Dietro le quinte: un assaggio di Spagna in compagnia di Chiara @_bookscorner

Le tematiche LGBTQ+, la letteratura spagnola e la passione per l’editoria si incontrano nella creatività di Chiara, in arte @_bookscorner, ragazza trapiantata a Madrid. Per la nostra rubrica Dietro le quinte abbiamo scambiato due chiacchere con lei e abbiamo scoperto diverse curiosità anche sull’editoria spagnola…

Mi chiamo Chiara, sui social sono @_bookscorner, una grande appassionata di letteratura LGBTQ+, di letteratura russa e di tutto quel filone di libri che chiamerei “millennial”, e nella vita reale sono una content creator per un’agenzia creativa di Madrid, dove vivo. Banalmente il mio nick è stata la prima cosa che mi è venuta in mente nel momento in cui ho deciso di aprire il profilo, ormai nel lontano ottobre 2019. Volevo che fosse il mio “angolo di libri”, dove io potessi parlare liberamente delle mie letture e condividere con altre persone i miei pensieri. L’ho aperto all’improvviso, senza pensarci troppo. Avevo appena iniziato un corso professionalizzante alla minimum fax ed ero circondata da persone che condividevano costantemente le loro impressioni sui libri, alcune anche su Instagram. E allora ho deciso di farlo anche io.

Non ricordo il momento esatto in cui ho iniziato a leggere ma sí chi mi ha aperto questo mondo: la mia fantastica nonna. Da piccola ero sempre circondata da libri, e complice la libreria grandissima di nonna e il fatto che alle elementari mi avessero fatto leggere dei libri che mi hanno catturata, è nata una piccola lettrice. Per me non credo esista un momento in cui ho iniziato a leggere, perché i libri sono sempre stati intorno a me. Ma ho 3 libri che, secondo me, hanno segnato i miei primi passi da lettrice: Mio nonno era un ciliegio di Angela Nanetti, Pippi Calzelunghe e Harry Potter e la pietra filosofale.

Secondo me ci sono più pregi che difetti. Alla fine abbiamo la possibilità di parlare sui social di una cosa meravigliosa, i libri, e di farlo consapevoli di condividere con altre persone una nostra passione. Io ho scoperto il bookstagram prima da fruitrice e mi è parsa una cosa geniale, avere la possibilità di leggere le opinioni di gente random, scoprire nuovi libri che senza il bookstagram non avrei mai scoperto. Ecco, credo che proprio questo sia il più grande pregio di questo tipo di comunicazione: avere la possibilità di conoscere libri che magari entrando in libreria non avresti mai visto o calcolato. Ovviamente le opinioni su un determinato libro sono varie, a volte è discutibile il proprio concetto di “opinione” che hanno le persone, ma le polemiche lasciano il tempo che trovano.

È nato tutto dal mio erasmus a Madrid che mi ha fatto innamorare della città. Sono andata via con la promessa che sarei tornata a viverci. E infatti nel 2020 ci sono tornata e (per il momento) sono ancora qua. Non ci sono parole per descrivere il mio legame con questa città, per me c’è un prima Madrid e un dopo Madrid, soprattutto se guardo me stessa e come sono cambiata. Qui ho iniziato a lavorare, sono diventata indipendente. E anche dal punto di vista dei libri, mi sta arricchendo tantissimo perché ho la possibilità di scoprire una parte di letteratura vastissima che in Italia viene quasi spesso ignorata, la spagnola e latinoamericana. E avere la possibilità di leggere in lingua originale è un grande vantaggio.

Per me la più grande differenza è che ci sono un sacco di libri italiani che vengono tradotti in spagnolo, ma non il contrario. Spesso negli scaffali delle novità si vedono libri italiani tradotti come Niente di vero di Veronica Raimo o Rancore di Carofiglio, per dirne due.

E poi secondo me l’editoria spagnola scommette molto di più su autori giovani, basti vedere tutto il filone della letteratura millennial che sta spopolando adesso in Spagna e in America Latina. Quella italiana porta con sé tanti strascichi di una cultura ancora tanto tradizionalista e francamente “vecchia”. In Spagna si tende ad aprirsi alle differenze e a metterle in valore, basti pensare alle numerose case editrici LGBTQ+ o femministe.

Più che titoli, consiglio autori che per me hanno fatto la storia e lascio a voi il piacere di spulciare i loro titoli: Almudena Grandes, Mercé Rodoreda, Carmen Martín Gaite, Federico García Lorca. Se dovessi consigliare un solo libro sceglierei Le ragazze di Ventas di Dulce Chacón.

Essendo una grande appassionata di letteratura millennial, vi consiglio titoli che secondo me stanno facendo e faranno la storia in Spagna: I nomi propri di Marta Jiménez Serrano, Panza de burro di Andrea Abreu, Supersaurio di Meryem El Mehdati (non tradotto in italiano), Il tarlo di Layla Martínez, Io canto e la montagna balla di Irene Solá, Lettura facile di Cristina Morales, Il resto è aria di Juan Gómez Barcena e La tirannia delle mosche di Elaine Vilar Madruga (in arrivo in Italia a dicembre). Per chi ama i saggi: Papyrus di Irene Vallejo.

Questa domanda per me varia da periodo a periodo della mia vita. Adesso ti direi L’amica geniale (lo facciamo valere per uno) di Elena Ferrante, Il caos da cui veniamo di Tiffany McDaniel e I nomi propri di Marta Jiménez Serrano.

L’amore molesto di Elena Ferrante (mi piange il cuore a dirlo, ma è così), 13 modi di vedere una ragazza grassa di Mona Awad e Crudo di Olivia Laing.

Sicuramente Anime Slave e Tapas Letterarie. Il primo progetto, creato con @adrenalibri, @appartamenton50 e @slavistecolrossetto, mi ha dato la possibilità di approfondire una mia grande passione che è la letteratura dell’est. Abbiamo fatto un grandissimo lavoro di ricerca per ripescare titoli interessanti (e tradotti in italiano) dei principali paesi dell’est Europa. Ogni mese sceglievamo un paese e condividevamo dei consigli di lettura che poi discutevamo in una diretta tutti insieme.

Tapas letterarie, creato con @lamentolento, mi ha accompagnata nel mio primo periodo in Spagna ed è stato bellissimo. Proprio a radice del fatto che in Italia la letteratura spagnola è un po’ sconosciuta, io e Federica abbiamo scelto un tema ogni mese (la guerra civile, letteratura femminista, il Siglo de Oro, la España rural, etc.) e lo abbiamo approfondito con dei consigli di lettura.

Se potessi, rifarei entrambi i progetti daccapo!

A livello lavorativo ti direi lavorare in una casa editrice, è il mio sogno da sempre ed è quello per cui ho studiato. A livello letterario, avere un podcast tutto mio. E in generale nella vita, riuscire a comprarmi una casa a Edimburgo o alle isole Canarie, due posti che mi hanno rubato il cuore.