Crescere tra il metal e le spie: Battlezone di Andrea Garello

Dopo svariati successi come sceneggiatore televisivo e cinematografico (tra i quali vale la pena ricordare la collaborazione con Gabriele Salvatores per Amnesia, con Gabriele Muccino per Ecco fatto, con Sydney Sibilia per Smetto quando voglio e con Alessio Maria Federici per Uno di famiglia), stimato docente di sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ideatore di videogiochi e giochi di simulazione, Andrea Garello torna alla letteratura con Battlezone, edito il 15 settembre 2023 per la casa editrice Fandango nella collana Weird Young, dedicata alla letteratura per ragazzi.

Il suo esordio nel mondo letterario avviene nel 1998 con l’uscita del romanzo comico Alo Melograno, storia di un eroe semplice che intrattiene e diverte, come dichiarava allora Garello stesso:

«Se ho un’ispirazione, e ce l’ho, è riuscire a regalare, qua e là, almeno un attimo di stupore. Sono ambizioso. Credo, infatti, che intrattenere e magari stupire dovrebbero essere considerata le massime ambizioni di un narratore. Se poi, per caso, tra le righe qualcuno riuscisse a cogliere un senso che vada al di là delle parole, tanto meglio

A circa venticinque anni di distanza queste parole risuonano ancora adatte per descrivere il suo lavoro di narratore, in grado di costruire una trama appassionante e ricca d’intrighi, dai plot twist spiazzanti, raccontata con un tono leggero e spesso comico, che però non disdegna riflessioni profonde su temi più complessi.

Una strampalata spy story

Negli anni Ottanta, incastonata tra gli Appennini, ai piedi del Monte Penna, la sonnacchiosa Gualdo Tadino diventa scenario di eventi singolari nella mente di Luca Paternò, un dodicenne con una passione davvero particolare: la Guerra fredda e gli intrighi internazionali.




«Ma perché mai una spia del Kgb dovrebbe venire a Gualdo Tadino? Anche Luca se l’è chiesto, cioè, gliel’ha chiesto suo padre e lui ha dovuto ammettere che le probabilità sono abbastanza basse, dato lo scacchiere internazionale, però se uno guarda la dorsale appenninica, è chiaro che Gualdo si trova in una posizione strategica.»

Stimolato dagli eventi a suo parere sospetti che si susseguono nella cittadina, come l’incidente a causa dei freni rotti che ha portato alla morte del dottor Belleggia, poi il corpo di Enzo l’eroinomane trovato senza vita nella sua macchina accanto a una siringa, Luca è convinto che Gualdo nasconda un covo di spie sovietiche e suo dovere è svelarne la presenza e combattere contro il Kgb per il bene degli equilibri internazionali.

Tra i sospettati principali c’è il sindaco Balducci, iscritto al Pci, che «l’anno scorso è stato in Bielorussia e dice che, se Minsk avesse il mare, sarebbe come Los Angeles» e che ha affisso improvvisamente in comune un divieto che impedisce di percorrere uno dei sentieri di Monte Penna. Luca elabora sempre più congetture perché il sentiero è proprio quello che aveva scoperto con i suoi amici poco tempo prima, una salita ripida che porta dritti alla Bocca del Diavolo, una sorta di grotta dove aveva intenzione di costruire il suo bunker segreto in caso di guerra.

«La Bocca del Diavolo fa davvero un po’ paura. Sembra una ferita sul fianco della montagna, sottile ma mai rimarginata. È larga circa un metro e mezzo e alta poco più. La pietra nuda ne delinea i contorni, in contrasto col verde acceso del muschio di cui è ammantata la parete rocciosa. Non si vede neanche a a un metro oltre la soglia, tanto buia da far pensare a un buco nero che risucchia tutto, anche la luce.»

Intrepido, ma soprattutto convinto della presenza di spie da scovare, Luca si avventura in situazioni sempre più torbide e sfida la sorte, con il coraggio che soltanto un giovane adolescente può avere.

Il metal, l’amicizia e gli amori

Oltre alle storie di spionaggio, Luca è un grande appassionato di musica metal: ascolta dischi fino a consumarli, fischietta Highway to Hell nei corridoi della scuola, indossa magliette con i loghi delle band più famose (in realtà ne ha solo tre che mette a rotazione) e si emoziona quando riesce ad ascoltare un disco in compagnia di altre persone.

Purtroppo però il metal non è il genere musicale più amato tra i suoi compagni di scuola, perciò quando finalmente incontra Marco, trasferitosi da poco a Gualdo, diventano amici per la pelle.

Luca e Marco sono inseparabili, fedeli l’uno all’altro e sempre pronti a difendersi, insomma, la loro è un’amicizia sincera, profonda e fraterna come solo quella tra due dodicenni può esserlo.

Nonostante i gusti da sfigato, Marco è lo stesso un figo e l’attenzione che tutti e tutte gli riservano provoca non pochi problemi tra i due amici: malgrado i litigi e le gelosie, soprattutto quando entra in scena anche Elisa, Luca e Marco si perdoneranno sempre, fino a salvarsi la vita.

A metà tra una spy story e un romanzo di formazione, Battlezone narra la crescita di Luca attraverso le amicizie, gli amori, le delusioni e gli scontri generazionali, l’educazione sentimentale, la scoperta del torbido mondo degli adulti, rischi e responsabilità. Lo stile è fresco e scorrevole, ironico e divertente, ma anche capace di una tensione crescente: Garello riesce a giostrarsi con maestria tra una narrazione giovanile e leggera ed una invece drammatica, ricca di equivoci e suspence.

Un romanzo sorprendente, capace di emozionare i più giovani e far rivivere le emozioni della gioventù anche ai più adulti.