini con “Filo d’identità” e mi piacerebbe tanto che questo progetto potesse crescere e raggiungere una dimensione sempre più ampia e magari ottenere una credibilità a livello nazionale. Già che ci siamo sogniamo in grande, no!?