Cronache di un gatto viaggiatore di Hiro Arikawa

Recensione del libro “Cronache di un gatto viaggiatore” di Hiro Arikawa. Un viaggio alla scoperta del Giappone e della vera amicizia che lega umani e animali.

Cronache di un gatto viaggiatore è un caso editoriale, pubblicato nel 2017, che dopo l’enorme successo ricevuto in patria è riuscito a raggiungere tutto il mondo. Edito in Italia dalla casa editrice Garzanti, questo libro è consigliato a tutti i gattofili e agli amanti del Giappone.

Ricco di emozioni, battute spiritose, immagini meravigliose e valori importanti, questo libro lascia anche parecchi insegnamenti sulla vita dei gatti e su ciò che spesso diamo per scontato, sbagliando.

Trama

Il protagonista di questa storia è Nana, un gatto randagio con la coda a forma di sette. Fiero della sua indipendenza, un giorno viene investito da una macchina e questo evento cambierà il corso della sua vita.

A prendersi cura di lui sarà Satoru, un ragazzo simpatico, sensibile e dolce che nutre profondo rispetto per i gatti. All’inizio non sarà semplice per Nana riuscire a fidarsi da lui e, soprattutto, ad essere portato in un’abitazione diventando quindi un gatto di casa.

Col tempo, però, verrà a crearsi una bellissima amicizia tra i due, che spesso sfocerà nella telepatia e nella vera comprensione di due specie animali diverse. Il loro rapporto sarà interamente basato sulla fiducia, il dialogo, il rispetto e l’amore.

A cambiare l’armonia creatasi, arriva il giorno in cui Satoru perde il lavoro ed è costretto a trasferirsi. Non potendosi più occupare di Nana decide di infilarsi nella sua station wagon color argento assieme al gatto, in cerca di qualcuno che possa accudirlo e adottarlo. Inizia così un viaggio tra le amicizie e i ricordi di Satoru, in cui non mancheranno gli spassosissimi commenti e pensieri di Nana.

Considerazioni personali

Tra paesini di campagna, spiagge oceaniche, campi di bambù, una marea di colori e profumi tutti giapponesi ci ritroviamo ad aver a che fare con i pensieri di Nana, gatto perspicace ed irriverente a cui non manca mai la battuta, e i ricordi della vita di Satoru, ragazzo sfortunato che ha saputo reagire agli eventi tristi della sua vita con una determinazione enorme.

Ho guardato in alto verso le spighe di susuki: ancora più su, col sole alle spalle, c’era Satoru che mi ha individuato. Nell’istante stesso in cui i nostri sguardi si sono incrociati, il suo viso teso si è rilassato tutto d’un colpo. E poi anche nello sguardo si è allentata la tensione… Senza dire una parola, Satoru si è inginocchiato a terra e mi ha abbracciato stretto.

L’ironia di questo libro è assoluta. Spesso le parole di Nana vi faranno ridere a crepapelle, perché infondo lo sappiamo tutti che i gatti sono un po’ altezzosi e montati; per questo non mancheranno frasi come “stupidi umani!” o “Non capirò mai voi umani!”. Ma la simpatia non sarà l’unico soggetto presente nel libro, infatti, si verrà avvolti anche da una varietà infinita di emozioni e insegnamenti bellissimi. È la combinazione di questi due fattori a riuscire a mantenere vivo l’interesse nel lettore, assieme al continuo spostamento temporale e il cambiamento costante di prospettiva. Il libro, infatti, si concentra ad uno ad uno sugli amici di Satoru, spiegando il rapporto che li lega e raccontando episodi passati che svelano informazioni determinanti per comprendere il mondo del protagonista umano.

La particolarità del romanzo è chiara fin da subito, dato che le vicende sono raccontate da un gatto che riporta quello che sente, vede e pensa. Il tutto finirà per assumere le sembianze di una vera e propria dichiarazione d’amore al suo padrone, quell’amore che solo gli amici a quattro zampe sanno dare.

Arikawa ha utilizzato un linguaggio semplice e delicato che si concilia perfettamente con la voce narrante del romanzo: la voce di Nana, che da gatto mostra un’innata sensibilità umana capace di raccontare emozioni che arrivano dritte al cuore.

Il vero viaggio che si percorre in questo libro è mirato totalmente alla scoperta dell’affetto, dei ricordi, dell’amicizia e al vero senso della vita: avere qualcuno d’amare e con cui condividere la vita.

Ad inizio articolo ho esordito consigliando questo libro a tutti i gattofili, ma in realtà questo è un libro che dovrebbe leggere chiunque, perché l’amore per gli animali non ha nulla di diverso dall’amore verso il prossimo o verso le persone che ci circondano. L’amicizia che si instaura tra Nana e Satoru va aldilà della specie e del linguaggio, è un’amicizia assoluta di cui non si può fare a meno nella vita.