Dietro le quinte: la creatività, il design e i libri strani di Ambra @sonosololibri

Prendi un pizzico di creatività, aggiungici la passione per i libri strani e i giochi di ruolo. Mischia il tutto e incontri la gentilezza e simpatia di Ambra, in arte @sonosololibri. Una creator disponibile e allegra che abbiamo avuto il piacere di intervistare per la nostra rubrica Dietro le quinte.

Enjoy the reading!

Innanzitutto, presentati!

Sono Ambra, toscana trapiantata da ormai una decade in Campania. Nella vita sono una designer e una creatrice di caos a tempo pieno. Ho un amorevole marito, un gatto di nome Sputnik, e un sacco di piante.

Com’è nata la tua passione per la lettura?

Prima ancora di saper leggere ascoltavo le fiabe sonore – “a mille ce n’è, del tuo cuore di fiabe da narrar…”-  poi sono passata a Topolino e agli Istrici. Da che ho memoria, insomma, ho sempre letto, anche grazie alla mia preziosa mamma che mi consigliava cose affini ai miei gusti e alla mia età. L’unica battuta di arresto è stata durante le scuole superiori “grazie” a delle scriteriate imposizioni di lettura che hanno completamente spento il mio amore. La scintilla è scoccata di nuovo all’università, quando un giorno, sul mio quotidiano treno da pendolare, ho trovato un libro abbandonato. Quel libro era Lo Hobbit, e una volta persa in quel mondo, non ne sono più uscita.

Parli attivamente sui social di libri. Quali sono, secondo te, i pregi e i difetti di questo tipo di comunicazione?

Penso che i social abbiano fatto ciò che noi lettori abbiamo sempre sognato: creare una comunità.
Non semplicemente persone che subiscono passivamente i contenuti, ma dei compagni di viaggio
con cui confrontarsi, raccontarsi e, spesso, condividere molto di più di una passione.
Una cosa che mi commuove sempre, è che i social sono capillari e tendono a far scendere dal piedistallo cose che a volte sembrano inarrivabili, soprattutto in ambito culturale. Insomma ci sono persone che sui social hanno scoperto – o riscoperto – la lettura. Perché se a parlarne sono persone comuni, armate solo di passione e di tutto il corredo di idiosincrasie di ogni essere umano, trovare il tempo o pensare di avere la capacità di fare qualcosa credo sembrino molto meno lontane.
 
Ciò a cui bisogna forse porre attenzione, è di non cadere nella trappola dei confronti e non farsi prendere dall’“ansia da prestazione”. Perché ognuno legge in modo, a un ritmo e per motivi diversi. Tutti ugualmente validi.

Sei la proud mama di Dungeon of Readers, una delle idee più originali viste sul bookstagram. Da dove è nata l’idea? Quale riscontro hai avuto?

L’idea della Dungeon of Readers nasce subito post pandemia da uno scontro frontale tra l’impellente voglia di tornare a viaggiare, le traballanti pile di libri accumulati e ancora da leggere e la mia passione per i giochi di ruolo.
Ne è nata una sfida che è anche un viaggio letterario, in cui ci sono un percorso da intraprendere e prove da superare leggendo dei libri. E come in ogni periglioso viaggio che si rispetti, ci sono anche bivi e imprevisti che ostacolano il cammino di coloro che decidono di intraprenderlo.
Il riscontro è stato a dir poco inaspettato. In realtà, è stato una sorta di radioso meteorite che mi si è schiantato in piena fronte. In meno di 24 ore il gruppo Telegram dedicato alla sfida ha raggiunto più 900 iscritti e io stento ancora a crederci. Molte persone hanno completato la sfida, e si, ce n’è una nuova in preparazione, questa volta ambientata in una città cyberpunk.


Il tuo amore per i libri si è esteso fino alla creazione di un tuo reading journal. Ci parli del processo creativo? Pensi che in qualche modo sia un gadget imprescindibile per i booklover?

Credo che niente sia imprescindibile, perché ognuno funziona in una maniera diversa ed è bellissimo così. Personalmente, tengo un reading journal da diversi anni. Mi piace tenere traccia di ciò che leggo, delle sfide o dei gruppi di lettura a cui partecipo, e anche avere delle piccole “statistiche” che mi rendono una lettrice più consapevole. Non tutti però hanno il tempo o la voglia di impostarne uno da zero quindi, in una delle conversazioni interiori con il mio cervello che non riesce mai a stare fermo, mi sono detta che sarebbe stato carino creare qualcosa per la community, alla quale mi sono rivolta per sapere cosa avrebbero voluto nel loro reading journal perfetto. Per il tema mi sono rifatta a una cosa a me molto vicina, ovvero le streghe, cercando di realizzare qualcosa che fosse funzionale ma nel contempo estremamente personalizzabile. Essendo il primo ovviamente non è privo di difetti, né lo sarà il secondo al quale – spoiler – sto lavorando. 

Nella tua bio di Instagram accenni al fatto di leggere libri strani.  Quali sono quelli più assurdi che tu abbia letto e perché?

La mia passione per i libri strani nasce con Casa di Foglie, che è e rimane una delle cose più assurde, sia letterariamente che “fisicamente” parlando, che io abbia mai letto. La metaletteratura, soprattutto quella ergodica (ovvero quella in cui il concetto per cui si legge da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso non è sempre vero), mi affascina perché si muove non solo sul piano narrativo, ma anche su quello di libro come oggetto/concetto, rendendo il lettore parte attiva del processo di lettura. Insomma perché vincere facile quando ci si può allegramente complicare la vita?
Nella lista del perfetto lettore di libri stani non possono assolutamente mancare S. La nave di Teseo, in cui ai margini del libro si svolge un’altra storia, Le memorie dello squalo, con i suoi squali concettuali fatti di parole, e, per la sezione “book in a box”, ovvero libri decostruiti in cui l’ordine di lettura della storia è casuale, sicuramente In balia di una sorte avversa e il graphic novel Building Stories.

Quali sono i tuoi tre libri preferiti? Siamo consapevoli che per un amante della lettura è infatti difficile individuarne solo uno…

Alla domanda sui libri preferiti è sempre difficile rispondere, perché ci sono testi che, senza magari essere dei capolavori, hanno una “rilevanza emotiva” che però è del tutto personale. Però posso provare a tirare fuori dal cilindro tre libri che mi hanno segnata nel mio percorso di lettrice.
Uno è senza dubbio il sopracitato Casa di Foglie di Mark Danielewski, a cui affianco Infinite Jest di D.F. Wallace e Il profumo di Sünskind.

E invece quali sono tre libri che proprio non hai sopportato.

La vita è troppo breve per parlare di libri brutti. Si è una risposta paracula.
 

Qual è il progetto letterario di cui vai più fiera?

Domanda difficile, ma al momento ho un gruppo di lettura, Penombre, composto da quasi 300 persone del quale non potrei essere più orgogliosa.

Il tuo più grande sogno nel cassetto (se si può sapere 😊 ) 

Diventare una rock star. Ah non sono più gli anni ’80? Ok, allora visitare tutti i continenti. Si, compreso l’Antartide.