Dietro le quinte: la lettura funziona anche come cupido, parola di @amiamoci_tralepagine

È stata, soprattutto, la lettura a farli incontrare e innamorare. Per la rubrica Dietro le quinte abbiamo intervistato Silvia e Luca, i due ragazzi che si celano dietro @amiamoci_tralepagine. Un profilo “di coppia” non tradizionale, dove la passione che accomuna entrambi li ha portati ad avere uno spazio condiviso dove parlare a ruota libera di romanzi e non-fiction senza schemi e senza filtri. C’è tanto amore in questo profilo!

Innanzitutto, presentatevi!

Silvia ha 34 anni, romagnola doc anche se tutti dicono emiliana (per molti di voi non farà differenza, ma toglietele tutto tranne la piadina). Legge da quando è bambina e con gli anni ha smesso di farlo solo con gli occhi e ha iniziato a farlo col cuore. Crede fermamente che un libro sia un viaggio verso un altrove e che la lettura sia una forma di resistenza. Oggi lavora nell’ambito delle risorse umane, ma ogni giorno non vede l’ora di tornare a casa per aprire il suo libro.

Luca ha 31 anni, è di Roma e non romagnolo (ma Silvia ci sta lavorando). È puntiglioso quanto basta per dire che essere puntigliosi non è un difetto, e questo si risente anche nel suo modo di vivere la lettura. È un lettore filologico, anche se alla fine ama le storie che non hanno un filo logico. Negli scaffali della sua libreria non troverete neanche un libro che fa ridere, ma piuttosto tutta la contraddittorietà della vita umana. Crede fermamente che un libro sia una stretta di mano, per la sua capacità di mettere in relazione. Lavora come ricercatore universitario, cosa che gli consente la fortuna di leggere molto anche per lavoro.

Il vostro è un profilo di coppia. È stata la lettura a farvi incontrare?

Proprio così! Anzi, a dire il vero sono stati la lettura e proprio Instagram (un pomeriggio, al mare) a farci conoscere. In effetti, prima di @amiamoci_tralepagine entrambi avevamo una pagina individuale dedicata alla condivisione delle nostre letture. Ci seguivamo a vicenda ma senza mai aver davvero interagito più di tanto. Poi un giorno… E ora eccoci qui, innamorati della lettura come sempre ma anche soprattutto di noi e della vita che stiamo costruendo insieme.

Come gestite la vostra pagina? Siete autonomi o concordate anticipatamente i contenuti e chi fa cosa?

In un certo senso potremmo dire che non la gestiamo: sono le letture che facciamo a gestire noi e la frequenza o la tipologia dei contenuti. Siamo autonomi, leggiamo cose diverse e le raccontiamo ciascuno a modo proprio, naturalmente organizzando secondo un minimo di logica (alternanza, varietà, frequenza) la pubblicazione dei rispettivi contenuti. Di base, comunque, ci piace l’idea di vivere in uno spazio che sia un po’ come una seconda casa, nel quale muoverci insieme ma senza regole eccessive e soprattutto mantenendo una certa spontaneità.

Parlate attivamente sui social di libri. Quali sono, secondo voi, i pregi e i difetti di questo tipo di comunicazione?

Questa domanda scoperchierebbe un vaso di Pandora senza fondo. Cercando di essere sintetici c’è da dire che sicuramente le piattaforme social permettono di mettere in relazione delle comunità di persone che si riconoscono intorno a oggetti di interesse comuni e che spesso finiscono poi per conoscersi anche al di là dello schermo. Inoltre, l’orizzontalità che contraddistingue queste piattaforme consente di portare argomenti di ogni tipo a un pubblico potenzialmente trasversale. Proprio questa orizzontalità, tuttavia, è anche uno dei limiti dei social a nostro avviso, soprattutto quando si tratta di trattare oggetti complessi come le opere letterarie. La letteratura, e l’arte in genere, hanno bisogno spesso di tempo e di spazio per essere comunicate. L’argomentazione non sempre è la benvenuta sui social.

Nella vostra bio scrivete che “consigliamo letture, per cui facciamo pochi reels e scriviamo lunghi post”. Non credete che il futuro di alcuni social, come IG, sia quello dei video che richiedono meno attenzione all’utente e di conseguenza siano più facilmente fruibili?

Ecco, la domanda cade proprio a pennello. Appunto per quello che abbiamo appena detto, la modalità comunicativa dei reels, che oggi va per la maggiore su Instagram (e non per scelta democratica, diremmo…) è una modalità che ha senz’altro grandi potenzialità (e che a piccolissime dosi – troppo piccole per i gusti dell’algoritmo imperante – anche noi tentiamo di esplorare) ma che rischia di relegare alla semplificazione estrema contenuti che avrebbero bisogno di tutt’altro sviluppo di spazio e di tempo, senza contare il rischio altissimo di omologazione e “appiattimento” sui trend di volta in volta più in voga. Discorso diverso sarebbe invece da fare per lo strumento video nel caso di una piattaforma come YouTube. Chissà, forse un giorno…

C’è un genere letterario che appassiona entrambi? E, invece, uno che proprio vi mette in disaccordo?

Senza farlo apposta, ci troviamo davvero molto in sintonia rispetto ai generi e alle tipologie di letture che preferiamo (anche se spesso leggiamo cose che vanno in direzioni molto diverse). Leggiamo molta narrativa, ma un genere in particolare che appassiona entrambi, e sul quale ci troviamo ciclicamente a dibattere, è sicuramente la non-ficition.

Quali sono i vostri tre libri preferiti? Siamo consapevoli che per degli amanti della lettura è infatti difficile individuarne solo uno…

Come dite, è difficile (se non impossibile) scegliere un podio, che inevitabilmente sarebbe diverso ogni volta che ci dovessimo trovare a rispondere a questa domanda. Perciò oggi diciamo ciascuno i primi tre titoli che ci vengono in mente se pensiamo a libri per noi importanti.

Silvia: Isabel Allende, La casa degli spiriti; Gabriel García Márquez, Cent’anni di solitudine; Cesare pavese, La luna e i falò.

Luca: Malcolm Lowry, Sotto il vulcano; Annie Ernaux, Il posto; Giuseppe Berto, Il male oscuro.

E invece quali sono tre libri che proprio non avete sopportato.

TW: nessuno si offenda, ci raccomandiamo. In ogni caso non riusciamo a dirne tre a testa, di solito siamo abbastanza bravi a rispettare le nostre aspettative di lettura quando scegliamo dei titoli da leggere. Silvia potrebbe citare Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen e Parlarne tra amici di Sally Rooney, mentre a Luca viene in mente solo L’idiota di Elif Batuman.

Qual è il progetto letterario di cui andate più fieri?

Non siamo fondatori di particolari progetti letterari, specie legati alla nostra pagina IG. Tuttavia, grazie ad @amiamoci_tralepagine abbiamo potuto condurre presentazioni di volumi sia online che in presenza e da ultimo abbiamo partecipato al progetto di NN Editore “Di lavoro leggo”, dedicato alle scuole.

Il vostro più grande sogno nel cassetto (se si può sapere 😊

Semplice e (in)dolore: aprire una libreria. Verreste a trovarci?