Dietro le quinte: le atmosfere gotiche, il true crime e i classici secondo Mariella

Il suo profilo emana tantissime dark academia vibes, ha una grandissima passione per i classici, il gotico e il true crime. E le ingiustizie poi, non le vanno proprio giù. Per la rubrica Dietro le quinte abbiamo avuto il piacere di intervistato Mariella, in arte @attorcigliata.

Preparatevi ad una lettura super witchy!

Innanzitutto, presentati! E toglici anche una curiosità… da dove deriva il tuo nickname @attorcigliata?

Io sono Mariella Ferrara, sui social meglio conosciuta come Attorcigliata, nella vita reale sono una fotografa e un’insegnante di scuola primaria, in quella virtuale mi occupo di libri, femminismo ed esoterismo. Inoltre ho una passione sconsiderata per il true crime e i classici. Scelsi questo nome perché spesso quando leggo mi attorciglio i capelli – una cosa che faceva anche mio zio che purtroppo non c’è più da tempo – e perché nel periodo in cui nacque la pagina, i miei pensieri erano più ingarbugliati che mai.

Com’è nata la tua passione per la lettura?

Quando penso a me da piccola, mi penso sempre con un libro in mano, che fosse un albo da colorare con qualche frase o un volume di Geronimo Stilton. La mia mamma mi leggeva le fiabe da bambina, io ho poi proseguito con i fumetti di Topolino, Minnie e Le Witch, fino ad arrivare ad Harry Potter e ai mondi fantastici. Il caso ha poi voluto che fossi miope come una talpa e che l’oculista mi intimasse di leggere meno per tutelarmi. Non l’ho mai ascoltata.

Parli attivamente sui social di libri. Quali sono secondo te i pregi e i difetti di questo tipo di comunicazione?

Il pregio principale del parlare di libri sui social è quello di aver creato una bella community di lettori e di aver avvicinato magari anche solo una persona al mondo letterario. Il difetto è dovuto più che altro a una concezione secondo me sbagliata dei libri, sono prodotti sì culturali ma sono pur sempre prodotti e quindi non si dovrebbe temere il dare giudizi anche negativi. A volte sui social ti guardano male se provi a dire peste e corna di un romanzo.

Molto spesso usi i tuoi canali social anche per parlare di tematiche importanti e attuali, come ad esempio il femminismo. Quanto credi sia efficace questo tipo di divulgazione? L’esporti ti ha portato ad essere criticata e/o anche insultata?

Per quanto riguarda il femminismo, io mi ritengo a tratti una divulgatrice ma non un’attivista. Sono alquanto critica nei confronti dell3 “attivist3 sui social” perché con gli anni mi sono resa conto che – a parte qualcunə che davvero riesce a cambiare qualcosa – la maggior parte porta solo acqua al proprio mulino per monetizzare. Io non posso essere coerente al 100% con le istanze femministe sulla lotta di classe perché sono promotrice del capitalismo che crea desiderio nei confronti di un oggetto materiale, di un libro, ma trovo sia diverso dall’usare la divulgazione femminista solo per emergere e diventare influencer della qualunque con le vacanze gratis. Diciamo che allontanarmi dalla bolla è ciò che mi ha permesso di emergere meno ma mi va molto meglio così.

Per quanto riguarda le critiche, le preferisco alle molestie nei messaggi privati.

Di professione sei una maestra alla scuola primaria: quanto ha influito questo lavoro sulle tue letture?

Il mio lavoro influisce sulle mie letture solo nel momento in cui cerco qualche volume per i miei bambini. Per il resto, riesco a leggere abbastanza a parte in alcuni periodi dell’anno in cui il cervello mi si frigge più facilmente a scuola.

Quali sono i tuoi tre libri preferiti? Siamo consapevoli che per un amante della lettura è infatti difficile individuarne solo uno…

La mia triade, difficilissima da scegliere, potrebbe essere questa: Via col vento, Anna Karenina, Dio di illusioni.

E invece quali sono tre libri che proprio non hai sopportato.

Io odio Follia di McGrath, spero voi non odierete me ma è un libro che ho mal sopportato e non mi è ben chiaro l’hype. Mal sopportato anche “Una vita come tante”, scritto divinamente ma con uno sviluppo della storia che ancora mi lascia interdetta. Pornografia del dolore. Altro libro che non tollero è “La città dei vivi” di Lagioia, qua pornografia del dolore piena zeppa di retorica. Not my cup of tea.

Qual è il progetto letterario di cui vai più fiera?

Il mio progetto letterario del cuore è e rimarrà forse sempre #TheEvilManor, il mio castello gotico virtuale che ha visto tanti lettori unirsi a Milady – il mio alter ego utile ai fini della narrazione – per leggere gotici e horror. Ora #MariCriminali sul true crime è una sua piccola appendice, ma preso arriveranno novità!

Il tuo più grande sogno nel cassetto (se si può sapere 🙂 )

Scoprirmi ereditiera!

No scherzo – diciamo – vorrei poter conoscere alcuni scrittori del cuore che sono ancora in vita e comprare una casa da riempire di librerie. Per la seconda cosa forse essere ereditiera semplificherebbe il tutto! E poi non so se sia proprio un sogno ma probabilmente mi piacerebbe diventare dirigente scolastico, prima però vorrei avere una classe tutta mia da portare avanti dalla prima alla quinta primaria. Veder crescere i miei alunni dai 6 ai 10 anni!