Dietro le quinte: alla scoperta dell’America con Serafina @storiedisera

Se pensi agli Stati Uniti e vuoi scoprire letture a tema probabilmente la prima persona che ti viene in mente sui social librosi è indubbiamente Serafina, meglio conosciuta come Storie di Sera.

Abbiamo fatto due chiacchere con lei per capire meglio la sua passione a stelle e strisce, ma anche per scoprire l’enorme lavoro che sta dietro alla creazione dei suoi contenuti. Da Instagram a Youtube i suoi consigli sono sempre azzeccati e approfonditi, ma ciò che ti farà venire voglia di leggere ciò che consiglia è l’empatia con cui parla di letteratura. Magnifica.

Innanzitutto, presentati!

Ciao! Sono Serafina, in arte Storie di Sera, ho un profilo Instagram e un canale YouTube dove condivido entusiasmo sui libri: quelli che leggo, quelli che vorrei leggere e i mille altri che non ho ancora scoperto.

Com’è nata la tua passione per la lettura?

Non saprei dire come, perché leggo da quando ne ho memoria, ho sempre trovato grande conforto nella fuga dalla realtà che offrono i libri, fin da bambina. In passato però è sempre stata una passione solitaria, la condivisione online con altri lettori ha aggiunto una nuova (più appagante!) dimensione alla mia esperienza con i libri. 

Parli attivamente sui social di libri, da Instagram fino a youtube. Con quale ti trovi meglio e quali pensi sia il più adatto al tuo modo di raccontare i romanzi?

Sono due mondi completamente diversi. Instagram ha un approccio più orizzontale, è più facile interagire in tempo reale attraverso i DM e creare contenuti in poco tempo e con relativa facilità. YouTube permette di creare contenuti più lunghi e approfonditi ma è prettamente verticale: nel box dei commenti è difficile costruire un confronto diretto. In più, creare video strutturati e al contempo accattivanti lascia molto più spazio alla creatività, anche se richiede tantissimo tempo. Non ho un canale preferito, sono felice di creare su entrambi, anche se YouTube mi dà più soddisfazioni a livello di apprezzamento della community.

Sappiamo che una delle tue passioni più grandi, se non la più grande in assoluto, è la letteratura americana. Da dove nasce questa vocazione? Quanto ha influito la tua esperienza negli Usa con ciò?

E’ una passione, o meglio una curiosità spasmodica, relativamente recente. Sono sempre stata una lettrice onnivora, con una predilezione per i classici – grandi storie e grandi personaggi – che continuo ad apprezzare tutt’oggi. Poi ho letto Pastorale americana di Philip Roth e il mio modo di guardare alla lettura è cambiato. Come ha potuto un libro su una vita meramente ipotetica – e soprattutto ambientato per la maggior parte dentro la testa piena di paranoie del protagonista – sconvolgermi così nel profondo? Allora non è tanto “il cosa” ma più “il come” a contare. Trovo che nel panorama letterario statunitense ci siano esempi pazzeschi di questo teorema. Hanno un’affinità particolare con il concetto di alienazione, di “atomizzazione della società” per dirla alla Joan Didion, e quindi sanno cogliere il disagio e le nevrosi umane e raccontarle in un’ottica particolare. Pensiamo a David Foster Wallace, a DeLillo, perfino a Vonnegut. Poi vabbè, questo è il motivo principale, poi ce ne sono altri di contorno. Ad esempio che ho un legame particolare con gli Stati Uniti perché ci ho vissuto per qualche tempo e perché il mio compagno è del New Jersey, vicino a Philadelphia, oppure che mi affascina il mito della frontiera, dell’on the road, delle ipocrisie da middle class dei sobborghi, tutti paradigmi molto americani.

Il tuo gruppo di lettura, l’American Lit Club, è particolarmente seguito e amato. Da dove ti è venuta l’idea?

Mi fa sempre sorridere ripensare a come è nato l’ALC, perché è nato per sincero impulso. Tutto è partito dalla mia voglia di esplorare in modo più sistematico la letteratura americana. Nell’estate del 2020 mi sono detta: “ma non è che c’è qualcun altro che vuol fare la stessa cosa?”. Così ho proposto la mia idea sulle storie di Instagram e aperto un gruppo Telegram. Con il passare del tempo siamo diventati tantissimi e abbiamo fatto un percorso meraviglioso, tra tanti generi ed epoche diverse del panorama letterario americano. 

Restiamo sempre in tema ALC. A fine mese, grazie alla collaborazione con #lepagaie di @Gaialapasini, ci sarà anche un primo incontro live del gdl. Quanto sei emozionata? Ti saresti aspettata di arrivare a questo risultato?

Sono molto emozionata ma soprattutto euforica di incontrare altre persone con cui chiacchierare di libri!

Quali sono i tuoi tre libri preferiti? Siamo consapevoli che per un amante della lettura è infatti difficile individuarne solo uno…

Probabilmente la mia risposta cambia ogni dieci minuti ma in questo momento dico: I miserabili di Hugo, Pastorale americana di Roth e Amatissima di Morrison.

E invece quali sono tre libri che proprio non hai sopportato.

Sto per sganciare qualche bomba, pronti/e? Una vita come tante di Yanagihara, Il mondo nuovo di Huxley, Quella sera dorata di Cameron.

Come ti vedi tra dieci anni?

Proprio non saprei ma di sicuro ho un libro in borsa.

Il tuo più grande sogno nel cassetto.

Non lo dico ad alta voce, scaramanzia, sai com’è!