Dietro le quinte: un assaggio di Svezia con Iman @faerthurin

Un profilo cosmopolita, un’incredibile quantità di letture anche poco conosciute e tanto, tantissimo giallo. Potrebbero essere queste in sintesi le caratteristiche di Iman, in arte @faerthurin. Ma in realtà c’è molto di più! Per la rubrica Dietro le quinte abbiamo fatto due chiacchere con una ragazza solare e determinata, gentile e decisa e che ha fatto della letteratura molto di più che di una semplice passione.

Innanzitutto, presentati!

Ciao a tutti! Mi chiamo Iman, ho appena compiuto 30 anni e da ormai quasi 5 anni vivo in Svezia, a Stoccolma, dove sto facendo un master in letteratura e mi sto per laureare.

Com’è nata la tua passione per la lettura?

La mia passione per la lettura è nata abbastanza presto, alle elementari e alle medie leggevo molto e frequentavo spesso la biblioteca del mio paese. Durante il liceo ho letto molto poco, non ho vissuto bene la scuola durante quegli anni e sono certa che abbia influito molto il fatto che a scuola fossimo obbligatə a leggere libri. Durante l’università invece, grazie a dei bravissimi insegnanti e anche grazie a mia cugina che mi ha consigliato diversi libri che ho amato, ho ripreso a leggere e non ho più smesso.

Hai un nickname molto interessante. Da dove ti è venuta l’idea?

Il mio nickname è vecchissimo e non c’entra nulla con i libri. Faerthurin è un nome inventato, creato con un generatore di nomi elfici trovato online. Quando ho aperto il mio profilo Instagram, credo nel 2012, ero in fissa con la musica folk metal, andavo a un sacco di festival di musica medievali e celtici. Ho pensato più volte di cambiarlo, però ormai mi ci sono affezionata perché è un nickname che ho sempre avuto.

Parli attivamente sui social di libri. Quali pensi siano i benefici di portare la letteratura ad esempio su Instagram? Quali invece credi siano i punti più deboli della letteratura sui social?

Io credo che la letteratura vada portata in ogni spazio possibile, digitale e non, e credo che ogni spazio e ogni social imponga modi diversi di comunicare i libri e in generale la cultura. Io non credo ci siano punti deboli nella letteratura sui social, ovviamente non si può parlare approfonditamente di tutto, ma fornire uno sguardo generale su una determinata tematica.

Da ormai diversi anni vivi in Svezia. Quanto hai influito la tua esperienza all’estero sui tuoi gusti da lettrice?

Diciamo che il fatto di vivere in Svezia mi permette di vedere cosa si legge e cosa si scrive in Svezia, senza aspettare che i libri vengano tradotti in italiano. Non so se i miei gusti siano cambiati per il fatto che vivo in Svezia, ma sicuramente leggo dei libri che in Italia non leggerei perché magari non sono tradotti.

Quali sono secondo te le principali differenze tra l’editoria italiana e quella svedese?

Non lavorando in editoria, posso solo elencare alcune differenze che noto da fuori. Innanzitutto, c’è molta differenza tra il libro in copertina rigida e il pocket, cosa che in Italia non si percepisce allo stesso modo. In Svezia, il prezzo di un libro in copertina rigida arriva anche a 30 euro, mentre i pocket costano meno di 10. In questo senso l’editoria svedese somiglia più a quella anglofona. Gli sconti invece, non sono mai per casa editrice, ma sono dei giorni in cui tutti i libri in copertina rigida, o quasi, sono scontati in tutte le librerie di catena e anche in qualche libreria indipendente.

Ti ritieni un’accumulatrice seriale di libri? Compri più libri di quanto riesci a leggerne?

Sì, sono una grandissima accumulatrice di libri. Ne compro tanti, ma spesso li rivendo o li regalo se stazionano da tantissimo in libreria e non mi viene mai voglia di leggerli.


Quali sono i tuoi tre libri preferiti? Siamo consapevoli che per un amante della lettura è infatti difficile individuarne solo uno…

Domanda difficile ma ci proverò: L’isola di Arturo di Elsa Morante, I vagabondi di Olga Tokarczuk e Normal people di Sally Rooney. Non posso non menzionare Elena Ferrante, amo così tanto tutti i suoi libri che non saprei come inserirla in questa top 3. Mi ha cambiato la vita.

E invece quali sono tre libri che proprio non hai sopportato.

Tra i libri che non mi sono piaciuti ci sono: Jane Eyre, libro che ho letto tantissimi anni fa e che magari dovrei rileggere, Le braci di Sandor Marai, con la sua parvenza di dialogo che si rivela poi essere un monologo, e Sulla strada di Jack Kerouac, un libro che secondo me è invecchiato male, ma che se avessi letto a 15 anni probabilmente avrei apprezzato.

Qual è il progetto letterario di cui vai più fiera?

Credo forse il mio gruppo di lettura “Iman’s book club” che però ora è in standby. Devo dire che soprattutto durante gli anni del covid ho fatto diversi gruppi di lettura online, sia da sola che con altre persone, di cui sono molto fiera. Credo che parlare di libri su Instagram e far accostare alla lettura tante persone, sia già un bellissimo progetto.

Il tuo più grande sogno nel cassetto (se si può sapere 😊 )

Il mio sogno nel cassetto è quello di lavorare in editoria, oppure di fare un lavoro che mi permetta di viaggiare. Se riuscissi a combinare le due cose sarebbe davvero un sogno.